(voce di Luca Grandelis)

Se Dalla fisica alla filosofia di Anna Ludovico (ed. Nuova Cultura, 2011) fosse il libro di un esordiente, magari una tesi di laurea o di dottorato, si potrebbe recensirlo esaltandone l’erudizione a dispetto della scarsa incisività, o la continua attenzione rivolta al linguaggio a scapito dell’approfondimento teoretico. Tuttavia l’autrice (docente di Epistemologia del Dipartimento di Filosofia dell’Università «La Sapienza» di Roma) non è per nulla un’esordiente, ma una scrittrice consumata con innumerevoli pubblicazioni al suo attivo e che ha tra l’altro contribuito alla stesura di voci per le Enciclopedie Treccani prima di venir inserita nella rassegna Who’s Who in the World (2003) e di essere inclusa tra i 2000 Outstanding Intellectuals of 21th Century (2009).
Un personaggio di spicco e dalla formazione più che matura, al cui libro in questione non è possibile riconoscere le attenuanti dell’opera prima. Un volumetto nel quale sembra difficile individuare un filo conduttore, soprattutto in mancanza di un intento chiaro e di una sua concretizzazione evidente. Ne emerge un lavoro in cui risalta più la compilazione che la riflessione; forse non il peggior libro sull’argomento, ma niente di più che uno fra i tanti (chi fosse invece interessato ad approfondire il risvolto epistemologico della visione scientifica di Heisenberg, qui molto citato, troverebbe maggior ristoro in G. Gembillo, Werner Heisenberg. La filosofia di un fisico, ed. Giannini, Napoli 1987; vecchio ma completo e ben scritto).


A. Ludovico, Dalla fisica alla filosofia. La lettura epistemologica, ed. Nuova Cultura, 2011, pp. 85, euro 8.