Ben tornati! In questo editoriale voglio ringraziare i DEATH IN VEGAS, per aver composto quel capolavoro di DIRGE, canzone che sta svolgendo un ruolo fondamentale nella stesura di questa storia, aiutandomi a riattizzare il sacro fuoco interiore in quelle volte che sono così spento che non scriverei neppure la lista della spesa.

R. E.

37

Nello studio di Salvatore Colella, Vincenzo pure è madido di sudore freddo.
Appoggiato alla parete con le braccia conserte, Checco gli rivolge la stessa attenzione sorniona e spietata di un felino che pregusta una facile preda.
– Ho capito – il capo mafia chiude la cornetta della linea protetta e, con le mani nelle tasche dei bermuda in cotone di Dior, si pone di fronte a Vincenzo. – Dov’è l’altra metà dei soldi?
Vincenzo si passa la lingua sulle labbra per inumidirle, inutilmente, dato che la tensione gli ha azzerato la saliva.
– Allora? – insiste dolcemente. – Non avevamo un accordo?
– Non credo che lo rispetterete – risponde Vincenzo tutto d’un fiato. – Penso, anzi, che non appena avrete recuperato l’intera somma mi farete fuori.
– Ci sono tanti modi per crepare – interviene Checco. – Una volta abbiamo aperto la pancia di un tizio per cucirci dentro un ratto addorment…
– Non essere truculento – lo interrompe, quindi torna a rivolgersi a Vincenzo con un sorriso mite: – Comunque, ha ragione. In certi casi andarsene con un colpo in testa può essere una fortuna.
– Non voglio morire – sussurra Vincenzo fervidamente. – Non sono pronto.
– Ma, infatti, abbiamo detto che se ci restituirai i soldi ti salverai.
– Sappiamo bene entrambi che non è vero.
Salvatore si dirige verso una delle ampie finestre, sperdendo lo sguardo sul panorama avvolto dal granata del crepuscolo che sta per cedere il posto alla notte. – E sappiamo bene entrambi di non avere scelta.
– No, una scelta c’è. Io vi dico chi ha l’altra parte del bottino, e in cambio mi fate entrare nelle vostre fila.
Salvatore emette una risata così spontanea che potrebbe uscire dalla bocca di un ragazzino.
– Non sto scherzando! Sono stufo di vivere come una pecora e di farmi inculare da questo Stato di merda! E poi… sono pazzo di Sissi!
Questa volta è Checco a ridere, tanto forte da farsi venire un crampo allo stomaco. – Che grande! Prima gli fotti un milione di euro e adesso vuoi fottergli pure la figlia!
– Non sto cercando di fottere nessuno! – obietta con veemenza. – E l’attrazione fisica è solo una piccolissima parte di ciò che sento per Sissi!
– Siete stati insieme soltanto un paio d’ore scarse – fa notare Salvatore, con un’appena percettibile derisione nel tono.
– Lo so che sembra assurdo, ma io sono sicuro al cento per cento del mio sentimento per Sissi, dal primo sguardo. Per questo potete fidarvi. Non vi tradirei mai, perché non farei mai nulla che possa danneggiarla.
Salvatore, al termine di una lunga pausa di riflessione, chiede. – E se non ti vorrà?
– Non importa, mi accontenterò di essere suo amico. Per me l’unica cosa che conta è starle vicino.
– Va bene – dice dopo essersi stirato la punta di un baffo.
– Come faccio a sapere che non mi ucciderete non appena vi avrò detto ciò che volete? – chiede timidamente.
– Non puoi – gli risponde candido. – Ma se quello che provi per mia figlia è davvero così forte, non sarà un problema rischiare per lei, giusto?

CONTINUA… sabato 14 aprile 2018 con il trentottesimo capitolo!

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