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	<title>Pagina Tre &#187; Testi on-line</title>
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	<copyright>Copyright © Pagina Tre 2011 </copyright>
	<managingEditor>info@liberliber.itLiberLiber (Liber Liber)</managingEditor>
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		<title>Pagina Tre</title>
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	<itunes:subtitle>Pagina Tre, la rivista di Liber Liber</itunes:subtitle>
	<itunes:summary>Pagina Tre è una rivista sperimentale promossa dall’associazione culturale no profit Liber Liber (vedere http://www.liberliber.it/). Scopo dell’associazione, e della rivista, è favorire l’accesso alla cultura, nel senso più ampio dei termini. Favorire l’acceso: da un punto di vista tecnologico, semplificando dispositivi e programmi e introducendo accorgimenti che consentano l’accesso anche ai disabili; da un punto di vista economico, abbattendo o azzerando i costi; da un punto contenutistico, valorizzando le opere meno note.</itunes:summary>
	<itunes:keywords>cultura, letteratura, musica, libri, teatro, ebook, audiolibri</itunes:keywords>
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		<title>Manuale di buonsenso in rete</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2011/12/12/5451/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[Testi on-line]]></category>

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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) Il &#8220;Manuale di buonsenso in rete&#8221; di Alessandra Farabegoli illustra con efficacia alcuni aspetti “di base” della comunicazione online: cosa distingue un sito utile da uno inutile o dannoso, come farsi trovare, che fare coi social network, come &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2011/12/12/5451/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<p style="padding-left: 30px;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5453" title="Farabegoli: Manuale di buonsenso in rete" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/12/farabegoli_manualedibuonsensoinrete-150x206.gif" alt="" width="150" height="206" />Il &#8220;<em>Manuale di buonsenso in rete</em>&#8221; di Alessandra Farabegoli illustra con efficacia alcuni aspetti “di base” della comunicazione online: cosa distingue un sito utile da uno inutile o dannoso, come farsi trovare, che fare coi social network, come misurare i risultati delle nostre azioni.</p>
<p style="padding-left: 30px;">L’ebook è scaricabile gratuitamente (<a href="http://www.paginatre.it/online/2011/12/12/5451/#more-5451">v. sotto</a>) ed è distribuito in licenza Creative Commons BY-NC-SA.</p>
<p>Dall&#8217;incipit del libro:</p>
<p><strong>Smettete di rimandare, e andate online</strong></p>
<p>Se siete un piccolo, piccolissimo imprenditore, e ancora non avete un sito web, smettete di trovare delle scuse: oggi potete andare online in poche ore, a zero euro o quasi, e creare la base di partenza per la vostra comunicazione online. Vediamo insieme come.</p>
<p>Incontro spesso – non necessariamente per lavoro – piccolissimi imprenditori, magari agli inizi, che lavorano bene, con passione e personalità. Persone che avrebbero molto da raccontare, che hanno un progetto, e lo portano avanti con impegno.</p>
<p>Di solito, quando gli faccio la fatidica domanda “avete un sito? posso trovarvi anche online?”, mi guardano imbarazzati, e iniziano a balbettare cose come “eh, ci sto pensando”, “lo so che dovrei farlo”, “prima o poi ci arriveremo..”. E mi lasciano (scritto a mano su un pezzo di carta strappato da un blocnotes) un indirizzo email @libero.it.<span id="more-5451"></span></p>
<p>Questo articolo lo scrivo per loro, anzi, in realtà, tutto il mio blog l’ho sempre pensato soprattutto per loro (quindi per favore voi geek che mi seguite siete dispensati dal leggere il resto di questo post, non è roba per voi). Smettete di trovare delle scuse, e andate online!</p>
<p>Avete una storia interessante da raccontare: è la cosa più importante. Avete passione per il vostro lavoro, e attenzione per le persone che entrano nel vostro negozio: sono doti preziose.</p>
<p>Per cominciare, non vi servono migliaia di euro, e neppure “essere bravi col computer”: quello che vi serve è iniziare, un pezzo alla volta, a costruire anche online la vostra “tana base”, il luogo “dove farvi trovare sempre”.</p>
<p>[...]</p>
<p><strong>Per continuare e leggere e ulteriori informazioni</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/manuale-di-buonsenso-in-rete-ebook/">Scarica il libro: Manuale di buonsenso in rete</a> (file PDF)</li>
<li>Visita il sito di <a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/">Alessandra Farabegoli</a></li>
</ul>
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		<itunes:subtitle> (voce di Luca Grandelis)
Il &#8220;Manuale di buonsenso in rete&#8221; di Alessandra Farabegoli illustra con efficacia alcuni aspetti “di base” della comunicazione online: cosa distingue un sito utile da uno inutile o dannoso, come farsi trovare, c[...]</itunes:subtitle>
		<itunes:summary> (voce di Luca Grandelis)
Il &#8220;Manuale di buonsenso in rete&#8221; di Alessandra Farabegoli illustra con efficacia alcuni aspetti “di base” della comunicazione online: cosa distingue un sito utile da uno inutile o dannoso, come farsi trovare, che fare coi social network, come misurare i risultati delle nostre azioni.
L’ebook è scaricabile gratuitamente (v. sotto) ed è distribuito in licenza Creative Commons BY-NC-SA.
Dall&#8217;incipit del libro:
Smettete di rimandare, e andate online
Se siete un piccolo, piccolissimo imprenditore, e ancora non avete un sito web, smettete di trovare delle scuse: oggi potete andare online in poche ore, a zero euro o quasi, e creare la base di partenza per la vostra comunicazione online. Vediamo insieme come.
Incontro spesso – non necessariamente per lavoro – piccolissimi imprenditori, magari agli inizi, che lavorano bene, con passione e personalità. Persone che avrebbero molto da raccontare, che hanno un progetto, e lo portano avanti con impegno.
Di solito, quando gli faccio la fatidica domanda “avete un sito? posso trovarvi anche online?”, mi guardano imbarazzati, e iniziano a balbettare cose come “eh, ci sto pensando”, “lo so che dovrei farlo”, “prima o poi ci arriveremo..”. E mi lasciano (scritto a mano su un pezzo di carta strappato da un blocnotes) un indirizzo email @libero.it.
Questo articolo lo scrivo per loro, anzi, in realtà, tutto il mio blog l’ho sempre pensato soprattutto per loro (quindi per favore voi geek che mi seguite siete dispensati dal leggere il resto di questo post, non è roba per voi). Smettete di trovare delle scuse, e andate online!
Avete una storia interessante da raccontare: è la cosa più importante. Avete passione per il vostro lavoro, e attenzione per le persone che entrano nel vostro negozio: sono doti preziose.
Per cominciare, non vi servono migliaia di euro, e neppure “essere bravi col computer”: quello che vi serve è iniziare, un pezzo alla volta, a costruire anche online la vostra “tana base”, il luogo “dove farvi trovare sempre”.
[...]
