Amici, un’importante e spero gradita novità: inizia il rush di PIZZA AL TAGLIO! Da oggi sarà pubblicata una nuova puntata ogni due giorni circa, fino al termine della storia con il cinquantesimo capitolo. Su Amazon è possibile prenotare a un prezzo speciale l’ebook che raccoglierà tutte le puntate, questo il link: https://www.amazon.it/dp/B07BWKMJ2D

R. E.

36

Rossella lascia l’albergo di buon mattino, concedendosi giusto una breve colazione. Un taxi la porta in stazione dove, dopo aver buttato il borsone, compra un biglietto per il primo treno per Lugano.
Non appena parte, Rossella percepisce il nodo di tensione nello stomaco sciogliersi gradualmente, sentendosi finalmente fuori pericolo. Nel giro di un paio d’ore al massimo si sarebbe scoperto che non ha mai dormito da Michela, ma a quel momento avrà già lasciato l’Italia da un pezzo, con scarsissime possibilità di essere rintracciata dato che ha pagato tutti gli spostamenti in contanti. Certo, resta la registrazione all’hotel, ma quella in un certo senso sarebbe volta a suo favore, circoscrivendo le ricerche su Milano.
Guarda il paesaggio che sfreccia fuori dal finestrino eccitata per la nuova vita che la attende, ma ancora una volta qualcosa interviene a oscurare lo spiraglio di felicità appena sfiorata.
Alla prima fermata dopo il confine, due agenti di polizia svizzera salgono sul treno per un giro di controllo tra i vagoni. Si tratta di due giovani uomini, alti, serissimi in volto, con lo stesso corto taglio di capelli castani, visibile sotto il berretto di ordinanza, a farli quasi sembrare fratelli.
Rossella, attraverso lo sportello trasparente del corridoio, osserva con terrore l’ispezione avanzare verso la sua carrozza. Vede gli agenti scegliere, apparentemente a caso, alcuni passeggeri a cui chiedono di aprire le valige.
Quando si avvicinano a lei è così sconcertata che teme di svenire. Seduto di fronte c’è un signore di mezza età che, accortosi del suo disagio, la guarda ora con curiosità. Come in un incubo uno degli agenti le indica il trolley.
Rossella prova ad alzarsi, ma barcolla lievemente perché la paura le ha reso le ginocchia molli come burro, allora con la forza della disperazione si appoggia a un bracciolo per sollevarsi. Prende il trolley e, cadaverica in viso, lo appoggia ai piedi degli agenti.
– Apri.
Quella parola le trafigge il cuore, facendole fuoriuscire un sospiro dalla bocca che in realtà è un gemito strozzato.
Non tremare, non tremare, non tremare… si ripete mentre comincia a tirare il cursore della cerniera. Non può smettere di fissare la valigia. Come quella volta di un paio di anni fa, quando aveva appena iniziato a farsi le canne da una settimana, che era entrata sua madre e c’era il tocco di fumo sul letto. Per tutto il tempo in cui Enza si era trattenuta in stanza, Rossella non aveva potuto staccare, neppure per un istante, come ipnotizzata, gli occhi dal pezzo di marocchino. Le sembrava impossibile che sua madre non lo notasse, era lì, in bella vista, come poteva non vederlo? E ancora oggi le è rimasto il dubbio che Enza, accorgendosi del suo terrore, impietosita abbia fatto finta di nulla.
Rossella sa bene che a questo giro non ci sarebbe pietà. Eppure, ancora, non riesce a staccare gli occhi dalla valigia, dalle mani che sollevano una t-shirt, poi quella sotto, le felpe, e ancora più a fondo, fino a, miracolosamente, fermarsi a un paio di indumenti dalle banconote.
Gli agenti proseguono oltre senza aggiungere parola, né degnarla di quello sguardo in più che gli avrebbe mostrato una Rossella zuppa di sudore.

CONTINUA… giovedì 12 aprile 2018 con il trentasettesimo capitolo!

Copyright © 2018 – Renato Esposito. È vietata ogni duplicazione, anche parziale, non autorizzata.