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Voi ricorderete– disse Cutt-Hardy accendendo una sigaretta – che non molti anni fa vi fu un momento in cui parve scoppiare una guerra tra gli Stati Uniti e l’Inghilterra. E ciò perchè quest’ultima, in causa d’una delle solite ostilità di confine colla Republica del Venezuela, mostrava di non aver troppi riguardi per la nostra celebre ed intangibile dottrina di Monroë
Avevo circa 25 anni quando nelle riunioni sociali di Trieste fece la sua comparsa un ricco signore abruzzese certo Cima. Io non sapevo perché egli avesse prescelto Trieste a suo soggiorno.
I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornavano dai loro ovili, per passare la notte di Natale in famiglia. Era una festa eccezionale, per loro, quell’anno, perché si fidanzava la loro unica sorella, con un giovane molto ricco.11
Cinque anni or sono conobbi un ragazzetto soprannominato Coeddu, nome che si dà anche al diavolo, il quale, come sapete, vien rappresentato con una piccola coda attortigliata un po’ al di sotto della schiena.
È alto mattino. Adamo, giovane aitante, di gambe pelose e petto largo. Esce dalla grotta in fondo a destra e si china a raccogliere una manciata di ciottoli. Li getta a uno a uno con cura contro il tronco di una palma a sinistra. Qualche volta sbaglia la mira. Adamo – Io vado a pescare. Eva dalla grotta – Vacci. Che bisogno hai di dirlo?
Fuori del laboratorio una nebbia umida e grigia avvolgeva ogni cosa. All’interno un caldo piacevole, la luce dei becchi a gas, uno per ogni tavola da studio; e, sparse qua e là sopra le tavole, ampolle di vetro contenenti pezzi di molluschi, pesci, rane e mille altri campioni di animali per lo studio di anatomia.
Ho tanto raccomandato ai miei concittadini di Montelusa di non condannare cosí a occhi chiusi il Mèola, se non vogliono macchiarsi della piú nera ingratitudine. Il Mèola ha rubato. Il Mèola s'è arricchito. Il Mèola probabilmente domani si metterà a far l'usurajo.
Quando don Fiorenzo fu in fondo alla chiesa, si voltò, disse a bassa voce: — Signore, ve li consegno a Voi! —; e segnatosi con la solita rapidità, uscì.
Alfonso Graldi entrò nella stanza del fratello e gli chiese: — Hai sentito che cosa han detto le Raffi: dei socialisti e di Turri? Raimondo lo guardò, e tacque. Non ricordava e ricercava nella memoria. Ma Alfonso interpretò quel silenzio e quello sguardo quali segni di apprensione per lo stesso suo dubbio e di timore per una deliberazione grave. E disse, calmo: — Sta attento.