Per continuare e leggere e ulteriori informazioni

Scarica il libro: Manuale di buonsenso in rete (file PDF)
Visita il sito di Alessandra Farabegoli
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		<title>Brevi canti per l’innovazione (audiolibro)</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2011/08/03/4662/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 18:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Testi on-line]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla voce di Luca Grandelis, puoi ascoltare l&#8217;audiolibro &#8220;Brevi canti per l’innovazione&#8221; di Riccardo Luna, Add Editore. (voce di Luca Grandelis) Ecco i file audio dei restanti capitoli: 01. Copertina 02. Introduzione 03. Login 1 04. Login 2 05. &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2011/08/03/4662/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-4439" title="Copertina di Brevi canti per l’innovazione" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/07/riccardo_luna_login-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" />Grazie alla voce di Luca Grandelis, puoi ascoltare l&#8217;audiolibro &#8220;Brevi canti per l’innovazione&#8221; di Riccardo Luna, Add Editore.</p>
<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<p>Ecco i file audio dei restanti capitoli:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_01_copertina.mp3">01. Copertina</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_02_introduzione.mp3">02. Introduzione</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_03_login1.mp3">03. Login 1</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_04_login2.mp3">04. Login 2</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_05_login3.mp3">05. Login 3</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_06_login4.mp3">06. Login 4</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_07_login5.mp3">07. Login 5</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_09_login6.mp3">08. Login 6</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_10_login7.mp3">09. Login 7</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_11_login8.mp3">10. Login 8</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_12_login9.mp3">11. Login 9</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_13_login10.mp3">12. Login 10</a> </li>
<p><span id="more-4662"></span></p>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_14_login11.mp3">13. Login 11</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_14_login12.mp3">14. Login 12</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_15_login13.mp3">15. Login 13</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_16_login14.mp3">16. Login 14</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_17_login15.mp3">17. Login 15</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_18_login16.mp3">18. Login 16</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_19_login17.mp3">19. Login 17</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_20_login18.mp3">20. Login 18</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_21_login19.mp3">21. Login 19</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_22_login20.mp3">22. Login 20</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_23_login21.mp3">23. Login 21</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_24_login22.mp3">24. Login 22</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_25_login23.mp3">25. Login 23</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_26_login24.mp3">26. Login 24</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_27_login25.mp3">27. Login 25</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_28_login26.mp3">28. Login 26</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_29_login27.mp3">29. Login 27</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_30_login28.mp3">30. Login 28</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_31_login29.mp3">31. Login 29</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_32_login30.mp3">32. Login 30</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_33_login31.mp3">33. Login 31</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_34_login32.mp3">34. Login 32</a></li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_lgr_35_fine.mp3">35. Fine</a></li>
</ul>
<p>Puoi anche scaricare tutti i file dell&#8217;audiolibro in un&#8217;unica soluzione:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti.zip">Brevi canti per l’innovazione MP3</a> (formato MP3 compresso con ZIP, dimensione: 103 Mb)</li>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicanti_audiolibro.zip">Brevi canti per l’innovazione M4B</a> (formato audio libro compresso con ZIP, dimensione: 109 Mb)</li>
</ul>
<p><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicantiperlinnovazione.epub">Scarica il libro in versione e-book</a> (formato ePub. Visita anche il sito dell&#8217;editore:<a href="http://addeditore.it/Brevi%20canti%20per%20l%27innovazione.html">http://addeditore.it/Brevi%20canti%20per%20l%27innovazione.html</a>)</p>
<p><strong>Istruzioni per ascoltare l&#8217;audiolibro con un player MP3 o un iPod/iPhone/iPad</strong></p>
<p>Per ascoltare l&#8217;audiolibro in un player MP3, scarica il file in versione MP3 compressa con ZIP disponibile qui sopra, decomprimi il file ZIP e copia i file nel tuo player MP3 (se non sai come procedere, fai riferimento al manuale del tuo player MP3 per quest&#8217;ultima operazione).</p>
<p>Per ascoltare l&#8217;audiolibro in un iPod, iPhone o iPad, scarica il file in versione M4B, decomprimi il file ZIP e trascina i file M4B in iTunes. Dopo qualche secondo, l&#8217;audiolibro comparirà in &#8220;Libri&#8221;, sotto-sezione &#8220;Audiolibri&#8221;. A questo punto sincronizza iPod, iPhone o iPad (assicurandoti che nelle preferenze dell&#8217;iPod, iPhone o iPad sia prevista la sincronizzazione anche degli audiolibri. Di fabbrica la sincronizzazione è già attivata).</p>
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		<itunes:subtitle>Grazie alla voce di Luca Grandelis, puoi ascoltare l&#8217;audiolibro &#8220;Brevi canti per l’innovazione&#8221; di Riccardo Luna, Add Editore.
 (voce di Luca Grandelis)
Ecco i file audio dei restanti capitoli:

01. Copertina
02. Introduzione
03. L[...]</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Grazie alla voce di Luca Grandelis, puoi ascoltare l&#8217;audiolibro &#8220;Brevi canti per l’innovazione&#8221; di Riccardo Luna, Add Editore.
 (voce di Luca Grandelis)
Ecco i file audio dei restanti capitoli:

01. Copertina
02. Introduzione
03. Login 1
04. Login 2
05. Login 3
06. Login 4
07. Login 5
08. Login 6
09. Login 7
10. Login 8
11. Login 9
12. Login 10 

13. Login 11
14. Login 12
15. Login 13
16. Login 14
17. Login 15
18. Login 16
19. Login 17
20. Login 18
21. Login 19
22. Login 20
23. Login 21
24. Login 22
25. Login 23
26. Login 24
27. Login 25
28. Login 26
29. Login 27
30. Login 28
31. Login 29
32. Login 30
33. Login 31
34. Login 32
35. Fine

Puoi anche scaricare tutti i file dell&#8217;audiolibro in un&#8217;unica soluzione:

Brevi canti per l’innovazione MP3 (formato MP3 compresso con ZIP, dimensione: 103 Mb)
Brevi canti per l’innovazione M4B (formato audio libro compresso con ZIP, dimensione: 109 Mb)

Scarica il libro in versione e-book (formato ePub. Visita anche il sito dell&#8217;editore:http://addeditore.it/Brevi%20canti%20per%20l%27innovazione.html)
Istruzioni per ascoltare l&#8217;audiolibro con un player MP3 o un iPod/iPhone/iPad
Per ascoltare l&#8217;audiolibro in un player MP3, scarica il file in versione MP3 compressa con ZIP disponibile qui sopra, decomprimi il file ZIP e copia i file nel tuo player MP3 (se non sai come procedere, fai riferimento al manuale del tuo player MP3 per quest&#8217;ultima operazione).
