Ed eccoci al quarto appuntamento, ovvero di contrasti generazionali, problemi di incomunicabilità tra genitori e figli, e turbe di gioventù in procinto di esplodere.

R. E.

4

Durante il servizio del pranzo Rossella viene affiancata da un cameriere di nome Maurizio, un tale sulla quarantina dall’aria perennemente stanca e afflitta e che non fa altro che borbottare lamentele. Rossella impara in fretta quel poco necessario a svolgere il lavoro e a sera le viene già assegnato un gruppo di tavoli.
A casa aveva detto che sarebbe stata fuori fino a tardi, ma senza scendere nel dettaglio, per dare la notizia, infatti, voleva prima avere la conferma di essere stata presa, conferma che le arriva già al termine di quel primo giorno di prova, peccato che quando rientra, all’una passata, i suoi genitori stiano già dormendo, costringendola a rimandare all’indomani la soddisfazione.
Al mattino, come al solito, la prima a svegliarsi è sua madre, per imbandire una corposa colazione di caffè, spremuta d’arancia e fette biscottate di burro e marmellata, che neppure toccherà, visto che lei si limita a uno yogurt magro e a un frutto di stagione.
– Sei tornata tardi anche ieri notte – la rimprovera blandamente Enza, più che altro per restare fedele alla linea dura concordata col marito.
Rossella, intenzionata a non sganciare la bomba finché non sarebbe entrato anche suo padre, non risponde.
– Hai l’aria più sbattuta del solito, non è che hai cominciato a bucarti?
Rossella scuote la testa in un misto di derisione e compatimento, quindi tuffa il cornetto nel cappuccino, ancora senza proferire parola.
Per una persona attaccata alla forma come sua madre, la maleducazione è una colpa peggiore della pigrizia, così quel secondo silenzio la inviperisce. Si piazza le mani sui fianchi, nella sua classica posa da combattimento, e sibila velenosamente: – Di questo passo diventerai una fallita, proprio come il tuo ragazzo, bella coppia davvero che fate!
– Ha vent’anni – risponde con una flemma che, già sa, urterà la madre impennandone la voce di diverse ottave. – Ti prego, non urlare, mi sono appena svegl…
– A vent’anni già si capisce uno che persona sarà!
– Infatti, volevo dire che ha ancora ampi margini di peggioramento.
– Brava, prendimi pure in giro!
– Che succede? – chiede Antonio entrando in cucina.
– Stavamo parlando di quel fallito del suo fidanzato.
– Quel fallito si alza ogni giorno alle cinque per aiutare suo padre in campagna.
– Giusto per presenza, lo sanno tutti che non ha voglia di fare un cazzo – commenta con una smorfia di disgusto suo padre.
– Ma rilassatevi, santiddio! – sbotta esasperata Rossella. – Possibile che non riusciate mai a prendere la vita con un minimo di leggerezza?!
– Vedremo quanta voglia di leggerezza ti resterà il giorno in cui ti toccherà lavorare, sono proprio curioso!
L’acre disprezzo di cui quelle parole sono intrise ferisce Rossella, che con gli occhi lucidi e la voce incrinata ribatte: – Quel giorno è arrivato. Eppure non do del fallito a qualcuno solo perché si fa qualche spinello, e di sicuro se un giorno avrò una figlia non la violenterò psicologicamente solo perché si rifiuta di diventare come voglio io!
– Quel giorno è arrivato? – chiede Antonio corrugando la fronte.
– Ho cominciato a lavorare come cameriera alla Tramontana. A proposito, in mattinata ti arriverà la Panda della moglie del proprietario perché il motore fa un rumore strano. Ho promesso che avresti avuto un occhio di riguardo.
E si alza da tavola ed esce, lasciandoli troppo esterrefatti per ribattere alcunché.

CONTINUA… martedì 5 settembre 2017 con il quinto capitolo!

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