Dall’incipit della tesi:

Nel primissimo dopoguerra, la memoria dell’internamento militare italiano fu salvaguardata dall’Associazione Nazionale Ex Internati (A.N.E.I.) e da una prima fase di pubblicazione di diari e memorie di ex internati.

L’A.N.E.I. si costituì legalmente a Torino nel 1946, ma la sua fondazione fu decisa nei campi per ufficiali di Sandbostel e Wietzendorf nel 1945 e una sezione era già attiva a Canelli, provincia di Alessandria nell’agosto 1945. L’associazione fu riconosciuta come ente morale nel 1948. Gli scopi perseguiti sono indicati nello statuto, dalla sollecitazione presso Governo e Parlamento di leggi in favore degli ex internati all’assistenza morale e materiale dei soci e delle famiglie dei caduti, ma anche alla ricerca, al rimpatrio e alla sepoltura delle salme.

Le sollecitazioni dell’A.N.E.I. contribuirono ad ottenere a favore degli ex internati una serie di importanti benefici e riconoscimenti legislativi. Nel 1948 furono riconosciuti tutti i benefici riservati agli ex combattenti. Nel 1951 fu concessa agli internati militari la Croce al merito di guerra che li distingueva da tutti gli altri prigionieri di guerra. Con un Decreto presidenziale nel 1963 si estesero agli ex internati che erano passati per i campi di sterminio o i campi di punizione gli indennizzi ai cittadini italiani deportati per ragioni di razza, fede o ideologia. Nel 1977 fu conferita agli ex internati la qualifica di «Volontari per la libertà» e poi il brevetto di «Combattenti per la libertà», equiparando quindi a tutti gli effetti, dopo oltre trent’anni, la «resistenza senz’armi» degli internati militari alla Resistenza.

Relatore Prof. Giorgio Caredda, correlatore Dott. Amedeo Osti Guerrazzi, anno accademico 2002-2003, Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Facoltà di lettere e filosofia, tesi di laurea in Storia contemporanea.

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