Per ascoltare l&#8217;audiolibro in un iPod, iPhone o iPad, scarica il file in versione M4B, decomprimi il file ZIP e trascina i file M4B in iTunes. Dopo qualche secondo, l&#8217;audiolibro comparirà in &#8220;Libri&#8221;, sotto-sezione &#8220;Audiolibri&#8221;. A questo punto sincronizza iPod, iPhone o iPad (assicurandoti che nelle preferenze dell&#8217;iPod, iPhone o iPad sia prevista la sincronizzazione anche degli audiolibri. Di fabbrica la sincronizzazione è già attivata).</itunes:summary>
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		<itunes:author>Liber Liber</itunes:author>
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		<title>Brevi canti per l&#8217;innovazione (e-book gratuito)</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2011/07/12/4438/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 15:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[Testi on-line]]></category>

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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) Riccardo Luna, appassionato di innovazione, ha guidato alcune start up editoriali di grande successo. Dopo aver lasciato la direzione di &#8220;Wired&#8221; (luglio 2011) è diventato editorialista del gruppo Condé Nast per la scienza e la tecnologia &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2011/07/12/4438/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<p><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/07/riccardo_luna_login.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4439" title="Copertina di Brevi canti per l’innovazione" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/07/riccardo_luna_login-150x194.jpg" alt="" width="150" height="194" /></a>Riccardo Luna, appassionato di innovazione, ha guidato alcune start up editoriali di grande successo. Dopo aver lasciato la direzione di &#8220;<em>Wired</em>&#8221; (luglio 2011) è diventato editorialista del gruppo <em>Condé Nast</em> per la scienza e la tecnologia (&#8220;<em>Wired</em>&#8220;, &#8220;<em>Vanity Fair</em>&#8221; e &#8220;<em>Gq</em>&#8220;), ed è diventato consulente di importanti aziende per sviluppare progetti innovativi legati al web e alla rivoluzione digitale.</p>
<p>Ha appena pubblicato un e-book (gratuito) con tutti i &#8220;login&#8221; della sua direzione di Wired. Ecco la presentazione dell&#8217;e-book:</p>
<p>I testi qui raccolti non sono editoriali, anche se aprivano un giornale. E nemmeno post, anche se il tono era ugualmente informale. Tantomeno reportage, anche se spesso fotografavano fatti e personaggi in azione. Erano «login», ovvero le parole per connettersi, entrare in Rete: quando facendo il progetto di «Wired» scelsi di chiamare così la pagina del direttore, non avevo idea di cosa sarebbe diventata.</p>
<p>Per me soprattutto. In quasi trent’anni di articoli, mai mi era successo di riuscire a mettere tanta anima in quel che ho scritto come in questi login di «Wired».<span id="more-4438"></span></p>
<p>E i motivi sono essenzialmente due: sono stato fortunato a far debuttare la versione italiana di questo magazine, nel febbraio 2009, in un momento in cui, lentamente ma con sempre maggior convinzione, l’innovazione ci stava svegliando. Questi login raccontano da dove viene e perché è arrivata la primavera italiana e in piccola misura hanno contribuito a dar forza a questa voglia di voltare pagina e riprenderci il futuro che respiriamo adesso. E il secondo motivo sono stati i lettori: non solo lettori ma spesso attori del cambiamento in atto nel paese. «Wired», da questa prospettiva, non era un magazine e basta, ma un movimento che aveva anche un magazine bellissimo. Dal 4 luglio non sono più direttore di «Wired», ma non finisce qui, certo, andiamo avanti, saremo tanti.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/08/luna_brevicantiperlinnovazione.epub">Scarica l&#8217;e-book gratuito</a> (formato ePub. Visita anche il sito dell&#8217;editore: <a href="http://addeditore.it/Brevi%20canti%20per%20l%27innovazione.html">http://addeditore.it/Brevi%20canti%20per%20l%27innovazione.html</a>)</li>
</ul>
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		<itunes:summary> (voce di Luca Grandelis)
Riccardo Luna, appassionato di innovazione, ha guidato alcune start up editoriali di grande successo. Dopo aver lasciato la direzione di &#8220;Wired&#8221; (luglio 2011) è diventato editorialista del gruppo Condé Nast per la scienza e la tecnologia (&#8220;Wired&#8220;, &#8220;Vanity Fair&#8221; e &#8220;Gq&#8220;), ed è diventato consulente di importanti aziende per sviluppare progetti innovativi legati al web e alla rivoluzione digitale.
Ha appena pubblicato un e-book (gratuito) con tutti i &#8220;login&#8221; della sua direzione di Wired. Ecco la presentazione dell&#8217;e-book:
I testi qui raccolti non sono editoriali, anche se aprivano un giornale. E nemmeno post, anche se il tono era ugualmente informale. Tantomeno reportage, anche se spesso fotografavano fatti e personaggi in azione. Erano «login», ovvero le parole per connettersi, entrare in Rete: quando facendo il progetto di «Wired» scelsi di chiamare così la pagina del direttore, non avevo idea di cosa sarebbe diventata.
Per me soprattutto. In quasi trent’anni di articoli, mai mi era successo di riuscire a mettere tanta anima in quel che ho scritto come in questi login di «Wired».
E i motivi sono essenzialmente due: sono stato fortunato a far debuttare la versione italiana di questo magazine, nel febbraio 2009, in un momento in cui, lentamente ma con sempre maggior convinzione, l’innovazione ci stava svegliando. Questi login raccontano da dove viene e perché è arrivata la primavera italiana e in piccola misura hanno contribuito a dar forza a questa voglia di voltare pagina e riprenderci il futuro che respiriamo adesso. E il secondo motivo sono stati i lettori: non solo lettori ma spesso attori del cambiamento in atto nel paese. «Wired», da questa prospettiva, non era un magazine e basta, ma un movimento che aveva anche un magazine bellissimo. Dal 4 luglio non sono più direttore di «Wired», ma non finisce qui, certo, andiamo avanti, saremo tanti.

Scarica l&#8217;e-book gratuito (formato ePub. Visita anche il sito dell&#8217;editore: http://addeditore.it/Brevi%20canti%20per%20l%27innovazione.html)
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		<title>Poesie di Christian Iacomucci</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2009/11/03/1328/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 16:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe D'Emilio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testi on-line]]></category>
		<category><![CDATA[christian iacomucci]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni artemisia]]></category>
		<category><![CDATA[lo spreco dei vent'anni]]></category>

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		<description><![CDATA[Mettiamo online volentieri tre poesie del giovane marchigiano Christian Iacomucci, tratte dall&#8217;antologia Lo spreco dei vent&#8217;anni pubblicata nel 2009 dalle edizioni Artemisia. Le labbra di Luce Cascinale d’ardesia casolare brunito nel tempo intro la mente Terrazze soltanto tendaggi che cingon &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2009/11/03/1328/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mettiamo online volentieri tre poesie del giovane marchigiano Christian Iacomucci, tratte dall&#8217;antologia <em>Lo spreco dei vent&#8217;anni</em> pubblicata nel 2009 dalle edizioni <em>Artemisia</em>.</p>
