Buonasera amanti del thriller e delle emozioni letterarie in generale! Capitolo abbastanza corposo questo, quindi bando alle ciance e che lo spettacolo abbia inizio!

R. E.

18

– Che ne pensi? – chiede Fabrizio dilatando le narici per soffiare due dense scariche di marijuana.
Vincenzo corruga la fronte e incrocia le braccia. – Riascoltiamola.
Per tre minuti Free Rider, il pezzo che dovrebbe fungere da apripista, rimbomba nella stanza.
– Allora?
– Può andare – si gratta il mento con una smorfia, – però continuo a sostenere che Laerte potrebbe dare di più.
– Ti sei fissato…
– Non dico a livello di tempo da dedicare alla band, che da quel lato ormai mi sono arreso, ma di apporto artistico: i suoi giri di basso sono sempre scontati, mai che accendano una qualche scintilla…
– Questo passa il convento. Ops, senza accorgermene l’ho finita tutta, scusa.
– Non ti preoccupare, ne rollo un’altra.
– Pensavo fossi a secco.
– Mi sono rifornito.
– Ah, sì? Di quanto?
– Cazzo te ne frega?
– Stai calmo. Piuttosto, tornando a Laerte, il tuo amico del cuore, sabato è il suo compleanno.
– Vuoi fargli un regalo? Propongo una confezione gigante di Kleenex per la sua attività preferita: sfondarsi di seghe da mattina a sera come se non ci fosse un domani.
– Dai, sul serio, che ne dici di organizzare una festa alla baracca? Una cosa per pochi intimi, ci sballiamo, ascoltiamo musica… – l’espressione di Fabrizio si altera bruscamente, come folgorata. – Ho appena avuto un’idea geniale!
– Spara.
– La festa non deve essere piccola, ma il più grande possibile!
– Una grande festa per Laerte? Non mi sembra un’idea geniale, anzi a voler essere sinceri mi sembra proprio un’idea del cazzo.
– Ma no! Per noi, per la band! Ora che l’album è quasi pronto, bisogna costruirgli intorno un’aspettativa, e suonarlo dal vivo a una festa bella gremita è un inizio.
Vincenzo sospende la preparazione della canna per ponderare attentamente. – Non è male come pensata – ammette infine. – Ma affinché funzioni bisogna che venga più gente possibile.
– Posso dire ai miei cugini di portare i loro amici.
– Certo, e già che ci sei butta pure una voce a tua zia! – lo apostrofa sferzante. – Non hai capito: dobbiamo fare i numeri! Tutti i giovani nel raggio di cinquanta chilometri dovranno venire alla cazzo di festa a sentirci suonare!
– Dubito che Laerte eserciti un’attrattiva così potente.
– Lui no di certo – ribatte Vincenzo con un sorrisetto scaltro. – Per cosa vanno pazzi i giovani?
– Figa?
– Intendo i giovani di ambo i sessi.
– Allora la droga.
– Esatto! Spargiamo la voce che si offrirà cocaina, e attireremo come la merda le mosche!
Fabrizio è travolto da un tale convulso attacco di ilarità che per poco non casca dalla sedia.
– Cazzo ridi?! La storia della festa in cui si è regalata cocaina volerà di bocca in bocca, insieme all’informazione, barra pubblicità, che in quella leggendaria circostanza i Pink Tempest hanno suonato per la prima volta il loro album di debutto!
Fabrizio, sforzandosi di reprimere il riso che cerca di tornare a prorompere, obietta: – Secondo me a volare in bocca saranno i cazzotti non appena si scoprirà che di cocaina gratis non c’è manco un granello.
– E chi ha detto che non ci sarà? Ovvio, non si daranno cinque grammi a testa! Giusto una striscia, a cui si avrà diritto presentando un ticket distribuito all’ingresso, tipo consumazione omaggio delle discoteche.
– Sì, ma pure per offrire una striscia a testa ci vuole una barca di quattrini.
– Tu di questo non ti preoccupare, della bamba me ne occupo io.

CONTINUA… martedì 12 dicembre 2017 con il diciannovesimo capitolo!

Copyright © 2017 – Renato Esposito. È vietata ogni duplicazione, anche parziale, non autorizzata.