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Chi lavora in miniera sa che quando una squadra (solitamente formata da 5 minatori) lavora nel ventre della terra per ore ed ore, a volte è possibile udire distintamente i rumori dell’opera di un sesto uomo, che non esiste in carne ed ossa e che nessuno conosce, ma la cui presenza è non di meno innegabile e reale. È la leggenda del sesto uomo, quella di uno spirito della montagna (considerata viva e cosciente) o di un’anima intrappolata dopo un incidente, che si racconta nel buio polare delle isole Svalbard, dove «la paura ha radici profonde» ed è difficile trovare chi possa non credervi, per quanto superstiziosa o folkloristica la leggenda possa sembrare.
Su questo sfondo si dipana una storia di sparizioni di bambini – che sembrano impossibili sul piano teorico, in un ambiente circoscritto e claustrofobico come quello insulare – ma che sconvolgono la vita della cittadina artica di Longyearbyen; accanto a rivoli di narrazione che ritraggono la noia, la solitudine, il desiderio lancinante di emergere dall’indistinto e anonimo quotidiano, anche a prezzo di azioni rischiose come spaventare gli orsi bianchi o contrabbandare carne di renna.
La scrittrice – nonché matematica, fisica e glaciologa – norvegese si cimenta qui con una duplice ambizione: quella di fondere la paura sociale con quella di una natura dalla forza incontrollabile e forse vendicativa, da un lato; dall’altro, quella di offrire un noir dal quale il crimine possa emergere non come follia (ovvero, per dirla appunto con la matematica cara all’autrice, com una singolarità nel grafico di una realtà altrimenti razionale), bensì come conseguenza perfettamente comprensibile di comportamenti e scelte del passato. Duplice ambizione di cui fa in parte le spese il ritmo investigativo, che trova comunque compensazione in un’atmosfera avvolgente e surreale che sa fare del paesaggio un ulteriore protagonista. Pubblicato con il contributo finanziario di NORLA (Centro per la letteratura norvegese all’estero), nella suggestiva collana «Ombre» dell’editore Iperborea.


M. Kristensen, La leggenda del sesto uomo, ed. Iperborea, 2013, pp. 280, euro 16.

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Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Ho collaborato con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri» e membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume i saggi: – Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e 5 libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.