<p><em><strong>Le labbra di Luce</strong></em></p>
<p><em>Cascinale d’ardesia<br />
casolare brunito nel tempo<br />
intro la mente<br />
Terrazze soltanto<span id="more-1328"></span><br />
tendaggi che cingon sospesi<br />
nella mia mente<br />
Terrazze sospese nient’altro<br />
Fuorché la brezza il respiro<br />
suadente campestre<br />
-d’in sul displuvio, miei sensi<br />
trastulli deposti, e rapiti lassù:<br />
Labbra lucenti<br />
in aureole cangianti,<br />
smisurato tramonto.</em></p>
<p><em>Ombre screziate, fresche e fruscianti fra i colli</em></p>
<p><em>Trafficano sfere il vespro,transitano a raffiche<br />
svelandosi stormi sorrisi dai palmi stracolmi</em></p>
<p><em>Tramonto ch’esplode/Apoteosi di fari<br />
Balenio ardente, brillii d’archi in cielo di<br />
perle filanti, dripping &amp; getti</em></p>
<p><em>Pregi gemelli a scrigni scagliati- mercurio colato<br />
su cerchi di cedri, aranci che sprizzano, Mogani<br />
schiusi e scalfiti con sgorbie stellari, spasmi d’iddio<br />
d’ebano a tratti su tela turchese diafana e pronta:</em></p>
<p><em>S’issa ed espande la notte d’un equilibri’ormai rotto.<br />
Niente più tinte su le terrazze non più bagliori-<br />
Cascinale d’ardesia cinto di veli, fasci di veli e ancor<br />
brani odorosi di notte blu pelle, d’aroma muliebre,<br />
sfumature scarmigliate lungo tutto l’orizzonte</em></p>
<p><em>-labbra in nerochina firmate con l’oro.</em></p>
<p><em><strong>La stanza è satura del tuo sguardo,<br />
Bed-room eyes</strong></em></p>
<p><em>Coricate sul concavo piano inferiore degli occhi tuoi<br />
due semilune brunite; le iridi snocciolates’in<br />
prismi intarsiati ch’effondono un languido sguardo<br />
stranito, resomi ora soltanto dagli umori promiscui.</em></p>
<p><em>Nel ruotar sibilano i cardini delle tue palpebre<br />
Dalle fessure battenti degli occhi perforano ancora<br />
due daghe, due gocce che d’ombre fan transumanze<br />
di felci di pollini e gazze, bardando la stanza.</em></p>
<p><em>Sgorgano boschi emissari dalla tua conca cigliata,<br />
panorami frangiati dei declivi fioriti più alti:<br />
gli ultimi strati celesti ch’oscillano al suolo,<br />
il manto primissimo dei muschi sospesi.</em></p>
<p><em>Glauco il damasco piumeggia sott’ogni passo, dai<br />
globi tuoi annunciato, brandendo fragranti gladioli.<br />
quest’ultimi tumidi attimi aperti fan grondar schegge,<br />
bave di stella da madide mura e soffitto ammaliati.</em></p>
<p><em><strong>Natale</strong></em></p>
<p><em>Lo smeraldo intagliato della tua bocca<br />
il riverbero d’acquamarina in riflussi destati<br />
Rossoerotismo in torsioni avvinghiate<br />
Rubino acceso.</em></p>
<p><em>Gli sbuffi aeroplani scalando spossati ti<br />
slittan via- vette cobalto, smussate: Nuda<br />
trapunta, su me le tenere turgide membra torpenti,<br />
Campitura adagiata.</em></p>
<p><em>Finestre Libertà:<br />
Simmetria castonata di strali riflessi incrociati<br />
Sorgente &amp; Aquilone congiunti in me ch’emunto<br />
in te a maggese mi spando, di quiete forese<br />
nel soffice asilo soffuso.</em></p>
<p><em>Il sito dell&#8217;editore: </em><a href="http://www.artemisiacontemporanea.it/">http://www.artemisiacontemporanea.it/</a></p>
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		<title>Clamoroso: D&#8217;Annunzio imprigionato, evade!</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2008/10/02/557/</link>
		<comments>http://www.paginatre.it/online/2008/10/02/557/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 10:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontiere digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Pagina Tre]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[Testi on-line]]></category>
		<category><![CDATA[Alcyone]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Chierico]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[destrutturazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele D'Annunzio]]></category>
		<category><![CDATA[ingiunzione]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[Vittoriale degli italiani]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia fa scalpore, ma è tutto vero: il notissimo scrittore Gabriele D&#8217;Annunzio è evaso. Suo complice Alessio Chierico, ma pare che anche l&#8217;associazione Liber Liber sia coinvolta nell&#8217;impresa criminale. Questi i fatti: quando un&#8217;opera è libera da copyright (succede &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2008/10/02/557/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_567" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.paginatre.it/online/?p=557"><img class="size-thumbnail wp-image-567" title="L'Alcyone di Gabriele D'Annunzio, edizione a cura di Alessio Chierico" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2008/10/alcyone_edizione_chierico_foto_01-150x200.png" alt="" width="150" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;Alcyone di Gabriele D&#39;Annunzio, edizione a cura di Alessio Chierico</p></div>
<p>La notizia fa scalpore, ma è tutto vero: il notissimo scrittore <em>Gabriele D&#8217;Annunzio</em> è evaso. Suo complice <em>Alessio Chierico</em>, ma pare che anche l&#8217;associazione <em>Liber Liber</em> sia coinvolta nell&#8217;impresa criminale.<span id="more-557"></span></p>
<p>Questi i fatti: quando un&#8217;opera è libera da copyright (succede 70 anni dopo la morte dell&#8217;autore&#8230; chissà perché lo chiamano &#8220;<em>diritto d&#8217;autore</em>&#8221; quando dovrebbe sembrare chiaro a tutti che non lo riguarda più) tutti possono pubblicarla. Tutti possono aggiungere l&#8217;apparato critico che più ritengono valido, e tutti sono liberi di scegliere che tipo di edizione fare, di lusso, economica, ecc. Qualcuno, come Liber Liber, può addirittura decidere di distribuirla gratuitamente.</p>
<p>Questa libertà fa crescere l&#8217;opera. La valorizza, la arricchisce di nuove e diversificate edizioni (ad esempio, elettroniche e quindi accessibili anche ai non vedenti). In termini economici, crea concorrenza. In termini culturali, crea eccellenza. Ovviamente tutto questo non piace a quelle quattro-cinque grandissime aziende che detengono la quasi totalità dei &#8220;copyright&#8221; sul mercato. Le costringe a migliorare i propri prodotti. Ma perché faticare? Meglio <em>fare pressione</em> su deputati e senatori. E se ne trovano sempre disposti ad ascoltare le <em>pressioni</em> di aziende così ricche.</p>
<p>Così il copyright si estende di anno in anno. Inizialmente durava ragionevolmente 10 anni (in un&#8217;epoca nella quale non esistevano le pensioni, serviva a garantire un reddito ai parenti stretti dell&#8217;autore). Poi la pena ha iniziato a crescere (e i diritti a cambiare di mano: tolti ai parenti e presi da grandi aziende). Fino a 50 anni. Poi 57. Poi 70. Dal 2003 negli USA il copyright è arrivato a 95 anni, e tante <em>pressioni</em> vengono fatte anche in Europa per raggiungere il secolo di prigione anche da noi.</p>
<p>L&#8217;artista (della fuga?) Alessio Chierico lo sa, e decide di far evadere D&#8217;Annunzio. Pubblicando clandestinamente un&#8217;edizione &#8220;speciale&#8221; dell&#8217;<em>Alcyone</em>. Per favorire le indagini, abbiamo raccolto alcuni preziosi elementi di indagine:</p>
<p><strong>Alessio Chierico<br />
