(voce di Luca Grandelis)

L’uomo è per sua essenza proteso al futuro: un futuro inteso non solo storicamente, ma anche come riserva di senso che trascende e che attira a sé. La sensazione, tutt’altro che di estraneità, è di riconoscimento di del «luogo proprio per eccellenza», ciò che è pienamente corrispondente con la natura più intima, il riposo che dà quiete. Ma è ancora lontano: da attendere, da costruire, da compiere. Sempre eternamente. Questa è la dimensione propria dell’utopia.

Quinto numero della collana »Arcipelago», dell’editore Fara, il volume Architetture utopiche, curato da Gianfranco Bertagni è dedicato all’eterna ricerca della perfezione (l’utopia, appunto) e alle sue tensioni, difficoltà, «effetti collaterali». Tra i saggi raccolti: «L’Atlantide di Platone» (G. Zamagni); «La città felice. Un’utopia realistica» (V. Rossi Ercolani); «Utopia e storia dei sistemi punitivi. Letture da M. Foucault» (M. Cianciosi); «Mandala. Il non luogo della cultura tibetana» (C. Bellini); «Utopia reale, utopia metafisica. Zolla, Eliade, Stolz» (G. Bertagni). Stampato con il contributo dell’Università di Bologna.


G. Bertagni (a cura di), Architetture utopiche, ed. Fara, 2000, pp. 160, euro 11,36.