Capita a volte di dover fare una scelta decisiva in frazioni di secondo, riusciranno i nostri eroi a compiere quella giusta? Lo scoprirete solo leggendo.

R. E.

13

Rossella sta per gridare per lo spavento, ma Vincenzo le tappa prontamente la bocca, facendole capire, con gli occhi sbarrati, di non fiatare, quindi toglie il palmo e a passi felpati, ma frettolosi, si accosta a una delle altre tre porte della cantina e cerca freneticamente la chiave per aprirla.
Rossella, compresa l’idea, si fionda accanto, fissando bianca come un cadavere l’ingresso della cantina, con i passi in avvicinamento che le rimbombano nelle orecchie come un terremoto.
Sbrigati, cazzo!; vorrebbe gridare.
Finalmente la porta si apre, in un lampo sono dentro, ma non fanno in tempo a richiudere a chiave.
Nella totale oscurità sentono i passi arrivare in cantina.
– Oh Dio! – Rossella riconosce la voce di Vito. – Si sono fottuti i soldi! Oh Dio, sono morto!
Seguono rumori confusi dell’uomo che entra nella stanza scassinata, rovesciando un paio di mobili e scagliando qualcosa contro le pareti. – Figli di puttana! Maledetti! – ruggisce, quindi torna verso le scale, ma prima di risalirle telefona. – Pronto, Fra? Sono Vito, è successo un bordello: sono spariti i borsoni… Non lo so! Ora, proprio ora! Sono venuto a dare un’occhiata perché il cane del vicino continuava ad abbaiare e… va bene, sì, ti aspetto.
Si sentono i passi pesanti di Vito girare in tondo. – Mannaggia a Cristo, che guaio! Mi faranno la festa, sicuro! Mi sento male… – poi i suoni che accompagnano i suoi movimenti si spostano verso le cima delle scale fino a diventare del tutto inaudibili.
– Ora o mai più – le bisbiglia Vincenzo serrandole un braccio. – Proveremo a uscire per la spiaggia.

CONTINUA… martedì 7 novembre 2017 con il quattordicesimo capitolo!

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