</strong>Alessio Chierico nasce il 22/09/1984 a Perugia. Frequenta nell&#8217;anno 2008 il master di <em>Digital Environment Design</em> presso la NABA di Milano (gruppo d3d_008),  con cui espone nello stesso anno alla <em>XIII Biennale Internazionale</em> di Carrara. Dal 2007 collabora e scrive per <em>Digicult</em> (<a href="http://www.digicult.it">www.digicult.it</a>) e viene pubblicato su <em>Noemalab</em> (<a href="http://www.noemalab.org">www.noemalab.org</a>). La sua ricerca personale si focalizza attualmente nello studio della “forma” del digitale, la sua destrutturazione e le conseguenti riflessioni in ambito ontologico, linguistico  e sociale.<br />
alessio.chierico (&#8220;at&#8221;) katamail.com</p>
<p><strong>Alcyone</strong><br />
nell&#8217;edizione di Alessio Chierico<br />
“<em>[e-Book - ITA] Gabriele D&#8217;Annunzio – Alcyone.txt</em>” è un opera che tende ad essere una rappresentazione pura della materia digitale, che si identifica nella sua essenza numerica. Il libro “<em>[e-Book - ITA] Gabriele D&#8217;Annunzio – Alcyone.txt</em>” è la stampa del corrispettivo in codice esadecimale, dell&#8217;e-book della famosa raccolta di poesie di Gabriele D&#8217;Annunzio.<br />
La “forma” del digitale pone interrogativi sulla legittimità delle licenze che cercano di vincolarlo all&#8217;autore o case di produzione, per trarne speculazione. Tra gli autori che Liber Liber distribuiva c&#8217;era Gabriele D&#8217;Annunzio, ma a causa di un ingiunzione della Mondadori e della fondazione del Vittoriale degli Italiani, si sono visti costretti a ritirare la loro distribuzione degli ebook di D&#8217;Annunzio, in quanto non potevano prendersi carico di eventuali spese legali.<br />
Il digitale del libro, è quindi ritornato nella sua forma, ma come rappresentazione di se stesso. Chi è dunque l&#8217;autore di “<em>[e-Book - ITA] Gabriele D&#8217;Annunzio – Alcyone.txt</em>”? Chi ne detiene i diritti?</p>
<p>Scarica: “<em><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2008/10/gabriele_dannunzio_alcyone_edizione_chierico.pdf">[e-Book - ITA] Gabriele D&#8217;Annunzio – Alcyone</a></em>” (file PDF, 512 Kb)</p>
<p><strong>Le foto dell&#8217;&#8221;<em>evasione</em>&#8220;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2008/10/alcyone_edizione_chierico_foto_03.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-563" title="L'Alcyone di Gabriele D'Annunzio, edizione a cura di Alessio Chierico" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2008/10/alcyone_edizione_chierico_foto_03-150x122.jpg" alt="" width="150" height="122" /></a> <a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2008/10/alcyone_edizione_chierico_foto_02.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-562" title="L'Alcyone di Gabriele D'Annunzio, edizione a cura di Alessio Chierico" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2008/10/alcyone_edizione_chierico_foto_02-150x116.jpg" alt="" width="150" height="116" /></a> <a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2008/10/alcyone_edizione_chierico_foto_04.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-564" title="L'Alcyone di Gabriele D'Annunzio, edizione a cura di Alessio Chierico" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2008/10/alcyone_edizione_chierico_foto_04-150x99.jpg" alt="" width="150" height="99" /></a> <a href="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2008/10/alcyone_edizione_chierico_foto_05.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-561" title="L'Alcyone di Gabriele D'Annunzio, edizione a cura di Alessio Chierico" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2008/10/alcyone_edizione_chierico_foto_05-150x97.jpg" alt="" width="150" height="97" /></a></p>
<p>L&#8217;auspicio, naturalmente, è che prima o poi la magistratura indaghi. Non tanto su Liber Liber o Alessio Chierico. Sono rei confessi. Ma sulle ricche <em>pressioni</em> delle multinazionali. E&#8217; un territorio vergine, mai esplorato. Per dirla con Star Trek, non è ora di andare [a indagare] là dove nessuno è mai giunto prima?</p>
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		<title>La poesia di Laure K. Phoenix</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 09:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Veronesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testi on-line]]></category>
		<category><![CDATA[Laure K. Phoenix]]></category>
		<category><![CDATA[Pascale Kukawka]]></category>
		<category><![CDATA[platonismo]]></category>
		<category><![CDATA[Pléaide]]></category>
		<category><![CDATA[poesia femminile francese]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia francese contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[poetesse francesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho il piacere di presentare, per la prima volta, al lettore italiano le poesie di Laure K. Phoenix, pubblicate in Francia, in edizione privata, sotto lo pseudonimo di Pascale Kukawka. Sotto questo stesso nom de plume, l&#8217;autrice parigina è già &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2008/09/04/544/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho il piacere di presentare, per la prima volta, al lettore italiano le poesie di Laure K. Phoenix, pubblicate in Francia, in edizione privata, sotto lo pseudonimo di Pascale Kukawka. Sotto questo stesso <em>nom de plume</em>, l&#8217;autrice parigina è già nota in patria per alcune sottili e raffinate <em>pièces</em> teatrali, da <em>Jours d&#8217;été</em> a <em>Requiem</em>.</p>
<p>Difficilissimo, se non impossibile, da definire e da classificare – apparentemente inafferrabile, per così dire impalpabile, pur nella sua leggerezza insostenibile, nella sua spessa e risonante consistenza esistenziale e concettuale – il discorso dell&#8217;autrice sembra fondere la <em>poésie ininterrompue</em>, l&#8217;<em>écriture automatique</em> dei surrealisti (e magari l&#8217;ardito analogismo del primo Apollinaire e del primo Ungaretti) con una visione platonica dell&#8217;idealità assolutizzata e rarefatta, della reminiscenza incorporea e sublimante: visione mediata, forse, dalla <em>Pléiade</em> e da Maurice Scève (la parola poetica che coglie e fruga &#8220;l&#8217;anima dell&#8217;anima&#8221;, il nucleo essenziale e segreto della vita e del sentimento; la &#8220;morte immortale&#8221; ravvivata dall&#8217;amore allo stesso modo che la Fenice risorge dalle sue ceneri).<span id="more-544"></span></p>
<p>&#8220;Sensualità senza carne&#8221;, &#8220;sensualità rapita fuor de&#8217; sensi&#8221;, per citare il D&#8217;Annunzio ascoltatore di Debussy, è quella della poetessa. Un amore che, proprio come nei platonici del Rinascimento, sublima la sensualità senza rimuoverla, trascende il corpo senza dissolverlo, e anzi rendendolo eterno, proiettandone il possesso e il ricordo oltre i limiti del tempo e dell&#8217;umano, in una sorta di iperuranio imperturbabile, di cielo ulteriore, senza più termine e fine: nel &#8220;Cielo amante / Degli amori eterni&#8221;.</p>
