E rieccoci al nostro consueto appuntamento settimanale con il thriller! Come ve la passate? Spero bene. La storia entra nel vivo, quindi vi auguro buona lettura e mi faccio da parte!

R. E.

10

– La smetti di saltellare? – le bisbiglia mentre prova le chiavi alla ricerca di quella del cancelletto d’ingresso. – Sembra che ti scappa da pisciare.
– Mi scappa davvero.
– Santiddio.
– Anziché imprecare perché non ti sbrighi? È mezz’ora che stai a rovistare, ancora un po’ ed è giorno.
– Trovata.
Dopo aver richiuso con delicatezza il cancelletto d’ingresso, Rossella fa strada fino alla scalinata che conduce alla cantina. – Giù per di qui.
Un latrato squarcia il silenzio, facendoli trasalire.
– C’è un cane di guardia?
– Che io sappia no.
– Beh, abbaia fottutamente vicino.
– Andiamocene.
– Aspetta – la trattiene per un braccio.
Restano in ascolto per diversi secondi, durante i quali i latrati non accennano a diminuire.
– Dici che sta abbaiando per noi? – chiede trafelata.
– Certo, ma non è nel ristorante.
– Però sta facendo un casino infernale.
– Muoviamoci.
Le scale terminano in uno stretto e buio corridoio con quattro porte, due per lato, disposte nelle pareti con pietra a vista.
– Mi gioco le palle che ciò che cerchiamo si trova proprio là dietro – dice Vincenzo indicando l’ultima soglia alla loro destra, l’unica sprangata da una sbarra antiscasso. – Comunque, per scrupolo, diamo un’occhiata anche alle altre.
– Se solo quel cane di merda la smettesse di abbaiare…
Appurato rapidamente che le altre tre stanze contengono roba di poco conto, esaminano da vicino la quarta porta.
– Sicuro che nel mazzo non ci sia pure la chiave del lucchetto?
– Proviamo al volo, ma dubito… infatti, niente. La buona notizia è che sembra un tubetto non troppo resistente, con un tronchese dovrei riuscire a spezzarlo.
– Ce l’hai con te?
– Adesso? Certo che no. In campagna, tra gli attrezzi. Torneremo domani, ora filiamo via veloce.
Saliti nella Yaris verde oliva di Vincenzo, parcheggiata a trecento metri dalla Tramontana, Rossella sbotta: – Si può sapere cos’hai da sorridere come un cretino? Stiamo tornando a casa senza nulla!
– Sorrido perché se quella stanza è l’unica del locale a essere sprangata, allora significa che dentro c’è qualcosa di speciale.

CONTINUA… martedì 17 ottobre 2017 con l’undicesimo capitolo!

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