(voce di SopraPensiero)

Dopo tre pubblicazioni indipendenti e che hanno riscontrato molto favore tra gli amanti del noir, l’autore calabrese Anton Francesco Milicia, viene adottato dalla casa editrice Le Mezzelane che cura la pubblicazione di Hic sunt leones, un romanzo in cui il genio di Milicia ci trascina in una storia che tiene incollati gli amanti della bella scrittura.

Ancora una volta la Locride è teatro indiscusso dei fatti narrati. Con poche, ma decise pennellate l’autore descrive l’ambiente, introducendo il lettore in quel paese immaginario e misterioso che è Contrada, immerso nel paesaggio dell’Aspromonte, tra antichi borghi di gente per bene e  anime equivoche.

Qui troviamo Marco, il giovane protagonista che, nonostante siano trascorsi quindi anni dalla scomparsa di Anna, la sua gemella, non riesce a darsi pace e continua a torturarsi e a ritenersi responsabile di quanto accaduto. La sua ricerca della verità sembra aver trovato una svolta il giorno in cui una traccia sembra emergere dal passato: una targa e un nome che permetteranno a Marco di preparare la sua spietata vendetta. Ma qualcuno muove i fili della vicenda, un’ombra sta approfittando della disperazione di Marco, insinuandosi nella storia in modo subdolo e prepotente.

Hic sunt leones, scrivevano i romani sulle antiche carte geografiche in corrispondenza di territori africano, per indicare che in quelle terre era possibile prelevare fiere per le lotte gladiatorie, ma soprattutto per importare schiavi e manodopera a basso prezzo. Ed è quello che fa il “fantasma” che guida Marco nella sua follia.

Un romanzo davvero ben scritto, dove i personaggi risultano ben delineati, i luoghi dipinti con la consapevolezza di chi li conosce bene, sia dal punto di vista storico che politico, e la narrazione risulta perfetta, tra briciole disseminate tra le pagine che condurranno a un epilogo imprevedibile, lasciando il lettore senza fiato e con la consapevolezza di aver scoperto un autore eccezionale.

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Nata a Napoli, è stata innamorata dei libri e a solo otto anni scriveva le prime fiabe. Durante l’adolescenza ha iniziato a scrivere le prime poesie.
Nel 1988, ha preso parte alla 1^ edizione del premio letterario Napoli Viva organizzato dall’assozìciazione I.C.A.R. – C.I.D.E.C., ricevendo una menzione di merito per il racconto Maledetta sera d’estate.
Negli anni seguenti ha preso parte a tre edizioni del Premio Internazionale Città di Cava de’ Tirreni – sez. Narrativa, organizzato dall’associazione culturale L’Iride – Centro di Arte e Cultura, ottenendo risultati apprezzabili:
V edizione nel 1988 – 5° posto con il racconto L’amante di carta
VII edizione 1990 – segnalazione di merito e medaglia
XI edizione nel 1994 – targa di merito per il racconto Comme a ‘na mamma.
Nel 1991, l’AVIS, in collaborazione con il giornale ROMA, ha istituito il 1° Premio Letterario Città di Napoli, in vernacolo napoletano, a ricordo di Eduardo De Filippo. Con il racconto Comme a ‘na mamma, viene premiata al 6° posto.
Si classifica invece, nel 2003, ai primi due posti in una concorso di poesia in dialetto napoletano patrocinato dalla testata giornalistica AbbìAbbè .
Nel 2006 risulta 1^ classificata alla seconda edizione del Premio di prosa e poesia Calliope con la poesia Chiove che viene inserita nella raccolta pubblicata dall’organizzazione del premio.
Nel 2013, le sue poesie vengono selezionate dalla casa editrice Pagine e inserite nelle raccolte Viaggi di versi e Poeti contemporanei.
Nel 2014, è stato pubblicato con Eva Edizioni il romanzo Tra i vicoli della mia infanzia, scritto a quattro mani con Gelsomino Marconicchio, protagonista di questa storia autobiografica, che è uno spaccato della vita di un piccolo paese rivissuta attraverso i suoi ricordi d’infanzia.
Finalista nel 2014 al Concorso letterario Cinquantesimo Marcelli Editori ha ottenuto nel 2015, dalla stessa casa editrice, la pubblicazione in ebook del romanzo Come un granello di sabbia. Lo stesso, nel 2016, viene riproposto, sempre in ebook, su Amazon e gli altri store online.
Nel 2015, pubblica, in ebook, una breve silloge dal titolo Canzuncelle. Ha altresì partecipato al concorso, indetto dalla Rivista Orizzonti e dall’editore Aletti, Dedicato a… Poesie per ricordare ottenendo l’inserimento della poesia A te, figlia mia all’interno del volume 13 della raccolta omonima.
Nel 2016, prima ex aequo in un piccolo concorso proposto all’interno di un gruppo Facebook, ottiene di poter pubblicare un romanzo con la Casa Editrice le Mezzelane.
Con la stessa Casa Editrice partecipa al 1° concorso letterario organizzato dalla stessa in collaborazione con l’associazione Euterpe. Grazie all’apprezzamento della giuria popolare. Ottiene la pubblicazione di un racconto e di una breve silloge poetica nelle due raccolte dal titolo La pelle non dimentica, i cui proventi saranno destinati a un’associazione che tutela le donne vittime di violenza. Partecipa inoltre, con la donazione di due racconti, all’ebook E dopo? che la casa editrice pubblica per raccogliere fondi a favore della biblioteca di Pievetorina.