<p>E il paesaggio – qui, quello terso e radioso della Loira, saturo di memorie storiche e insieme esistenziali, collettive e condivise non meno che individuali e soggettive – diviene davvero, come voleva Amiel, &#8220;un état d&#8217;âme&#8221;, lo specchio nitido e perenne di una storia e di un&#8217;esperienza rese incorrotte dalla poesia e dal ricordo – reimmerse, direbbe Baudelaire, nei &#8220;verdi paradisi degli amori d&#8217;infanzia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mon bien s&#8217;en va, et à jamais il dure: / Tout en un coup je seiche et je verdois&#8221;. Questo distico di Louise Labé potrebbe riassumere le linee di forza, le tensioni essenziali e portanti che attraversano il mondo poetico della nostra autrice: un sentimento che insieme si dissolve e perdura, che aspira all&#8217;eterno pur nella consapevolezza, matura e serena, della sua terrena transitorietà; e, nel contempo, un&#8217;immedesimazione primigenia con i cicli naturali di germinazione e disfacimento – con il perenne, quasi rituale ripetersi di morte e rinascita, decadenza e rifioritura, che scalda ed agita il grembo della terra.</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Pascale Kukawka<br />
<em>Appena il blu</em></p>
<p style="text-align: right;">A Josef, che dischiude con la sua grazia le vie della bellezza.</p>
<p>All&#8217;ombra dei tuoi occhi<br />
Mi sono addormentata<br />
In un giaciglio di pioggia</p>
<p>Faccio strazio della mia vita<br />
Sabbie mobili<br />
In cui lentamente mi calo<br />
Nella notte nera immensa</p>
<p>Senza ritegno mi piego<br />
Attraverso la sponda<br />
Dall&#8217;oblio al nulla</p>
<p>In me stessa esiliata<br />
Nella chiarìa del cielo</p>
<p>* * *</p>
<p>Cupo è il cielo<br />
Quando a me stessa mi appresso<br />
Oscura ed offerta<br />
Alle torture della mia carne</p>
<p>Presto non sarò più<br />
Aureolata di preghiere</p>
<p>Nuda nella mia urna<br />
Per divenire cenere<br />
Nutrirò i versi<br />
Che mi ameranno una sera</p>
<p>Al festino della morte<br />
Sarò regina &#8211; alla fine</p>
<p>* * *</p>
<p>Amata fredda ma amata<br />
Amata per non essere più<br />
Ancora bianca delle mie ossa<br />
Andrò come una bambina<br />
Andrò per cercarti<br />
Oltre il cimitero<br />
Per porgerti la mia infanzia<br />
Come un&#8217;estrema preghiera<br />
Agli angeli che prendono il volo</p>
<p>Ho chiesto la grazia<br />
Di rivederti un giorno<br />
Per dimenticare l&#8217;amore</p>
<p>* * *</p>
<p>Raggiungere il mio esilio<br />
La mia terra fredda e ghiacciata<br />
Sulla quale distesa<br />
Attenderò, crocifissa</p>
<p>Imploro la tua clemenza<br />
Misericordia e grazia<br />
Per cui la mia anima s&#8217;invola<br />
Ebbra e saziata<br />
Verso l&#8217;impossibile amore<br />
Sontuoso, incompiuto</p>
<p>Chiedo il tempo -<br />
Sì, il tempo di amare</p>
<p>* * *</p>
<p>Sarò io sempre esule<br />
Su queste terre aride<br />
Ove l&#8217;amore sgomento<br />
Per l&#8217;eterno scompare</p>
<p>Io lo ignoro lo ignoro<br />
E perennemente lacrimo<br />
Sprofondata, sola<br />
Distesa<br />
Sulla neve dei sogni</p>
<p>Polvere d&#8217;estate<br />
Abbandono l&#8217;aurora<br />
Dei miei dolenti sogni</p>
<p>* * *</p>
<p>Mai avrei creduto<br />
Che questo silenzio di morte<br />
Avrebbe ferito la mia anima<br />
Fino a non farmi più intensamente amare</p>
<p>Mi scavo d&#8217;assenza<br />
Solco di sventura<br />
Dove il silenzio dell&#8217;acqua<br />
Inonda i miei ardori</p>
<p>Fragile acanto<br />
vicino ai lauri della tua gloria</p>
<p>Immensamente amante<br />
Che la bellezza plasma</p>
<p>* * *</p>
<p>Danza il mio amore<br />
Danza<br />
Al cielo degli oppressi</p>
<p>Troverò la mia sede<br />
Nessuna gloria m&#8217;importa<br />
Se non un nostro unito passo</p>
<p>Valzer del bianco sotto la corteccia<br />
Sovrano, insensato<br />
Nell&#8217;austera dimora<br />
In cui oggi mi trovo</p>
<p>Il silenzio la sua compagna<br />
mi fecondano l&#8217;anima</p>
<p>***************</p>
<p>Nessun uccello del cielo<br />
Nessun bosco stellato<br />
Prenderanno il posto<br />
Dell&#8217;eternità</p>
<p>Appena il tuo amore<br />
Sulla via delle anime</p>
<p>Scarmigliata, viva<br />
Increata nel cielo<br />
Terra natale<br />
Magica</p>
<p>Bambino</p>
<p>Demone</p>
<p>* * *</p>
<p>Delle tue mani di polvere<br />
In cui s&#8217;inabissa il sovrano<br />
Di un labirinto estinto</p>
<p>Spezzo la terra<br />
Incandescente infanzia<br />
Che l&#8217;acqua vive libera<br />
Sulla luce in croce</p>
<p>L&#8217;azzurro impassibile<br />
I tuoi occhi di bellezza<br />
Stretti dalla cerniera<br />
Schiariscono l&#8217;innocenza<br />
Della mia indecenza</p>
<p>* * *</p>
<p>Cucchiai di fuoco<br />
Donne di seta<br />
Capelli sciolti<br />
Alla curva del tuo braccio<br />
Nel soffio dei passi</p>
<p>L&#8217;uccello l&#8217;albero la pietra<br />
Cavalli di spuma lanciati<br />
All&#8217;intima preghiera</p>
<p>Paradiso di tesi boschi<br />
Dalle fonde radici -<br />
Vigne d&#8217;argilla<br />
Dove brilla la polvere nell&#8217;aria</p>
<p>* * *</p>
<p>Il blu, appena<br />
In una coppa d&#8217;acqua chiara<br />
Alla grazia di un dito<br />
Scampato agli inferi</p>
<p>Dal tavolo alla carne<br />
Marionette impazzite<br />
Amputano l&#8217;orologio<br />
Di un bilanciere logoro</p>
<p>Amori defunti<br />
Pericolano su una sedia</p>
<p>Una donna poi un&#8217;altra<br />
Insperate oscillano</p>
<p>* * *</p>
<p>Nel silenzio delle braccia<br />
Si assopisce l&#8217;infanzia -<br />
Pietra di cielo<br />
Che il vento porta</p>
<p>Si affievolisce la luce<br />
Comincia il sogno -<br />
Danza<br />
Agli uccelli deformi<br />
Agli alberi reietti</p>
<p>Invocherò la notte<br />
Perché ti raggiunga<br />
Senza un grido</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ero venuta da ieri per (forse) domani</em><br />
(traduzione di Matteo Veronesi)</p>
<p style="text-align: right;">a Josef.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Tutto sarà dimenticato<br />
Tranne questa attesa<br />
Che fu esaudita</p>
<p style="padding-left: 30px;">Guillevic</p>
<p>In questo giardino d&#8217;estate<br />
Di rose e di tigli<br />
All&#8217;ombra della villa<br />
Ho sostato<br />
Su una panchina di cielo blu</p>
<p>Il cuore al colmo<br />
Gli angeli addormentati<br />
Sulle mie braccia languenti</p>
<p>La luce di luglio<br />
Su un albero si è seduta<br />
Ascoltando in silenzio<br />
La bellezza dell&#8217;estate</p>
<p>* * *</p>
<p>Ero venuta da ieri<br />
Per forse domani<br />
Alla fonte dei tuoi occhi<br />
Di boschi chiari e di vino<br />
Ritrovare la strada<br />
O una traccia almeno<br />
Di questa antica storia<br />
Dagli ori rosa sbiaditi<br />
Dove mi sarei perduta<br />
Se non è in questo treno<br />
Il mio cuore in una coppa<br />
Esangue e incerta</p>
<p>* * *</p>
<p>Sulla riva della Loira<br />
Ho suggellato il mio destino<br />
In una città di pietre<br />
Di storia e di guerriera<br />
Orléans e la sua Giovanna</p>
<p>Orgogliosa e fiera<br />
Sulla piazza del Martirio<br />
Mi è sorta innanzi</p>
<p>Anima mia affrettati<br />
A raggiungere la tua fiamma<br />
Per non scomparire<br />
Nei limbi del passato</p>
<p>* * *</p>
<p>Il sole era caldo<br />
D&#8217;acciaio e ferro bianco<br />
Le rose sotto i piedi<br />
Piegavano stupore<br />
I giardini esalavano<br />
Profumi grevi e vecchi<br />
La testa mi girava<br />
La paura esiziale<br />
Il mio ventre alle strette<br />
Implorava di zittirlo<br />
L&#8217;attesa devastava<br />
La mia ultima preghiera</p>
<p>* * *</p>
<p>Non esistevo più<br />
Avevo cessato di vivere<br />
Assente al mondo<br />
Ignara di ieri<br />
Il tempo si è smarrito</p>
<p>Non lo sapevo più<br />
Stremata di chiarezza<br />
Di terrore di eternità<br />
Che avevo amato<br />
Su certi sentieri di pietre<br />
Oggi scomparsi<br />
Forse per sempre</p>
<p>* * *</p>
<p>Cosa cercavo venendo<br />
In questa città d&#8217;acqua<br />
Se non di piacerti<br />
O perdermi di nuovo</p>
<p>La luce mi zittiva<br />
