[display_podcast] (voce di Luca Grandelis)

Riccardo Luna, appassionato di innovazione, ha guidato alcune start up editoriali di grande successo. Dopo aver lasciato la direzione di “Wired” (luglio 2011) è diventato editorialista del gruppo Condé Nast per la scienza e la tecnologia (“Wired“, “Vanity Fair” e “Gq“), ed è diventato consulente di importanti aziende per sviluppare progetti innovativi legati al web e alla rivoluzione digitale.

Ha appena pubblicato un e-book (gratuito) con tutti i “login” della sua direzione di Wired. Ecco la presentazione dell’e-book:

I testi qui raccolti non sono editoriali, anche se aprivano un giornale. E nemmeno post, anche se il tono era ugualmente informale. Tantomeno reportage, anche se spesso fotografavano fatti e personaggi in azione. Erano «login», ovvero le parole per connettersi, entrare in Rete: quando facendo il progetto di «Wired» scelsi di chiamare così la pagina del direttore, non avevo idea di cosa sarebbe diventata.

Per me soprattutto. In quasi trent’anni di articoli, mai mi era successo di riuscire a mettere tanta anima in quel che ho scritto come in questi login di «Wired».

E i motivi sono essenzialmente due: sono stato fortunato a far debuttare la versione italiana di questo magazine, nel febbraio 2009, in un momento in cui, lentamente ma con sempre maggior convinzione, l’innovazione ci stava svegliando. Questi login raccontano da dove viene e perché è arrivata la primavera italiana e in piccola misura hanno contribuito a dar forza a questa voglia di voltare pagina e riprenderci il futuro che respiriamo adesso. E il secondo motivo sono stati i lettori: non solo lettori ma spesso attori del cambiamento in atto nel paese. «Wired», da questa prospettiva, non era un magazine e basta, ma un movimento che aveva anche un magazine bellissimo. Dal 4 luglio non sono più direttore di «Wired», ma non finisce qui, certo, andiamo avanti, saremo tanti.

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