(voce di Luca Grandelis)

A fronte del dato di fatto che l’islam è oggi la religione che tende a crescere più rapidamente nel mondo occidentale, sembra esserci penuria di testi che affrontino le esigenze delle famiglie musulmane, e le poche fonti a disposizione sono spesso di carattere troppo generico per potersene servire in sede pratica. Lo rilevano Sarah Ashencaen Crabtree, Fatima Husain e Basia Spalek nel loro Lavorare con gli utenti musulmani. Manuale per gli operatori dei servizi sociali e sanitari (ed. Erickson, 2010). Carenza in letteratura che si trasforma ovviamente in difficoltà per gli operatori sociali.
Perché quello dell’operatore sociale è un tipo di lavoro per il quale non bastano né l’indole personale né la motivazione, e nemmeno l’indispensabile preparazione generale: occorre anche la preparazione specifica per il contesto in cui si opera. Per trattare con le famiglie musulmane occorre cioè prendere conoscenza con le abitudini, le problematiche, le aspettative di quelle persone. Il libro – frutto dell’esperienza sul campo delle tre autrici – si propone come strumento di introduzione alla realtà religiosa, familiare e sociale delle comunità musulmane: dalla ummah alla shari’a, passando per la storia dell’islam ma facendo molta attenzione agli aspetti più pratici e delicati dell’intervento, come la salute, la criminalità, la detenzione.
Addentrandosi nel folto della variegata esperienza islamica, le autrici spiegano che al di là di qualunque denominatore comune a tutti «gli» islam, ogni gruppo etnico ha le proprie peculiarità, costumi distinti e perfino visioni della vita diverse. Mettendo in guardia dai rischi tipici di questo lavoro: in primo luogo il razzismo, quando nella foga di venire incontro alle necessità di tante famiglie disagiate scatta quel paternalismo che le etichetta, seppur inconsapevolmente, come «inferiori»; oppure quando si è spinti quasi automaticamente a pensare che le difficoltà di queste famiglie siano in certo modo qualcosa di etnico.
Alla fine del percorso, dopo aver enucleato le conseguenze e le opportunità tanto dell’«emica» quanto dell’«etica» e dopo aver appreso il significato dei termini arabi più ostici, si scopre che questa preparazione – come ogni preparazione – non è che un punto di partenza: verso un’opera che solo una sincera empatia può coronare di successo. E tuttavia nessuno può veramente mettersi nei panni dell’altro se non riesce a vedere – almeno in parte – con i suoi occhi. Corredato da un’amplissima Bibliografia multilingue.

 


S. Ashencaen Crabtree, F. Husain e B. Spalek, Lavorare con gli utenti musulmani. Manuale per gli operatori dei servizi sociali e sanitari, ed. Erickson, 2010, euro 19,50, pp. 200.

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Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Ho collaborato con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri» e membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume i saggi: – Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e 5 libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.