Ben tornati miei audaci lettori! Siete pronti per un’altra bella iniezione di thriller?! Bene, bando alle ciance allora, si parte!

R. E.

14

In cima alle scale della cantina si fermano in ascolto. A parte i latrati imperterriti del cane non arrivano altri rumori.
Vincenzo fa segno di seguirlo.
Dopo un breve tratto saltano il basso steccato e affondano i piedi nella sabbia.
– Adesso che facciamo? – chiede Rossella col respiro corto, più per la tensione che per la corsa.
– Dobbiamo raggiungere la macchina.
– Dove l’hai parcheggiata?
– Quasi di fronte alla Tramontana.
– Che cazzo!
– Lo so, è stato uno sbaglio.
– Direi proprio di sì!
– Scusa tanto se non ho previsto l’arrivo a sorpresa del tuo capo, comunque non è il momento di discutere.
Tenendosi chini procedono verso la strada deserta, illuminata dalla luce arancione dei lampioni.
– Adesso non resta che incrociare le dita – dice Vincenzo. – Camminiamo disinvolti verso la macchina, come se nei borsoni avessimo davvero roba della palestra.
– Disinvolti?! Se ci vedono capiranno subito che sono i loro borsoni!
– Adesso non c’è nessuno davanti alla Tramontana. Rossella, non abbiamo scelta, a meno che tu non voglia metterti a costruire un tunnel sotterraneo.
– Come cazzo fai a essere così calmo?
– Non lo sono, muoviamoci.
Attraversano la strada per affrontare l’incrocio dall’angolo più lontano dalla Tramontana, angolo che comunque non dista più di trecento metri dall’ingresso, fino a raggiungere, dopo un interminabile minuto, la Yaris. Rossella non è mai stata tanto felice di entrare in quella che le era sempre sembrata una gabbia color vomito. – Parti, parti! – squittisce eccitata, serrando forte in grembo il borsone.
Vincenzo ha appena messo in moto che nota una berlina bianca arrivare dalla corsia opposta. – Sta’ giù, non farti vedere!
Dimostrando un’ammirevole freddezza si immette in strada poco prima che la Mercedes passi loro accanto, aveva considerato, infatti, che avrebbe dato più nell’occhio se fosse rimasto nell’abitacolo a macchina ferma, né dalla sua posizione si sarebbe potuto piegare come Rossella senza rischiare di essere notato.
Sei solo un ragazzo sfinito che non vede l’ora di buttarsi a letto, si ripete mentalmente, non osando neppure lanciare una fugace occhiata a chi sta nell’auto, che rallenta fin quasi a fermarsi del tutto, per poi continuare verso la Tramontana.
Ed è solo dopo qualche chilometro, sentendosi ormai al riparo da pericoli imminenti, che Vincenzo e Rossella liberano finalmente l’esultanza, urlando e ridendo come pazzi.

CONTINUA… martedì 14 novembre 2017 con il quindicesimo capitolo!

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