(voce di SopraPensiero)

 

Sei anni fa, per la precisione il 12 dicembre del 2012, ci fu un evento speciale nel mondo della Rete: su Twitter comparve infatti il primo “cinguettio” ufficiale dell’account @Pontifex, voluto dall’allora pontefice Benedetto XVI e poi “ereditato” dal successore di Ratzinger, Francesco I.

In origine ci fu Twitter

In questi anni tante cose sono cambiate: lo stesso account, da quella data, sfiora oggi i 50 milioni di follower, ha pubblicato quasi 1.700 tweet e “parla” in nove differenti lingue, per cercare di rendere il più universale possibile il messaggio di Papa Bergoglio, che attraverso il profilo informa su tutto quello che riguarda la Chiesa (le Encicliche, i documenti papali, le udienze e i discorsi) e non solo, con ragionamenti e riflessioni che spesso interessano il mondo circostante.

L’evoluzione del cinguettio

Insomma, anche la Chiesa ha (lentamente) abbracciato la tecnologia, ma la notizia che arriva dalla provincia di Napoli racconta di una “deriva” decisamente inattesa: don Ciro Cozzolino, parroco della chiesa S.S. Trinità di Torre Annunziata, ha infatti lanciato su Facebook un’idea a dir poco originale, ovvero organizzare un corso per la cresima a mezzo social.

Corsi di cresima online?

Come ha spiegato alla stampa, l’iniziativa è rivolta innanzitutto ai giovani che, causa impegni sempre crescenti, hanno difficoltà a seguire un percorso tradizionale per avvicinarsi al sacramento della Confermazione; e così, il sacerdote ha lanciato l’idea per venire incontro alla “necessità di tanti ragazzi che, in un percorso di fede comunque importante, per molteplici ragioni non riescono a partecipare ai corsi tenuti in parrocchia“, e in particolare per i tanti ragazzi che si sono trasferiti lontano da Torre Annunziata per ragioni di studio e lavoro.

La proposta di un parroco napoletano

Non è ancora chiaro come evolverà questa proposta e se effettivamente troverà applicazione, ma di sicuro l’idea è servita a creare un po’ di attenzione intorno a un tema “religioso” collegato alla tecnologia; finora, infatti, le ricerche di “cresima” online riguardavano per lo più le questioni legate ai festeggiamenti, come la scelta della location per l’eventuale ricevimento, consigli per regali o, passando all’ecommerce, l’acquisto delle bomboniere con cui omaggiare parenti e amici, che seguono “regole” specifiche, come si vede su narabomboniere.com, uno dei siti specializzati sul tema.

Umanizzare i social network

Lo stesso don Ciro Cozzolino è comunque consapevole che svolgere corsi religiosi così importanti utilizzando uno strumento di massa e dalle sfaccettature potenzialmente negative potrebbe essere un’arma a doppio taglio, e in un’intervista al Mattino dice che è “inutile nascondersi, perché i rischi ci sono”, come “l’eventualità che vi possano essere relazioni non profonde. Di contro, però, questi tipi di canali danno la possibilità di una partecipazione a più voci, cosa che invece in Chiesa non avviene. E poi, e questo è l’aspetto più importante, può nascere la voglia di incontrarsi, di vedersi, di socializzare dal vivo”. Soprattutto, per il sacerdote il mondo ecclesiastico non può “avere una chiusura radicale verso uno strumento di così ampia diffusione tra i giovani”.

Un progetto per i giovani

Il parroco della Santissima Trinità conclude il suo pensiero con altre considerazioni, sottolineando che “se chi ha inventato internet e i social merita un premio, ne merita uno che vale il doppio chi ha la capacità di umanizzare tutto questo”, invitando “altre realtà, le istituzioni pubbliche e le scuole, a cogliere l’importanza di questi strumenti per parlare alle nuove generazioni”. Poi, una battuta: “se su Facebook sono nati matrimoni, non vedo perché allora non si può tenere un corso di cresima seguendo lo stesso canale”.