[display_podcast] (voce di Luca Grandelis)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un’intervista a Lilia Carlota Lorenzo relativa al suo ultimo romanzo “Il cappotto della macellaia”, selezionato da Bubok per essere presentato alla Fiera Internazionale del Libro di Bogotá 2012:

D. Di che cosa tratta il suo libro?

Lilia Carlota Lorenzo: Di un fatto che, nel 1943, coinvolse (e sconvolse) Palo Santo, sperduto paesino argentino di solo otto isolati e 207 abitanti. Nonostante ciò, nessuno di loro lo avrebbe mai lasciato e, se fosse necessario, molti avrebbero sacrificato mogli, mariti, genitori e figli per impedirlo.

D. Palo Santo è realmente esistito?

L.C.L. Il nome è falso, ma il paese è veramente esistito, ci andava mia madre da giovane.

D: Tutto il resto è vero?

L.C.L. Quasi. Solo ho manipolato un po’ i personaggi e le situazioni. Tutto inizia con le prove di un cappotto che la signora Fernández sta cucendo per la figlia della macellaia. Purtroppo le cose non vanno bene perché fra una prova e l’altra la ragazza continua a ingrassare, colpa delle paste con la panna delle quali va ghiotta. Frattanto iniziano a succedere una serie di fatti strani, ma solo alla fine, mediante un inatteso colpo di scena, il lettore potrà scoprire quello che realmente accade quella notte buia come la pece.


D. E quali sarebbero questi fatti strani?

L.C.L. Ad esempio: che orribile scena ha visto il bambino della sarta nella cucina della bellissima merciaia Solimana, che quando la trova per strada scappa terrorizzato? Perché lei attira gli uomini del paese a casa sua e spaventa sua sorella Marcantonia, una ritardata mentale, con la madre morta? E che terribile segreto nasconde questa?

D. Come mai questi nomi strampalati?

L.C.L. Il defunto signor Pagani, padre delle sorelle, era un patito di storia antica. Non potendo avere figli maschi, passò al femminile il nome dei suoi eroi.

D. E di questi fatti strani, qualcuno ne è al corrente?

L.C.L. Beh, qualcosa ne sa la bizzarra telefonista, che ha fatto costruire apposta un separé per non farsi vedere come sta invecchiando, ma ascolta tutte le telefonate segnandole in un quaderno; e sa di più ancora Zotikos, un emigrante greco in pensione, che dietro la toppa della sua porta tiene sott’occhio l’intero paese.

D. Come finisce?

L.C.L. Questo non posso dirlo.

Il cappotto della macellaia
di Lilia Carlota Lorenzo
e-book € 2,99: http://www.ultimabooks.it/il-cappotto-della-macellaia

“Che orribile scena ha visto il bambino della sarta, nella cucina della bella Solimana, che quando la trova scappa terrorizzato? E perché lei attira gli uomini del paese a casa sua per denudarli e spaventa sua sorella ritardata con la madre morta? Qualcosa ne sa la bizzarra telefonista, che si nasconde dietro un separé per non farsi vedere come invecchia, ma segna tutte le telefonate. E chi sa tutto è Zotikos, un emigrante greco in pensione, che dietro la toppa della sua porta tiene sott’occhio l’intero paese.”


L’autrice

Lilia Carlota Lorenzo, architetto, nasce in Argentina, abita in Italia da più di vent’anni, dipinge quadri ambientati nella Buenos Aires del tango e racconta di fatti strani accaduti nella pampa argentina, da dove proviene.