Capita che la vita ci porti in direzioni che non avremmo mai sospettato, ed è incredibile come quanto sia inutile opporre una qualsiasi resistenza, si viene travolti dagli eventi e punto. Tutto questo per dire che il destino, ora come ora, sembrerebbe volermi lontano dalla scrittura, peccato per lui, però, che io sia capace di svegliarmi ben prima dell’alba pur di ostinarmi a battere sui tasti. E così sia.

R. E.

23

Nel punto dove avevano nascosto il tesoro la terra è così morbida che la lama della vanga affonda come nel burro.
– Ne hai fatti di prelievi in questi giorni, vero? Porco!
Per tutta risposta Vincenzo siede a gambe incrociate e schiude la bocca estasiato, rapito dal pieno manifestarsi degli effetti dell’LSD. – Lo senti il vento che canta?
– È più intonato di te!
– Non mi ero mai reso conto di come tutto sia musica…
– Qual è il borsone da cui hai preso?
– Non lo so, scegli quello che ti pare, non me ne sbatte un cazzo. Dio non chiede curriculum.
– Allora hai qualche speranza di entrare in paradiso – commenta Rossella, a denti stretti per lo sforzo di estrarre una delle sacche. – Aiutami a ricoprire!
Vincenzo, con inaspettata prontezza, balza in piedi e di buona lena fa roteare vorticosamente la pala, tanto che in pochi minuti la fossa è già di nuovo colma. – Detto fatto! – esclama sfregando le mani con vigore per scrollarsi la terra.
– Che bello: non sei del tutto inutile. Dai, accompagnami alla macchina.
Camminano fianco a fianco, per un po’ senza dirsi nulla.
– Ti leggo dentro, Rossella, e ciò che vedo non ti piacerebbe – rompe il silenzio.
– In questo momento crederesti di leggere persino dentro a un sasso.
– Ho sentito questa risposta nella mia mente prima ancora che le tue parole toccassero l’aria.
– Perfetto, allora per favore indovina anche la mia prossima frase, così mi risparmierai il disturbo di mandarti esplicitamente affanculo.
Vincenzo smette all’improvviso di camminare e serra il viso di Rossella, facendo pressione sulle guance coi palmi madidi di sudore ghiaccio.
– Lasciami! – squittisce. – Mi stai facendo male!
– Sei amara un minuto! Non sei sempre stata così! – grida con occhi di brace. – Il denaro ha già cominciato a lavorarsi la tua anima!
– Stai delirando! Lasciami!
– L’amarezza è solo l’inizio, Rossella, sta’ attenta! C’è molto di più in gioco! Lo sento… lo vedo!
Quegli occhi di brace sono di una tale intensità che le scavano sotto pelle, esigendo una verità.
– La fortuna mi ha lanciato un’opportunità e io mi ci sto aggrappando! Cosa c’è di male?! – dice con la vista che le si appanna di lacrime: il sentimento che ha provato per Vincenzo fino a un attimo fa si è volatilizzato, in un battito di palpebre, ma definitivamente. – Non voglio fare la vostra fine!
Vincenzo lascia scivolare le mani via dalle guance di Rossella, che non può vedere l’espressione del ragazzo perché il pianto ha trasformato il mondo in un cascame liquido, scuro di notte.
Un momento dopo carica il borsone nel portabagagli e si avvia, con la stomachevole sensazione che lo specchietto retrovisore stia risucchiando pezzi di lei ancora tiepidi di vita fremente, fagocitati da un punto di fuga in procinto di dissolversi.

CONTINUA… martedì 16 gennaio 2018 con il ventiquattresimo capitolo!

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