[display_podcast] (voce di SopraPensiero)

 

(di Agatha Orrico)

“Quando sono scappata dalla casa di mio zio erano le 4 del mattino. Ho cercato di non svegliarlo. Ho aperto la porta e ho iniziato a correre. E ho corso corso corso….avevo tanta di quella paura che non mi sono più fermata. Ho corso per venti chilometri, piangendo tutto il tempo”.

La piccola Nice ha solo 9 anni. Vive in un piccolo villaggio masai ai piedi del Kilimangiaro, in Kenya. Pochi giorni prima i suoi parenti la chiamano in cucina per darle la notizia. E’ giunta l’ora del ‘passaggio’ all’età adulta: niente più scuola, è tempo di decidere a chi darla in moglie, tempo per essere sottoposta alla mutilazione genitale. E’ un passaggio fondamentale, senza il quale non troverà mai marito. Nice comincia a tremare e a disperarsi. Ha sentito parlare di quella pratica terribile dalle amiche più grandi, del dolore e delle conseguenze fisiche che la marchieranno per la vita. L’infibulazione è considerata il rito di passaggio obbligato quando il corpo delle bambine inizia a formarsi e i seni a prendere forma. Si è pronte per essere tagliate.

“Quando ti fanno il taglio non devi gridare. Le braccia e le gambe vengono legate, la bocca deve rimanere serrata, gli occhi fissi. Se provi a urlare provocherai il disonore della tua famiglia”. Questo hanno raccontato a Nice le sue compagne.

 

Nice dopo un giorno e una notte di corsa nella savana, raggiunge finalmente il villaggio dove vive suo nonno: “L’ho scongiurato di aiutarmi per non essere mutilata. Gli ho detto che volevo andare a scuola. Ma lui non voleva ascoltarmi”.

Ci vorranno ancora molte fughe e molte altre visite al nonno prima di riuscire a convincerlo che lei non demorderà. E alla fine, finalmente, gli strapperà una promessa: il nonno, grazie al potere sulla famiglia datogli dalla sua anzianità, ordinerà agli altri di non sottoporla all’infibulazione.

Nice rientra nella sua comunità ma purtroppo niente è più come prima. Viene insultata e spesso picchiata.

“Ai loro occhi ero diventata una ribelle, l’esempio da non seguire. Senza essere mutilata io non sarei mai più stata considerata nemmeno una donna. Niente matrimonio. Niente figli. Non servivo a niente. Per loro ero inutile, un peso”. Intanto anche sua sorella viene sottoposta a infibulazione. E dopo di lei le amiche. Nice diventa una nomade che va e viene dal villaggio.

“Ogni volta che tornavo mi cacciavano. Io me ne andavo per un pò e poi tornavo”. Nice, comunque vadano le cose, almeno è salva. Ma non le basta. E’ decisa a fare qualcosa per le bambine del villaggio. E’ così che prende coraggio e va a parlare con gli anziani Moran (i guerrieri Masai che vivono nella foresta). Nel frattempo si è informata sui danni delle mutilazioni genitali. Inizia a spiegare ai capi villaggio le conseguenze terribili e pericolose di questa pratica. Di quanto metta a rischio la vita stessa delle donne.

Racconta delle complicazioni acute e croniche, del dolore, del sanguinamento, delle infezioni che a volte conducono alla morte. Alcuni tagli provocano l’infertilità, l’incapacità di partorire naturalmente, la morte dei neonati.

Inoltre (ma questo Nice evita di dirlo), le donne che hanno subito il ‘taglio’ non possono avere relazioni sessuali normali e il dolore durante il rapporto diventa a tratti insopportabile, togliendo a quello che dovrebbe essere un atto naturale qualunque piacere e spontaneità.

Nice Nailantei Leng’ete oggi ha 27 anni. Ne è passato di tempo da quando fuggiva nella savana. Grazie all’associazione Amref – la più grande organizzazione sanitaria no profit presente in Africa – di cui Nice è diventata portavoce, ha portato avanti la sua battaglia per fermare le mutilazioni genitali femminili, al grido di “never again” e “stop the cut”. Tiene conferenze in giro per il mondo ed è stata inserita nella lista delle persone più influenti di tutto il continente. Grazie a lei oltre 10mila bambine africane si sono salvate dall’orribile “taglio”.

Nel mondo sono oltre 125 milioni le ragazze che hanno subito la mutilazione genitale femminile.

Amref contro la mutilazione genitale femminile