Giuseppe D’Emilio recensisce “San Gennoir”, antologia di racconti promossa da Aldo Putignano, curata da Gennaro Chierchia e pubblicata dalla Kairòs Edizioni .copertina_san_gennoir.jpg

C’è tutta Napoli, dentro: le Vele, l’università Federico II, la cappella Sansevero, la camorra, Mergellina, i bambini senza casco in motorino, i guappi, il Vesuvio, i quartieri spagnoli, Spaccanapoli, piazza Plebiscito, la Napoli di oggi, la Napoli di ieri…

Certo, in alcuni racconti la città fa solo da sfondo, ma la maggior parte delle storie, anche se mai si scade nello stereotipo, non potrebbe che essere ambientata a Napoli.

Uno legge i primi racconti e rimane subito colpito dalla qualità; pensa che avranno messo i più belli all’inizio o che magari è ben disposto perché ci sono racconti scritti da amici suoi. Poi continua a leggere, senza riuscire a smettere, e vede che il livello rimane sempre alto, per ben trentatré racconti.
Sì, certo: qualche autore forse emerge un po’ per lo stile, qualcun altro per la capacità di strutturare la narrazione, ma la qualità è sempre elevata.

C’è qualcosa di marcio, in “San Gennoir”…

E poi uno pensa ad antologie più blasonate alle quali certi scrittori celebrati concedono gli scarti, forti del loro nome e consapevoli che da un’antologia non si guadagna molto; antologie nelle quali, accanto a qualche ottimo racconto, trovi tante schifezze. E capisce cosa vuol dire passione: la passione di autori che hanno spesso dato il meglio di sé, fieri di partecipare a questa iniziativa, non solo i poco noti, ma anche quelli che hanno già pubblicato con editori famosi; la passione di curatori che ci hanno messo l’anima per scegliere i racconti e per editarli. E uno si ricorda che, sì, va bene, l’editoria è un’impresa, non è che ci si deve rimettere. Ma l’editoria non è una salumeria…

C’è qualcosa di marcio, in “San Gennoir”…

Poi uno rilegge la quarta di copertina e vede che non c’è scritta la parola “sesso”, la parola magica che non di rado apre le porte dei supermercati e delle top ten di vendita. Eppure, nei racconti, di sesso un po’ ce n’è…

C’è qualcosa di marcio, in “San Gennoir”…

Gli autori, in ordine alfabetico

Paolo Agaraff, Antonella Anzalone, Manila Benedetto, Giovanni Buzi, Claudio Calveri, Gennaro Chierchia, Ugo Ciaccio, Maurizio de Giovanni, Giuseppe Della Monica, Maurizio Di Credico, Francesco Di Domenico, Monica Florio, Andrea Franco, Pino Imperatore, Enrico Luceri, Giancarlo Marino, Antonio Meloni, Michela Monferrini, Mario Natangelo, Giuseppe Pastore, Flavia Piccinni, Aldo Putignano, Antonello Rianna, Lucio Ricci, Mariarosaria Riccio, Paolo Roversi, Marcella Russano, Alfredo Sansone, Simonetta Santamaria, Chiara Tortorelli, Alessio Valsecchi, Simona Vassetti, Licia Vetere.

Dalla quarta di copertina

“Napoli l’hanno fatta nera, più di quanto lo sia nella realtà. Il motivo? Bisognerebbe interrogare gli autori di questo libro, ma attenzione, non è semplice: sono più di trenta e sono nascosti in tutta Italia e all’estero, frequentano i più importanti siti internet italiani di genere e si fanno vedere solo in occasione dei premi letterari più ambiti. Una cosa è certa: tutti hanno avuto un’ottima occasione per mettere su carta una storia torbida ambientata nei quartieri di Napoli… o forse no, forse sono solo cattivi e hanno voluto mettere il dito nella piaga”.

Link e approfondimenti

Per acquistare “San Gennoir” presso la libreria online “Webster”, partner di “Liber Liber”: http://www.webster.it/BIT/8895233042/ASI/337441