(voce di SopraPensiero)

«I 5 ragazzini rimasero immobili e nelle loro menti si accavallavano molti interrogativi. Li aveva visti o aveva sentito le loro voci? Si stava avvicinando facendo finta di niente per poi avventarsi su di loro? Se lo avesse fatto, sarebbero riusciti a scappare? Lui era grande e poteva farcela ad affrontare almeno uno della banda, a chi sarebbe toccato? Cosa gli avrebbe fatto? “Fermi”. La voce di Angelo fu così leggera che svanì immediatamente nell’assordante sottofondo del canto dei grilli. Cinque paia d’occhi non perdevano di vista un solo movimento»

A Diano, in provincia di Imperia, c’è qualcosa che risale alla fine degli anni ’70 e miete vittime ai nostri giorni. E c’è un piano preciso alla base di tutto ciò: lo si capisce dalla perizia, dalla pazienza, dalla meticolosità con cui la scena del crimine viene ogni volta “truccata” da teatro di una disgrazia fortuita. Cornice inalienabile il caldo, col suo chiarore abbacinante e il suo potere fiaccante al di là di ogni ragionevole buona volontà: la cui fiamma aiuta tuttavia a comprendere meglio quella di un odio che, anch’esso inestinguibile, attraversa le epoche e le generazioni. Ugo Moriano, autore di oltre dieci romanzi (molti dei quali pubblicati con Frilli), ha ricevuto a Parigi nel 2015 il premio speciale della critica al World Literary Prize.


U. Moriano, Antiche amicizie, ed. Frilli, 2015.