[display_podcast] (voce di SopraPensiero)

Fabio Ranieri, socio fondatore e Direttore Tecnico della Fingerlinks, opera come Programmatore e Capoprogetto da oltre un decennio. Da 5 anni si occupa specificamente di «startup», di sviluppo e architetture su piattaforme mobile. Sito ufficiale dell’app “iParcheggiatori”: http://www.iparcheggiatori.it/

«iParcheggiatori»: un software per segnalare la presenza del parcheggiatore abusivo. Come nasce questa idea?
L’iniziativa «iParcheggiatori» nasce da una collaborazione fra me e Pasquale Mauriello, programmatore e avvocato di Napoli che ha avvertito l’esigenza di denunciare un crimine che, di fatto, in Italia non è perseguito come tale: quello del parcheggiatore abusivo, che viene punito oggi con una semplice sanzione amministrativa, mentre è qualcosa di molto peggio.

Come vi siete conosciuti?
Ci trovammo insieme a uno degli incontri a sfondo tecnologico periodicamente tenuti da Telecom nell’incubatore Working Capital. Pasquale aveva già online il sito da un po’ di tempo e cercava spunti collaborativi per aggiornare il tutto e per lo sviluppo delle Applicazioni Mobile.

Nato dunque in un certo senso per caso.
Sì, potremmo dire anche per gioco. Eppure ad oggi il software ha raccolto oltre duemila segnalazioni, con 5.000 download su Windows Phone e 1.000 su Android ed iOS. E così, visti i risultati (segno di un interesse rilevante per la questione) a breve usciremo con una seconda versione, nella quale apporteremo miglioramenti sia nell’usabilità sia nelle informazioni proposte all’utente.

Cosa permette di fare il software?
Anzitutto permette di capire dove si trovino questi «personaggi». Poi quale tipo di comportamento abbiano: se amichevole, brusco o addirittura violento. Se chiedano l’elemosina o se passino subito alle minacce o alle percosse. Il software permette di scegliere nell’ambito di categorie predefinite tramite le quali tracciamo delle statistiche, che per ora restano interne ai nostri sistemi.

Quale vantaggio deriva all’utente dell’app?
Per adesso siamo ancora al primo step, per così dire, dell’iniziativa: informare l’utente (il quale, a sua volta, può inserire una segnalazione per informare gli altri). Ad oggi queste informazioni rimangono a noi; che ci facciamo a nostra volta carico – attraverso i siti di informazione online – di aggiornare i dati dell’app in base alle azioni intraprese in seguito alle segnalazioni (comunichiamo cioè ad esempio se, in quella zone, è stato multato o arrestato il parcheggiatore prima presente). Procedure che al momento vengono effettuate manualmente, offline e, per così dire, «artigianalmente»: il nostro obiettivo è quello di renderle sempre più automatizzate.

Ci sono quindi ancora problemi tecnici da risolvere, oltre a quelli normativi.
Sì, e direi che alla fine manca poi ciò che più conta: la volontà, esplicita e determinata, di tutti gli attori in gioco (legislatore, istituzioni, forze dell’ordine) di incidere sul fenomeno in maniera risolutiva.

Prima di iParcheggiatori è nata un’applicazione (per desktop, non per mobile) basata su GoogleMaps. Cosa ne pensate?
La conosciamo bene; ci piacerebbe anzi entrare in contatto con questo programmatore per integrare i nostri dati. L’idea ancora più appetitosa sarebbe il passaggio definitivo di tutte queste informazioni come open data (dati liberamente accessibili a tutti, privi di brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione, N.d.R.), ma – almeno per il momento – credo che siamo abbastanza lontani da un simile obiettivo. Un’apertura in tal senso è venuta però dal Sindaco di Napoli De Magistris, a cui abbiamo mostrato l’app durante un convegno: il Sindaco si è reso disponibile nel metterci in contatto con il proprio collaboratore addetto agli open data nella città di Napoli.

Come viene sviluppato il prodotto? Si basa sul lavoro di una community o c’è alle spalle uno staff professionale?
«iParcheggiatori» viene sviluppato dalla Fingerlinks, che è l’azienda di cui sono titolare e che si occupa appunto di sviluppo di prodotti mobili. Al momento vi lavorano una quindicina di persone (che ovviamente non si dedicano solo a questo), fra dipendenti e collaboratori esterni.

Obiettivi futuri?
Per quanto riguarda il panorama nazionale, la buona notizia è che a breve sarà discussa in Commissione Giustizia la proposta di Legge del deputato Siciliano Catanoso Genoese per la modifica del comma 15-bis dell’articolo 7 del Codice della strada: secondo questa proposta l’attività del Parcheggiatore abusivo diventerà di fatto un reato. Per quanto riguarda la nostra azienda, invece, l’obiettivo più ambizioso – cui stiamo già lavorando in vista della seconda versione – è quello di coinvolgere le autorità: quello cioè di realizzare un unico canale informativo che dalla segnalazione giunga ad avvertire direttamente le autorità competenti. Non è facile, ma ci crediamo.

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Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Ho collaborato con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri» e membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume i saggi: – Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e 5 libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.