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Grazie ai volontari del Progetto Griffo è online (disponibile per il download gratuito) l’ePub Storia di Roma (8). La Monarchia militare. Parte seconda. Cesare di Theodor Mommsen, curata e annotata da Antonio G. Quattrini.

Il lavoro più famoso di Mommsen, un classico dei trattati di storia, comparve fra il 1854 e il 1856, esponendo la storia romana dalle origini fino alla fine della repubblica romana e al governo di Cesare, che Mommsen ritrasse come uno dei maggiori statisti di tutti i tempi. Le vicende politiche, particolarmente della tarda repubblica, sono attentamente confrontate con gli sviluppi politici del XIX secolo.

Dall’incipit del libro:

Storia di Roma di Theodor Mommsen. Volume 8Marco Crasso aveva figurato da più anni fra i capi del «mostro dalle tre teste» senza farne effettivamente parte. Egli serviva di contrappeso ai veri autocrati Pompeo e Cesare, o, per dir meglio, egli con Cesare figurava nella bilancia contro Pompeo. Questa parte di collega soprannumerario non era molto onorevole; ma Crasso non prendeva le cose tanto pel sottile quando si trattava di fare il proprio interesse. Egli era commerciante e mercanteggiava.
Quanto gli era stato offerto non era molto; ma non potendo ottenere di più, lo accettò, e in grazia delle ricchezze che andava sempre più ammassando, cercò di far tacere la sua ambizione e di passare sopra al dispiacere di trovarsi così impotente mentre era così vicino al potere. Ma la conferenza di Lucca fece cambiare le condizioni anche per lui: per conservare anche in avvenire la preponderanza di fronte a Pompeo dopo le estese condizioni fattegli, Cesare offrì all’antico suo alleato Crasso, con la guerra contro i Parti, l’occasione di raggiungere nella Siria la posizione che egli si era fatta con la guerra celtica nelle Gallie.
Era difficile giudicare se questa nuova prospettiva eccitasse sempre più la sete dell’oro, divenuta una seconda natura per il vecchio oramai sessantenne e che ad ogni nuovo milione diveniva più tormentosa, o la cocente ambizione che, lungamente repressa con grande stento nel petto del vecchio, ora gagliardamente divampava.
Arrivò nella Siria appena cominciato l’anno 700 = 54; non aveva aspettato, per partire, nemmeno che fosse finito il tempo del suo consolato.