Carissimi lettori compulsivi, siete sempre di più a seguire questo appuntamento settimanale con il thriller, il che mi dà lo spunto per ringraziarvi vivamente e allo stesso tempo mi obbliga a lanciare un avvertimento: per il momento ci sto andando piano, la storia deve ancora prendere pienamente piede, ma nell’arco di qualche settimana comincerò a scioccarvi, in senso naturalmente letterale. 

R. E.

6

La mattina seguente, mercoledì, Rossella passa da Vincenzo.
– Che palle, sono già le undici e mezza! Non ho voglia di andare al lavoro! – sbuffa. – Vorrei starmene tutto il giorno a fumare e fare sesso.
– Datti per malata – suggerisce Vincenzo asciutto, rollando una canna.
– Non posso, sono appena stata assunta.
– Che c’entra? Mica si programma quando ammalarsi.
– Sì, ma io non sono malata – si volta verso la finestra inondata di luce. – È una giornata perfetta per andare al mare.
– Non volevi passarla a farti e scopare con me?
– Non conta ciò che voglio, visto che non posso farlo.
– Sì che puoi, datti per malata.
– Adesso basta, ti ho già detto di no! – sbotta allungando una mano per prendere il cellulare dal comodino. – Volevo concederti una sveltina, ma ora che mi hai fatto innervosire te la scordi!
– So come farmi perdonare – sussurra soffiandole una voluta di erba in viso.
– Che mi frega, ho il mio marocchino.
– Guarda che questa è Super Skunk.
– Ah sì?
– Ah sì?! – le fa il verso ridendo. – Sei proprio una tossica.
– Smettila, idiota, sto leggendo! – gli dà una gomitata per scostarlo. – Ieri sera hanno rapinato un portavalori vicino a Taranto, per un bottino di quasi un milione di euro.
– Due spicci. Tieni, senti che delizia!
Già dopo le prime boccate la marijuana agisce prepotentemente sulle percezioni, stimolando un approccio alla realtà più scanzonato.
– Ieri è successo un fatto curioso – dice Rossella quando torna a posare gli occhi sulla notizia. – A fine turno due uomini che non avevo mai visto prima sono entrati nel ristorante con due grossi borsoni, li hanno lasciati in cantina e poi sono andati via.
– Avranno portato qualche fornitura.
– Sì, infatti – Rossella restituisce la canna a Vincenzo e, con la mente ancora rivolta alla scena a cui aveva assistito, aggiunge: – Comunque avevano un aspetto davvero poco rassicurante.
– Perché?
– Si vedeva che erano tipi da cui è meglio stare alla larga.
– Dove vuoi arrivare? Non avrebbero fatto qualcosa di losco in tua presenza. – e aspira una grassa boccata per premiare la propria perspicacia.
– Infatti non si sono accorti della mia presenza.
La boccata gli va di traverso, facendolo tossire. – Non ho capito: tu dov’eri?
– Nel retro a fumare una canna.
– Eri fatta quindi?
– Non c’entra nulla.
– E come mai tu hai visto loro, ma loro non hanno visto te?
– Perché mi coprivano delle siepi.
– Ma se avessero guardato con attenzione verso di te ti avrebbero vista.
– Forse, ma avevano troppa fretta di mollare i borsoni in cantina.
– E sono tornati subito dopo senza i borsoni?
– Esatto.
– Quanto dopo?
– Uno, due minuti al massimo.
Per un po’ restano in silenzio, quindi Vincenzo con uno scatto le strappa il cellulare di mano. – Dov’è avvenuta di preciso la rapina?

CONTINUA… martedì 19 settembre 2017 con il settimo capitolo!

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