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I barboni, veri protagonisti di Flumen, romanzo di Filippo Strumia (ed. Elliot, 2012), sono una casta di semidei che con i loro poteri mentali controllano il mondo dirigendone le sorti nell’ombra, attraverso l’opera capillare e silenziosa degli «inferiori»: i benzinai. Ci sono tutti gli ingredienti per un thriller complottistico à la Matrix che prende le mosse dall’omicidio di un benzinaio trovato morto in circostanze atipiche ma simboliche; trama tuttavia tratteggiata in maniera insufficiente e priva di coerenza interna, svilita da uno stile verboso e fuori misura, sintomo di un autore che ha a cuore più i suoi temi (in primo luogo la religione) che la sua scrittura. Purtroppo Flumen è un giallo che finisce per dare ragione ai tanti detrattori della letteratura di genere (che la definiscono minore), in cui personaggi e situazioni non possiedono spessore né naturalezza e dove la narrazione – priva di ritmo – viene sopraffatta dai tanti (troppi) ragionamenti. Beneficio delle attenuanti per un autore al suo primo romanzo, ancorché non incensurato: Filippo Strumia ha già pubblicato nel 2011 per Einaudi la raccolta di poesie Pozzanghere.

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Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Ho collaborato con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri» e membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume i saggi: – Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e 5 libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.