Ben tornati, illustrissimi! Si avvicina il Natale e dal momento che la prossima puntata uscirà il 26 dicembre, non posso mancare l’occasione di rivolgervi i miei più sentiti auguri di Buone Feste! Mangiate, bevete e divertitevi a più non posso!

R. E.

20

Usciti dalla suite incappano nel vicedirettore della masseria, Valeriano Locaci, uno spilungone in formale completo nero lucido che li stava cercando.
– Ma che cosa date nel privé che c’è tutta quella ressa per entrare? – chiede affannosamente. – Figa gratis?
Vincenzo, dopo un breve sguardo freddo al volto oblungo e glabro del tizio, replica: – Qualcosa di più seducente dei vostri spritz, questo è sicuro. Andate coi cocktail.
– I superalcolici non sono inclusi nel…
– Pagherò la differenza, ma attiratene un po’ anche voi, santiddio! – taglia corto Vincenzo, – e ora si scansi, per favore!
Il vicedirettore si volta e li fissa allontanarsi, con una mano facendo il gesto di scrollarsi la polvere di dosso nel punto in cui Vincenzo l’aveva urtato.
– Merda! – esclama Fabrizio alla vista della calca all’imbocco del corridoio prima del privé.
I tre si stanno molto faticosamente facendo strada, quando una mano così grande da poter racchiudere nel suo palmo un pallone da basket, afferra Vincenzo per un braccio.
– Com’è questo fatto? – chiede con voce baritonale, in un bombito che fa vibrare il plesso solare, un conoscente noto per la sua propensione a menare. – Mi avevano detto che c’era da tirare, ma qua è finito tutto!
– Ho portato un altro pezzo, e se la smettete di accalcarvi come animali forse riesco anche a passare! – sibila sprezzante Vincenzo, reso spericolato dalla cocaina che gli pompa nel sangue.
La stretta attorno al braccio sembra restare invariata, ma in realtà la forza impercettibilmente si riduce, fino a sciogliere la presa.
Nel privé Fabrizio si affretta verso Michela, che ha l’aria stravolta, una nuvola di capelli biondi arruffati e il tailleur blu tutto spiegazzato.
– Sembri l’hostess di un aereo appena precipitato – commenta divertito Laerte.
– Sta’ zitto, mongoloide! – squittisce. – Ancora un po’ e si pippavano pure a me!
– Sei stata grande, un ultimo sforzo ed è fatta, anzi e sono tutti fatti! – esclama Vincenzo sbattendo i denti, su di giri. – Ecco qui una bella ricarica da cinque!
– Cosa?! No! Basta!
– Michela, ci serve che li tieni impegnati mezz’ora, il tempo di dare inizio al concerto – le dice Fabrizio, anche lui su di giri, appoggiandole con mal bilanciato vigore le mani sulle spalle. – A quel punto la sicurezza farà chiudere il privé e tu potrai finalmente tirare un sospiro di sollievo!
– O un bel pippotto di bamba, scusa ma me l’hai servita su un piatto d’argento – dice Laerte con un sorriso esagerato.
Michela, dopo averlo disintegrato con lo sguardo, torna a rivolgersi a Fabrizio, supplichevole: – Amore, ma non potete chiedere a qualcun altro?
– Uno qualsiasi dei nostri amici si fregherebbe come minimo mezza bamba. Sei l’unica di cui ci possiamo fidare.
– Quando chiuderanno il privé scoppierà una rissa, lo sento…
– Saranno cazzi della sicurezza – ribatte strizzandole un occhio dalla pupilla chiusa a spillo.
– Ma io mi ci troverò in mezzo!
– Michela, davvero, tranquilla – interviene Vincenzo chiudendole la bustina in un pugno, – e comunque non c’è scelta, perché se a quelle belve non daremo al più presto qualcosa da mettere sotto i denti, la rissa scoppierà per davvero, e addio concerto epocale!
Michela scrolla tormentata il capo e infine, arrotando i denti, gracchia: – E va bene, maledetti! Ma giuro che me la pagherete!

CONTINUA… martedì 26 dicembre 2017 con il ventunesimo capitolo!

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