(voce di Luca Grandelis)

«Il gioco è, per bambini e adulti, occasione di socializzazione e apprendimento: consente di scoprire il proprio io interiore e il mondo, di entrare in relazione con se stessi e con il proprio ambiente, gli oggetti e le persone che lo popolano: ha una funzione di autoconoscenza, ma anche di legame con gli altri e di connessione con il mondo della natura. […] È un bisogno imprescindibile, una forma di espressione e comunicazione, un’esperienza personale e, allo stesso tempo, «globale»».

BES: bisogni educativi speciali. Da un punto di vista generale, ogni bambino è diverso dall’altro e richiederebbe – in linea di pricipio – una didattica «su misura»; ciò è tanto più vero (e problematico, e indispensabile) nel caso di bambini con disabilità (la quale non è necessariamente una patologia o una malformazione, ma una situazione di difficoltà che richiede interventi individualizzati). Questo libro presenta il gioco come un modo di «fare scuola» nel senso ampio della formazione, declinato in particolare come riabilitazione e didattica terapeutica. Rivolto ad insegnanti di sostegno. Sommario: funzione evolutiva e valore educativo del gioco – il gioco a scuola – bambini con BES – giochi percettivi e sensomotori – simbolici – di movimento – di costruizione – linguistici – logico-matematici – di memoria.

Maurizio Parente, laureato in Pedagogia, ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Bologna nel 2002. Ha insegnato come docente a contratto a Bologna e Urbino; attualmente collabora ad alcune ricerche dirette dal prof. Franco Frabboni ed è docente presso i corsi di specializzazione, riconosciuti dal MIUR e dalla Regione Toscana, tenuti dalla SIPP – Società Italiana di Psicologia e Pedagogia.


M. Parente, La fabbrica dei giochi. Strategie ludiche per bambini con BES, ed. Erickson, 2010, pp. 200, euro 18,50.