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Studenti nel paese dei balocchi, di Paolo Mazzocchini (ed. Aracne) parte dall’immagine collodiana del paese dei balocchi per delineare lo stato e la tendenza della scuola italiana dei nostri giorni: mentre il paese visitato da Pinocchio offriva la possibilità di vivere nella più completa libertà, in opposizione a una scuola caratterizzata dall’oppressione e dalla noia, la scuola d’oggi corre secondo Mazzocchini il rischio paradossale di trasformarsi proprio in quel paese dei balocchi che dovrebbe essere ai suoi antipodi. La direzione appare infatti all’autore marcata e inesorabile: una scuola che si senta in dovere di non scontentare nessuno e di accogliere tutti indistintamente, non può che andare incontro a un abbassamento del proprio standard didattico al livello del più ignorante dei discenti, rendendo così inadatta la propria opera a favore di tutti gli altri.
Colpevoli in primo luogo quei governanti che hanno progettato e realizzato colpo dopo colpo lo smantellamento dell’istituzione scolastica, a partire dalla drastica riduzione dei finanziamenti statali; ma colpevoli anche gli insegnanti, rei quanto meno di una scarsa intraprendenza ove non di connivenza.
Studenti nel paese dei balocchi è una lettera aperta scritta con il tono del pamphlet. Con una ben precisa consapevolezza: occorre che il legislatore reimposti il discorso a partire dalle esigenze reali di chi vive nella scuola giorno per giorno (non è strano, si domanda l’autore, che non si riesca in nessun modo ad avere un ministro dell’istruzione […] preso dal corpo docente?); al contempo, occorre riscoprire una scuola dall’offerta formativa varia e adatta al talento diversificato degli allievi, dove la selezione sia scrupolosa (forse perfino impietosa) e si abbia il coraggio – almeno qualche volta – di chiudere le proprie porte, oltre che di aprirle.
Drastico ma lucido e magari discutibile ma certamente chiaro, l’autore consegue pienamente lo scopo di offrire spunti di dibattito centrati e ben posti. Con l’auspicio che la scuola pubblica italiana possa risollevarsi a partire dalla presa di consapevolezza di studenti e genitori. Che, alla fin fine, sono sempre quelli che ci rimettono di più.


P. Mazzocchini, Studenti nel paese dei balocchi, ed. Aracne, 2007, pp. 73, euro 7.

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Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Ho collaborato con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri» e membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume i saggi: – Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e 5 libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.