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«Le frontiere come regioni in cui il controllo del territorio si fa più difficile e impegnativo; le frontiere come aree ribelli alle regole stabilite, spazi dove riscrivere i codici e le norme di relazione tra le persone; le frontiere come terre del futuro dove ridire l’identità, praticare l’ospitalità, vivere il meticciato culturale e religioso. Abitare le frontiere per spingere il pensiero a dire l’inedito». Con questo entusiasmo (e questa ambizione) si presenta la collana «Frontiere» dell’editore Pazzini, della quale ho letto il volume n° 4, a cura di J.M. Vigil, L.E. Tomita, M. Barros, dal titolo Per i molti cammini di Dio. Teologia latinoamericana pluralista della liberazione.
Un libro sul pluralismo religioso che traduce il terzo volume del progetto editoriale sull’argomento voluto dalla Commissione Teologica americana dell’Associazione Ecumenica dei Teologi e delle Teologhe del Terzo mondo, curato da tre teologi di grande competenza e chiara fama (dei tre, Marcelo Barros è probabilmente il più noto in Italia; l’anno scorso è stato presente a Città di Castello, in occasione del XXIV Convegno Internazionale dell’«Altrapagina», dove ha tenuto una relazione sulla spiritualità ecologica e sulla teologia della liberazione).
Un libro pervaso da pluralità, pluralismo, differenza, incontro; lo si nota nella gran parte degli interventi, spesso fin dal titolo: si va da «Rivelazione e Rivelazioni» a «Conversione di Gesù alla fede originaria andina», da «Cristologia nella teologia pluralista» a «Ecclesiologia in tempi di pluralismo religioso», e ancora da «Pluralismo religioso: una prospettiva femminista» a «Verso una spiritualità pluralista della liberazione».
Un libro dunque che cerca di tenere gli occhi aperti su realtà diverse, ma non per questo dagli orizzonti confusionari o qualunque: come spiegato nella Presentazione, la teologia di cui si parla è cristiana, con l’accento sui grandi temi che la declinano in «latinoamericana»: l’opzione per i poveri, l’incarnazione nella storia, l’idea di una Chiesa umile e servitrice ecc. Uno studio corale che sa essere tecnico senza arenarsi nel tecnicismo; che si nutre di una speculazione ampia e salda, ma il cui vero obiettivo è la pace; che, infine, mostra – partendo dal dato di fatto dell’esistenza di religioni diverse, che nel mondo globalizzato si trovano a incontrarsi e spesso a scontrarsi – che del pluralismo oggi veramente non si può fare a meno, e che ormai né il vecchio esclusivismo (solo noi siamo nel vero) né il più recente e ottimistico inclusivismo (c’è un po’ di noi – cioè di vero – in tutti gli altri) sono all’altezza della domanda di spiritualità del nostro tempo. In un’edizione ben curata, con un Prologo di Leonardo Boff.


J.M. Vigil, L.E. Tomita, M. Barros (a cura di), Per i molti cammini di Dio. Teologia latinoamericana pluralista della liberazione, vol. III, ed. Pazzini, 2010, pp. 283, euro 18.

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Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Ho collaborato con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri» e membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume i saggi: – Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e 5 libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.