(voce di SopraPensiero)

«”Allora, Don Rosario, ci parli della ragazza”. “Della ragazza?” – Don Rosario guarda alternativamente i due uomini, quasi a chiedere un suggerimento, un aiuto. – “Non vorrete credere alle parole di una ragazzina…” Il commissario e l’ispettore, scambiatisi un rapidissimo sguardo d’intesa, che sfugge all’interrogato, non aprono bocca, riempiendo la stanza di un silenzio pesante come il piombo. Il prete continua ad agitarsi sulla seggiola che, da semplice sedile, sembra essersi trasformato in uno strumento di tortura. “Cosa vi ha detto? Non dovete credere nemmeno a una parola di quello che vi ha detto. Non è successo niente. Assolutamente niente”».

Siamo alla fine dei ’60. Al liceo Chiabrera di Savona si studia. Ma non solo. Succedono cose strane – e come potrebbe essere diversamente, quando quelli che lo frequentano, soprattutto tra i docenti, hanno modi e trascorsi tanto discutibili? – si può perfino morire. Il commissario Marongiu, che se potesse starebbe già in pensione, si trova a indagare nelle condizioni peggiori: cioè con l’ansia e i legacci di chi ha a che fare con i rampolli delle famiglie più in vista della città e non può perdere né tempo, né le staffe (come in certe occasioni ci vorrebbe). Sullo sfondo una città ligure che, a confronto con l’America dei Doors e delle proteste pacifiste, sembra sempre provincia: ma nulla è così micidiale come chi sembra sonnolento. Un giallo ben scritto – qualità cui questo marchio editoriale ci ha da tempo abituati – a base di scene rapide e di dialoghi serrati. Un altro centro per Maria Teresa Valle, già autrice tra gli altri di L’eredità di zia Evelina. Delitti nelle Langhe (2012), che ha fatto parte della collana “Noir Italia” del «Sole 24 Ore».


M.T. Valle, Burrasca. Delitti al liceo Chiabrera, ed. Frilli, 2015.