Piovevo sotto il cielo<br />
Aperta alla pioggia<br />
Al fulmine di vetro</p>
<p>Il mio desiderio celato<br />
Come una bestia selvaggia<br />
Si ricordava del blu<br />
Della tavola al margine del bosco</p>
<p>* * *</p>
<p>I boschi della tormenta<br />
Dell&#8217;inquietudine<br />
Delle anime smarrite<br />
Vive e condannate</p>
<p>Paradiso dimenticato<br />
Incantesimi profondi<br />
Nuche offerte<br />
Al taglio dell&#8217;abisso</p>
<p>Sotto il moggio<br />
Le teste posate<br />
Coronate di sventura<br />
Di derisione e sangue</p>
<p>* * *</p>
<p>Ero venuta per questo<br />
Una seconda volta<br />
Come la fenice<br />
Dalle sue ceneri rinasce</p>
<p>Offrirti la mia nuca<br />
In pegno d&#8217;eternità<br />
Ero là per la vita<br />
Per la morte per l&#8217;amore</p>
<p>Ero là per i tuoi occhi<br />
Di carpini e d&#8217;acqua viva<br />
Ero là per la tua anima<br />
Di pianure e sarmenti</p>
<p>* * *</p>
<p>E come tutti gli amanti<br />
Che hanno paura di perdersi<br />
Il tuo sguardo così lontano<br />
Si è accordato con il mio</p>
<p>Le parole erano intorno<br />
Immortali e divine<br />
Allacciando i silenzi<br />
Per aprire le vie</p>
<p>Abbiamo danzato sì<br />
Nel chiaro dell&#8217;estate</p>
<p>I tuoi occhi accesi e fluidi<br />
Stellati di marea</p>
<p>* * *</p>
<p>Ho dimenticato le parole<br />
Che ci siamo dati<br />
Ho dimenticato la terra e la sua aridità<br />
Ho dimenticato il cielo<br />
E i suoi neri improbabili<br />
Ho dimenticato la lama<br />
Che mi aveva tanto scavato</p>
<p>Questo silenzio di un tempo<br />
Che mi aveva affossato<br />
Sotto cieli di stagno<br />
Spaventevoli e certi<br />
Ho dimenticato</p>
<p>* * *</p>
<p>La pioggia non è venuta<br />
Le rose sono ammutolite<br />
Soltanto qualche uccello<br />
Sui rami dimenticati<br />
Il cuore infine in pace<br />
In questo antico giardino<br />
Adagiato sulle pietre<br />
Di un chiostro ocra e sereno</p>
<p>Nel cielo sperduto<br />
Ho raccolto le mie armi<br />
La dolcezza per stendardo<br />
Il silenzio del mattino</p>
<p>* * *</p>
<p>Ho ripreso il mio cammino<br />
Lasciandoti dietro di me<br />
In questa città di pietre<br />
Di uccelli e di giardini</p>
<p>Gli occhi bruciati vivi<br />
Dalla dolcezza dei tuoi<br />
Dove cola la ferita<br />
Dei giorni incerti</p>
<p>Ti rivedrò un giorno<br />
In questa città d&#8217;acqua<br />
Dove la Loira selvaggia<br />
Ha cavalcato la mia anima</p>
<p>* * *</p>
<p>Ti rivedrò un giorno<br />
Quando la Loira sarà alta<br />
Sulle sue rive in piena<br />
D&#8217;erbe verdi e folli</p>
<p>Ti rivedrò un giorno<br />
Al nascere dell&#8217;alba<br />
Dove la rosa si inabissa<br />
Nell&#8217;oscurità dell&#8217;acqua</p>
<p>Ti rivedrò un giorno<br />
Sulle cime alte e chiare<br />
Degli astri infausti<br />
Neri e solitari</p>
<p>* * *</p>
<p>Ti rivedrò un giorno<br />
E per quanto tempo<br />
Sotto il cielo amante<br />
Degli amori eterni</p>
<p>Ti rivedrò un giorno<br />
Come fanno gli amanti<br />
Teneramente allacciati<br />
All&#8217;ombra dei tormenti</p>
<p>Ti rivedrò un giorno<br />
Per serbarti in eterno<br />
Nel cavo delle mie braccia<br />
Dove si raccoglie l&#8217;amore</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Poesie di Lara Lucaccioni</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2008/04/21/454/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 14:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe D'Emilio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testi on-line]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro cartoni]]></category>
		<category><![CDATA[lara lucaccioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo alcune poesie di Lara Lucaccioni; segue una presentazione della poetessa, curata da Alessandro Cartoni. 1. Risveglio Troppo calda l’acqua stamattina mi svapora nei pensieri secchi di domande all’amo che mi pasce. Sto aggrappata e il labbro si rigonfia spingo &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2008/04/21/454/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo alcune poesie di Lara Lucaccioni; segue una presentazione della poetessa, curata da Alessandro Cartoni.<span id="more-454"></span></p>
<p>1. Risveglio</p>
<p><em>Troppo calda l’acqua stamattina<br />
mi svapora nei pensieri secchi<br />
di domande all’amo che mi pasce.<br />
Sto aggrappata e il labbro si rigonfia<br />
spingo l’occhio a domandare tregue<br />
dallo specchio che scartella albe di me.<br />
Respiro e non controllo, chiudo rughe<br />
a mastice rappreso. Chiedo al gatto<br />
pareri sulle scarpe rosse. Ed esco.</em></p>
<p>2. Padre Pio</p>
<p><em>Mi sono incriptata nella chiesa<br />
scesa tra le strisce dell’inferriata:<br />
guarda la testa che non si posa<br />
che annusa il tanfo miracoloso<br />
e cerca testimoni il teschio e il mento<br />
mezzo d’ossa e mezzo di carne antica<br />
e va aspettando la rivelazione<br />
il segno che già eri e che sarai<br />
spettatore pure dell’altro mondo.</em></p>
<p><em>Intanto mia madre si fa metallo<br />
e va an-negando il senso e pure il Cristo<br />
Pasqua ancora d’acqua e altri veleni<br />
e babbo versa quote ai preti inerti<br />
che contano centoni agli occhi stanchi<br />
di chi cercava solo compassione</em></p>
<p>3.</p>
<p><em>E mi bevi di liquido bollente<br />
a ghiacci spenti sotto cenere i tuoi occhi<br />
e giochi, il gatto e il topo, e non ho scampo,<br />
solo un patto di carne ed aria e scatti<br />
di bottoni rossi ad asole sfilate<br />
e gite fuori porta i pomeriggi<br />
e notti a sollevare diecimila<br />
veli di Maya arroventati </em></p>
<p>4. Le età di Lulù</p>
<p><em>Pallina rossa sulla bocca arsa<br />
e nastro nero che mi benda gli occhi,<br />
sei giunto all’osso non c’è proprio altro<br />
che vertebre che scattano sonore<br />
ed organi a eseguire sacri Requiem</em></p>
<p><em>Ed io mi fletto giunchiglia, onda e riflusso,<br />
dilato e prosciugo anse di fiumi<br />
e campi arati e ceneri cosparse.<br />
E cura tu mi attacchi sanguisuga,<br />
di me affamata ancora l’aria e l’ombra<br />
e sangue che confonde il mio col tuo.<br />
Ti so, però, nel buio del mio sguardo<br />
sai di odore, di umido e respiro<br />
e poi hai l’aria sicura, sempre più<br />
ora che stento, non vedo, ma ti so.</em></p>
<p><em>Sappi che non conosco altro che te<br />
sotto la pelle, intorno, dentro e fuori<br />
la riconoscerei tra tutte la tua mano<br />
che sola viene a me, ancora sola</em></p>
<p>5.</p>
<p><em>Di un privilegio da incontro incantato<br />
di abbracci a serrare ogni spazio<br />
e fondere spine dorsali, canto,<br />
la tua, lunga di serpente, che resta dentro<br />
per giorni e notti, e ancora e ancora a fianco,<br />
cercando nella notte ad una stanza<br />
la mia, che altro non attende ed oltre.</em></p>
<p><em>Ti vedo ad occhi chiusi e mi sei accanto<br />
ti muovi lento, cullandomi la testa,<br />
e della voce tua fai mio silenzio,<br />
mio mare evaporato, stella esplosa,<br />
mia notte senz’aurora, miei sorrisi<br />
e suono, o mio strumento. E’ aria.</em></p>
<p>6.<em> </em></p>
<p><em>Non sono dove sono, quando sono<br />
in te, sono mare aperto d’aspetto<br />
e voce umida di ascolto lento<br />
cassetti e biglie lucide e altre lingue<br />
vive, morte, sconosciute a noi amanti<br />
e scatti e silenzi e urla e onde<br />
e gare a dare cura e sere antiche<br />
vuoti a riempirsi di magie di pelle<br />
di giri a non saziare mai il cervello<br />
