Buon anno! Quali sono i vostri propositi per l’anno nuovo? Mi auguro diversi da quelli di Vincenzo che scoprirete in questo capitolo…

R. E.

22

 

Rossella riesce ad avere un confronto con Vincenzo solo una settimana dopo, a mezzanotte inoltrata, nello stesso capanno degli attrezzi dove avevano imboscato in prima battuta i borsoni.
– Si può sapere che stai combinando? – chiede rabbiosa, – in campagna metti piede solo di notte, tuo padre si lamenta a destra e a manca che non lavori…
– In culo a mio padre, mi sono rotto il cazzo di spaccarmi la schiena per un pugno di ceci!
– Non è questo il punto – sibila Rossella.
– E qual è? – chiede grattandosi pigramente le palle e accendendosi una lunga e grassa canna.
– Che stai attirando attenzione.
– Rieccoci con le paranoie! Ma che sto facendo mai?! Mica mi sono comprato uno yacht, mi sto giusto concedendo qualche sfizio in più del solito…
Rossella gli va sotto il naso a passi furiosi e gli strappa la canna di mano. – Ieri un mio collega mi ha chiesto se avevi vinto alla lotteria. Dice che non passa sera che non metti su una qualche festa a base di droga, roba che neanche Berlusconi ai tempi d’oro.
– Chi è questo?
– Non importa chi è! Quello che importa è che lavora alla Tramontana, che l’eco delle tue stronzate è arrivato fin lì, hai capito?!
Vincenzo si appoggia qualcosa di simile a un minuscolo francobollo variopinto sulla punta della lingua, quindi riprende la canna e la accende disinvolto. – Non possono accusarmi di niente.
Rossella sbarra gli occhi. – Brutto idiota, la gente a cui abbiamo fregato un milione di euro non rivendicherà i propri diritti in un’aula di tribunale, non hanno bisogno di prove per chiuderci in un sacco e buttarci a mare! Basterà il sospetto!
– Mi sa che hai visto troppo Gomorra, tieni, fatti un tiro e smetti di delirare.
– Non sto delirando! E tu stai sperperando anche soldi miei!
– Vuoi la tua metà? Accomodati!
Rossella, sempre più sconcertata, si passa una mano tremante tra i capelli. – Vincenzo, che succede? Giuro che non ti riconosco!
– Ma piantala!
– Sei fuori controllo… hai perso la rotta!
– Ma quale rotta, Rossella?
– Io posso capire investire per la musica, ma qui stai bruciando centinaia di euro al giorno, se non migliaia, solo per divertirti!
– E se pure fosse? – chiede soffiandole in faccia, con le pupille che gli brillano attraverso la cortina di fumo. – Può darsi che sia questa la mia vera vocazione: godermi la vita fino all’ultimo centesimo e poi farmi saltare le cervella!
– Vincenzo torna in te!
– Ma io sono perfettamente in me! – sbraita con la voce distorta da un’aspra disperazione. – Un terrone senza talento che non ha voglia di fare un cazzo! Non è così che mi vede la società?!
– Va beh, dai, è impossibile ragionare, sei troppo fatto…
– No, Rossella, non è questione di essere fatto. Se c’è una cosa che ho finalmente accettato al concerto in masseria è che non sono un Thom Yorke, non riuscirò mai a rovesciare nulla nel cuore degli altri con la musica. Non ho talento, non l’avevo ieri, non ce l’ho oggi e non l’avrò nell’arco di tutta la mia fottuta vita di merda! Però, ora sono ricco e posso permettermi di guardare dritta in faccia questa verità senza paura di sentirmi un mediocre. E vuoi sapere perché? Perché se come musicista non varrò mai niente, almeno come sballato sarò un campione!

CONTINUA… martedì 9 gennaio 2018 con il ventitreesimo capitolo!

Copyright © 2018 – Renato Esposito. È vietata ogni duplicazione, anche parziale, non autorizzata.