(voce di SopraPensiero)

Mechi Cena ha studiato musica elettronica e informatica musicale, ha fondato il gruppo F.lli Format – Architetture sonore, con cui ha prodotto ogni genere di performance, e ha lavorato come tecnico del suono. A metà degli anni ’80 inizia a dedicarsi alla stesura di testi e, insieme alle composizioni musicali, nascono i primi racconti.

Le Femmine del babbuino nasce negli anni ’90 ma viene poi abbandonato e rivalutato solo a distanza di anni dalla Casa Editrice Le Mezzelane.

Anche chi non ama il noir finisce per appassionarsi a questo romanzo, apparentemente slegato, che incuriosisce il lettore e lo induce a continuare nella lettura per cercare un legame tra i vari quadri della storia. E’ come un gran puzzle, le cui tessere sparse finiranno poi per trovare una logica, incastrandosi tra loro lentamente, fino a completarsi nel finale.

Lo stile di Mechi Cena è semplice, privo di inutili fronzoli, a volte trasgressivo, duro, ma senza infastidire.

Il commissario Laitano,  solo e malato di cancro, rappresenta il poliziotto-uomo, con le sue debolezze, i suoi sentimenti, le sue paure. Vive e lavora sull’isola d’Elba, sulle cui spiagge viene ritrovato  un cadavere: il proprietario di una villa sull’isola. Le indagini del commissario porteranno alla luce segreti e scomode verità,  e ci condurrà fino in Somalia.  Da sfondo alla storia, un curioso incipt iniziale che mostra le “femmine del babbuino” e un misterioso cargo che trasporta armi verso l’Iraq.

 

 

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Nata a Napoli, è stata innamorata dei libri e a solo otto anni scriveva le prime fiabe. Durante l’adolescenza ha iniziato a scrivere le prime poesie. Nel 1988, ha preso parte alla 1^ edizione del premio letterario Napoli Viva organizzato dall’assozìciazione I.C.A.R. – C.I.D.E.C., ricevendo una menzione di merito per il racconto Maledetta sera d’estate. Negli anni seguenti ha preso parte a tre edizioni del Premio Internazionale Città di Cava de’ Tirreni – sez. Narrativa, organizzato dall’associazione culturale L’Iride – Centro di Arte e Cultura, ottenendo risultati apprezzabili: V edizione nel 1988 – 5° posto con il racconto L’amante di carta VII edizione 1990 – segnalazione di merito e medaglia XI edizione nel 1994 – targa di merito per il racconto Comme a ‘na mamma. Nel 1991, l’AVIS, in collaborazione con il giornale ROMA, ha istituito il 1° Premio Letterario Città di Napoli, in vernacolo napoletano, a ricordo di Eduardo De Filippo. Con il racconto Comme a ‘na mamma, viene premiata al 6° posto. Si classifica invece, nel 2003, ai primi due posti in una concorso di poesia in dialetto napoletano patrocinato dalla testata giornalistica AbbìAbbè . Nel 2006 risulta 1^ classificata alla seconda edizione del Premio di prosa e poesia Calliope con la poesia Chiove che viene inserita nella raccolta pubblicata dall’organizzazione del premio. Nel 2013, le sue poesie vengono selezionate dalla casa editrice Pagine e inserite nelle raccolte Viaggi di versi e Poeti contemporanei. Nel 2014, è stato pubblicato con Eva Edizioni il romanzo Tra i vicoli della mia infanzia, scritto a quattro mani con Gelsomino Marconicchio, protagonista di questa storia autobiografica, che è uno spaccato della vita di un piccolo paese rivissuta attraverso i suoi ricordi d’infanzia. Finalista nel 2014 al Concorso letterario Cinquantesimo Marcelli Editori ha ottenuto nel 2015, dalla stessa casa editrice, la pubblicazione in ebook del romanzo Come un granello di sabbia. Lo stesso, nel 2016, viene riproposto, sempre in ebook, su Amazon e gli altri store online. Nel 2015, pubblica, in ebook, una breve silloge dal titolo Canzuncelle. Ha altresì partecipato al concorso, indetto dalla Rivista Orizzonti e dall’editore Aletti, Dedicato a… Poesie per ricordare ottenendo l’inserimento della poesia A te, figlia mia all’interno del volume 13 della raccolta omonima. Nel 2016, prima ex aequo in un piccolo concorso proposto all’interno di un gruppo Facebook, ottiene di poter pubblicare un romanzo con la Casa Editrice le Mezzelane. Con la stessa Casa Editrice partecipa al 1° concorso letterario organizzato dalla stessa in collaborazione con l’associazione Euterpe. Grazie all’apprezzamento della giuria popolare. Ottiene la pubblicazione di un racconto e di una breve silloge poetica nelle due raccolte dal titolo La pelle non dimentica, i cui proventi saranno destinati a un’associazione che tutela le donne vittime di violenza. Partecipa inoltre, con la donazione di due racconti, all’ebook E dopo? che la casa editrice pubblica per raccogliere fondi a favore della biblioteca di Pievetorina.