(voce di SopraPensiero)

Sessanta anni fa usciva in Italia “Maigret e la giovane morta” (titolo originale “Maigret et la jeune morte”), quarantacinquesimo romanzo con protagonista il commissario parigino, ristampato nella collezione Adelphi dedicata a Georges Simenon. Un’opera divertente e scorrevole, che come altri lavori dello scrittore francese affronta il tema dell’integrazione, analizzato in un contesto sociale specifico. Si raccontano le difficoltà, ma anche le occasioni per avanzare a livello sociale, offerte alle ragazze di provincia che decidono di trasferirsi a Parigi in cerca di fortuna e, naturalmente, di un marito ricco. Una di loro, Louise Laboine, viene trovata assassinata in una piazza vicina ad alcuni locali notturni.

Sul luogo del delitto si precipitano Maigret e l’ispettore Lognon, quest’ultimo personaggio interessante più per la sua insolita personalità, che per le sue abilità investigative. Soprannominato il lagnoso, il poliziotto si ritiene perseguitato dalla sfortuna e poco stimato dagli altri, situazione che alimenta in lui un senso di inferiorità, da compensare con l’impegno nel lavoro nella speranza di raggiungere una posizione professionale appagante. Spesso, però, Lognon pecca di superficialità; i suoi limiti in questa storia emergono fin dalle prime pagine, quando durante il sopralluogo è solo Maigret ad accorgersi dei particolari del vestito della vittima, al tempo stesso elegante ma di fattura assai economica.

L’ispettore per tutta la durata della storia giunge nei luoghi giusti e intervista le persone che possono aiutarlo a risolvere il caso prima del commissario, ma non è mai in grado di elaborare le informazioni. È ossessionato dalla sua corsa contro il tempo, nella speranza di giungere per primo alla soluzione, e gli preme talmente tanto dimostrare le sue capacità, che dimentica di ricostruire la vita della vittima per comprendere quali circostanze hanno determinato il suo comportamento.

Ben diversa è la professionalità di cui dà prova Maigret, che malgrado giunga sempre secondo nel raccogliere informazioni, grazie alla sua capacità di analisi riesce a ricostruire nei dettagli la vita di Louise, fino a capire la sua tragedia esistenziale. Riflette sugli atteggiamenti  della ragazza per delinearne la personalità e motivare le sue reazioni verso le persone che incontra; con lei raggiunge una sorta di empatia e arriva a immaginarla mentre si aggira per la strade poco affollate di Parigi la sera della sua morte. Maigret entra nelle mente della giovane morta ed è tale capacità a renderlo vincente di fronte al Lagnoso, non certo la presunta sorte avversa di quest’ultimo.

Il romanzo in buona parte si svolge durante una serie di interviste effettuate presso le anziane signore che hanno avuto a che fare con la vittima e la sua amica, Jeanine Armenieu, comprese la zia di quest’ultima e la madre di Louise. Sono donne sole e senza scrupoli, che hanno deciso di rinunciare alla famiglia per non occuparsi dei figli, oppure che non si sono mai sposate e per riscuotere pochi soldi di affitto e avere un po’ di compagnia alloggiano le ragazze in cerca di fortuna nella capitale. Nella prima condizione si trova la madre della giovane morta, che abita a Nizza. Dedita ai casinò, visti come uno stratagemma per procurarsi il denaro per sopravvivere, la vecchia giocatrice ha trascurato a tal punto la figlia da spingerla ad abbandonarla. Nel secondo gruppo si collocano le affittacamere che hanno alloggiato Louise e Jeanine, da cui Maigret e Lognon raccolgono una lunga serie di informazioni sulle due ragazze, e la proprietaria del negozio dove la vittima ha preso a noleggio il misero abito che indossava la notte del suo omicidio.

Dall’inchiesta dei due poliziotti emerge una realtà sociale squallida, fatta di ipocrisia e sogni difficili da realizzare, dove le donne meno scaltre non riescono a migliorare la propria condizione, anzi finiscono ai margini della società e rischiano di incontrare malviventi che si approfittano delle loro debolezze. È questo il destino di Louise, impossibilitata a svolgere il ruolo di segretaria a causa della sua scarsa istruzione, ma anche riluttante verso la difficile vita della commessa. Come il lagnoso, anche lei stenta a realizzarsi, a differenza di Jeanine, sufficientemente colta da trovare un impiego soddisfacente e capace di adattarsi ai ritmi della grande città, fino a farsi notare da Marco Santoni, l’uomo ricco che decide di sposarla.

La sera del matrimonio al locale Romèo la sposa riceve la visita dell’amica, con cui non ha relazioni da tempo. Poi Louise con il suo umile vestito intraprende un giro per le strade vicine al locale, fino a trovare la morte. Sarà compito del lagnoso e di Maigret scoprire cosa l’ha spinta a partecipare al matrimonio, senza essere stata invitata, e ad andare subito dopo incontro al suo triste destino.

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Mi chiamo Giampaolo Giampaoli e sono nato a Lucca il 12 febbraio del 1973. Laureato in storia contemporanea e dottore di ricerca presso l’ateneo di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, ho pubblicato la prima raccolta di versi dal titolo “Diario di poesia” nel 2002 per Prospettiva Editrice. Due anni dopo l’associazione letteraria Cesare Viviani mi ha offerto la possibilità di realizzare esclusivamente in e-book la mia seconda silloge, dal titolo “Frammenti”.
L’incontro con Roberto Capelli, direttore del sito letterario Progetto Babele, e la collaborazione con la sua rivista come redattore mi hanno arricchito e maturato culturalmente, in un periodo in cui ero impegnato anche a scrivere racconti e poesie per Opposto.net. Quest’ultimo sito ha ospitato una mia breve raccolta in versi intitolata “Emozioni difficili”, presentata nella trasmissione sui canali Sky “Opposto Time”.
Recentemente la rivista La Recherche (www.larecherche.it) ha pubblicato alcune delle mie ultime liriche.