«La persona con problemi di dipendenza, oltre a danneggiare la propria salute e, più in generale, il proprio benessere, può causare problemi anche alle persona che le sono vicine (familiari, colleghi di lavoro, amici, ecc.) e, a volte, risulta difficile per l’assistente sociale mantenere nei suoi confronti un atteggiamento non giudicante e di accoglienza. Inoltre lo stigma che accompagna le persone con dipendenza può indurre a etichettarle come manipolatrici, bugiarde e inaffidabili. È importante per l’assistente sociale centrare la relazione sulla persona, dedicando una particolare attenzione all’ascolto del suo punto di vista, cercando di abbandonare ogni preconcetto, riconoscendo la sua autonomia e autodeterminazione, senza per questo abdicare al suo ruolo istituzionale».
 

Il lavoro che ha a che fare con delle persone, non solo con delle procedure, richiede una particolare sensibilità, che va coltivata unitamente alle competenze affinché i “soggetti” della propria attività non vengano trattati, appunto, come “cose” (o come “casi”). La capacità di relazionarsi è importante dunque quanto la conoscenza della materia e dei problemi. Ecco perché il volume Il lavoro sociale nelle dipendenze da alcol e droga, di Valerio Quercia, si concentra – con il consueto taglio pratico dell’editore Erickson, caratterizzato dalla chiarezza dei contenuti, veicolata da una grafica accattivante e immediata – su entrambi gli aspetti: dalle sostanze legali e illegali (cosa sono e che effetti hanno) al sostegno alla persona con dipendenza, dalla legge italiana all’esplorazione della relazione d’aiuto e delle situazioni difficili. Nella collana “Lavoro sociale in tasca” diretta da maria Luisa Raineri.

 

Valerio Quercia è assistente sociale specialista, responsabile tra l’altro del Nucleo Operativo Tossicodipendenze della Prefettura/UTG di Rieti. Contatti: valerioquercia@libero.it.


V. Quercia, Il lavoro sociale nelle dipendenze da alcol e droga, ed. Erickson, 2014, pp. 131, euro 9,00.