Miei dolci lettori, vi è mai capitato di essere oggetto di uno sguardo talmente scrutatore che era come se volesse scoperchiarvi il cranio per frugare nei vostri pensieri? Rossella l’esperirà proprio in questo capitolo…

R. E.

16

Qualche ora dopo Rossella attacca il turno alla Tramontana. Il servizio del pranzo scorre liscio, ma intorno alle tre del pomeriggio Marinella, scura in volto, le dice seccamente di seguirla. La conduce nella stanza della contabilità, dove seduto dietro la scrivania le attende Vito.
Una volta dentro, Marinella richiude la porta. Seguono momenti di silenzio così greve da sembrare palpabile. Rossella avverte un brusco senso di nausea partirle dalla bocca dello stomaco e diffondersi in tutto il corpo, fino a confonderle i pensieri.
– Ieri notte è successa una cosa molto grave – sospira Vito, tendendo la notevole mole verso di lei. – Lo so che non c’entri nulla, ma forse hai visto qualcosa.
La forza abbandona Rossella, come risucchiata via a velocità ipersonica, tanto da farle temere che le gambe non l’avrebbero retta, ma non può sedersi, consapevole di non dover mostrare il minimo segno di turbamento.
– Non so neanche di che stai parlando… – avrebbe voluto imprimere alla propria voce un’inflessione di secca indifferenza, ma ciò che le esce è un timido mormorio.
– C’è stato un furto – scandisce nettamente e lentamente, stridula, Marinella alle sue spalle. – In cantina.
Quella voce arcigna, malvagia, la folgora come una scarica. – Non ho notato nulla di particolare – dice Rossella, forse troppo precipitosamente.
– C’è un’altra cosa che vogliamo sapere – sibila Marinella, avvicinandosi tanto da soffiarle quasi a un orecchio.
Se in un primo momento la paura aveva stordito Rossella, adesso l’adrenalina la soccorre conferendole sufficiente presenza di spirito da farla voltare, per fronteggiare indignata l’atteggiamento insolente della proprietaria. – Che cosa?
– Perché mi hai chiesto se c’era un cane nel locale? Quello più vicino è il pitbull dei Palumbo, ma ha abbaiato soltanto nelle ultime due notti. Come hai fatto a sentirlo?
– N-non è vero, ha abbaiato pure ieri pomeriggio – bleffa Rossella, percependo lo sguardo della donna farsi penetrante allo spasmo, alla ricerca del minimo indizio rivelatore.
– Lasciamo perdere il cane – rompe infine il silenzio Vito con un gesto sconsolato. – Non è così che se ne viene a capo.
– Vi hanno rubato qualcosa di molto costoso? – trova il sangue freddo di chiedere Rossella.
Vito la guarda con una franchezza disarmante, come a un’amica, dandole così l’indicazione di non essere sospettata. – Non immagini quanto.
– Basta così! – interviene aspra Marinella. – Non dobbiamo raccontarle i fatti nostri! Rossella, torna al lavoro!

CONTINUA… martedì 28 novembre 2017 con il diciassettesimo capitolo!

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