[display_podcast] (voce di SopraPensiero)

L’ebraismo, il cristianesimo, l’islam. I tre monoteismi. Ciascuno di essi rivendica esclusivamente per sé l’unica verità rivelata da Dio: messa così è chiaro che almeno due debbano ingannarsi su questo punto. Così come è chiaro che chi creda che esista qualcosa come «il» cristianesimo, «l’»ebraismo o «l’»islam sia destinato a rimanere deluso: ciascuna di queste religioni ospita e anima in sé decine e decine di rivoli spirituali, teologici, filosofici. Qual è dunque l’unica vera religione, volontà, parola di Dio? Il quesito – atavico e spinoso, e con ogni probabilità mal posto – è al momento inevaso. Ma questo non significa che non si possa far luce sui tanti altri aspetti che – soprattutto nel caso dell’islam – restano oscuri non tanto perché difficili, ma perché fraintesi o messi in ombra da luoghi comuni, invettive e slogan che non contribuiscono certo alla chiarezza. I monoteismi sono intrinsecamente intolleranti? Maometto è infallibile? La legge islamica è definitiva? Cosa sono esattamente la shari’a, la fatwa, il jihad? Che posto hanno tra i musulmani le donne? E il terrorismo? E le altre religioni?
Un’opera della bella collana «Campo de’ fiori», diretta da Vito Mancuso – scritta in forma di dialogo tra il padre e il figlio – che affronta l’islam a tuttotondo, tanto coraggiosa quanto ponderosa, che cerca di entrare nei territori impervi dell’esperienza e della tradizione religiosa del medioriente arabo – necessariamente a cavallo tra la filosofia, la teologia, la sociologia – con un linguaggio divulgativo che si sforza – nonostante l’impresa sia ardua, a causa dell’intrinseca difficoltà di render facili cose effettivamente difficili – di rivolgersi effettivamente a tutti. 400 pagine di antidoto ai tanti pamphlet polemici (quando non facinorosi) che si trovano anche in edicola.


D. Tessore, A. Tessore, Dialogo sull’Islam tra un padre e un figlio, ed. Fazi, 2014, pp. 400, euro 18.

Articolo precedenteL’ultimo libro di Alessandro Robecchi
Articolo successivoDove oggi è già domani. Un noir Giraldi di Nicola Arcangeli
Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Ho collaborato con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri» e membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume i saggi: – Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e 5 libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.