che dondola sicuro in nostra notte<br />
e ride a crepapelle e non si stanca</em></p>
<p>7.<em> </em></p>
<p><em>Ho grandi spalle sotto i ricci ghiacci,<br />
solo vorrei poter saldare la ferita<br />
densa di quel giorno quando hai detto<br />
che potevi pure sconfinare senza quell’incanto.<br />
E non pensare bene di fare l’intellettuale,<br />
l’ecologista, l’anticonsumista, tanto è uguale,<br />
se poi, quando hai incontrato la bellezza<br />
e l’hai riconosciuta, non l’hai trattenuta.<br />
Ho un credito a venire coi tuoi ceci,<br />
le frittate alle patate, quella luna piena,<br />
le magie di ieri, quella pizza al piatto<br />
poco cotta, tanto è uguale, con le verdure<br />
fresche di giornata e il vino già bevuto.</em></p>
<p>8. Reset</p>
<p><em>Tre pagine di word sono bastate<br />
a contenere un anno di tue assenze<br />
son tutti lì, seme più seme, ecco<br />
sono la luna e poi non son nessuno<br />
sono le parti dell’intero, tutte<br />
e poi pezzi di me, così, a casaccio<br />
sono la dea la vergine la strega<br />
e poi quella che non perdona affatto<br />
sono latte carezze baci e lingue<br />
e poi un giro di casa con il gatto<br />
sono le mani tue quando mi stringi<br />
e lacrime sul letto la mattina</em></p>
<p>9. Le Marche</p>
<p><em>Sfrigolano le albe e odorano di fritto<br />
accarezza il passo l’abside svettante<br />
e i seni azzurri e il quadro e il sonno sotto</em></p>
<hr />
<p>Lara Lucaccioni è nata (nel 1974) e vive a Macerata. Laureata in Lettere, ha conseguito nel 2004 il dottorato di ricerca in Storia e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Macerata.</p>
<p>È uno dei componenti della “Tribù dalle pupille ardenti”, laboratorio di poesia condotto da Alessandro Seri a Macerata, e fondatrice dell’Associazione culturale “Licenze poetiche”.<br />
Una selezione di dieci sue poesie è pubblicata nell’antologia “L’opera continua. Antologia di poeti maceratesi contemporanei”, curata da Giampaolo Vincenzi per Giulio Perrone Editore nel 2005; altre poesie sono uscite su varie riviste.</p>
<p>Ama molto interpretare le sue poesie e considera il <em>reading</em> uno dei mezzi a lei più congeniali, poiché le permette di coniugare il suo passato di attrice (fondatrice del Teatro Rebis nel 2003) al suo presente di poetessa.</p>
<p>Partecipa inoltre volentieri ai poetry slam, dove spesso si posiziona ai primi posti, e sue poesie sono uscite nella recentissima raccolta “Le voci. La città”, curata da Luigi Nacci e Gianmaria Nerli per Cadmo Editore, che contiene i lavori di un meeting di giovani scrittori, tenutosi a Fiesole a giugno 2007, e la prima registrazione audio di uno slam poetry nazionale, condotto da Lello Voce.</p>
<p>Nell’anno scolastico 2007-2008 ha partecipato al progetto “Poesia di classe”, promosso dall’ONLUS &#8220;Nie Wiem&#8221; di Ancona e sostenuto dalla Regione, e ha condotto dei laboratori di poesia all’ITA di Macerata.</p>
<p>Finalista al Premio Fiurlini 2008, ha ideato e performato con successo uno spettacolo di sue poesie con accompagnamento musicale “C’è chi dice è una strega” e ha curato la stagione 2007-2008 di reading poetici del Circolo Arci-Terminal di Macerata.</p>
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		<title>Poesie di Valeria Bellagamba</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2008/04/15/450/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 17:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe D'Emilio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[Testi on-line]]></category>
		<category><![CDATA[carlo antognini]]></category>
		<category><![CDATA[pequod]]></category>
		<category><![CDATA[valeria bellagamba]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo tre poesie di Valeria Bellagamba, tratte dall&#8217;antologia curata da Fabio M. Serpilli Giovani poeti leggono&#8230; Carlo Antognini, Pequod, 2007. Ringraziamo l&#8217;Autrice e la casa editrice (www.pequodedizioni.it) per aver concesso la pubblicazione. VERSO UN&#8217;ALTRA STAGIONE Il vento passa, liscio accarezza &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2008/04/15/450/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo tre poesie di Valeria Bellagamba, tratte dall&#8217;antologia curata da Fabio M. Serpilli <em>Giovani poeti leggono&#8230; Carlo Antognini</em>, Pequod, 2007.</p>
<p>Ringraziamo l&#8217;Autrice e la casa editrice (<a href="http://www.pequodedizioni.it">www.pequodedizioni.it</a>) per aver concesso la pubblicazione.<span id="more-450"></span></p>
<p><strong>VERSO UN&#8217;ALTRA STAGIONE</strong></p>
<p><em>Il vento passa,</em></p>
<p><em>liscio</em></p>
<p><em>accarezza la fine</em></p>
<p><em>dell&#8217;estate,</em></p>
<p><em>sulla pelle un brivido.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Scivola via</em></p>
<p><em>la luce dei giorni,</em></p>
<p><em>le ombre</em></p>
<p><em>hanno messo i trampoli.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Leggere coperte</em></p>
<p><em>sui freschi ricordi.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Ripongono gli affetti</em></p>
<p><em>le partenze.</em><br />
<em><br />
</em><br />
<em>Sulle labbra</em></p>
<p><em>una nuova stagione</em></p>
<p><em>attende il vino nuovo.<br />
</em><br />
<em><br />
</em></p>
<p><strong>GUIDA NOTTURNA</strong></p>
<p><em>L&#8217;auto si tuffa nell&#8217;oscurità</em></p>
<p><em>scivola veloce sull&#8217;asfalto,</em></p>
<p><em>inghiottita dalla strada.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Scorrono cartelli stradali,</em></p>
<p><em>alberi, case, lampioni.</em></p>
<p><em>Il ronzare regolare del motore</em></p>
<p><em>rassicura della sua presenza.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Si galleggia sospesi</em></p>
<p><em>nella corsa solitaria.</em></p>
<p><em>Le luci fisse sul cruscotto</em></p>
<p><em>a segnare tempo e spazio.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Può risuonare la musica</em></p>
<p><em>come eco che giunge lontana</em></p>
<p><em>o come fragore opprimente</em></p>
<p><em>che fa vibrare la carrozzeria.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Ma è un solido silenzio</em></p>
<p><em>quello che prevale,</em></p>
<p><em>stringe ogni cosa</em></p>
<p><em>con il suo peso nero.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Si guarda più in profondità,</em></p>
<p><em>dritto verso il punto di fuga.</em><br />
<em><br />
</em></p>
<p><strong>L&#8217;UOMO DEL FIUME</strong></p>
<p><em>Hanno visto l&#8217;uomo del fiume</em></p>
<p><em>ormeggiare la sua barca</em></p>
<p><em>presso il vecchio pontile.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Era carica di storie lucenti,</em></p>
<p><em>s&#8217;agitavano come pesci,</em></p>
<p><em>azzurri, viola e argentei.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Gocciolavano acque gelate</em></p>
<p><em>di antiche sorgenti segrete,</em></p>
<p><em>recavano in sé il ricordo</em></p>
<p><em>di vite smarrite nel buio.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>L&#8217;uomo raccoglieva le storie</em></p>
<p><em>per condurle ai confini del mondo,</em></p>
<p><em>procurava cibo prezioso</em></p>
<p><em>a povere menti in esilio.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Camminava insieme ai suoi canti</em></p>
<p><em>intessendo melodie suadenti,</em></p>
<p><em>diffondeva la gioia dolente</em></p>
<p><em>sulla lunga via per il blu.</em><br />
<em><br />
</em></p>
<p><strong>Presentazione del curatore Franco M. Serpilli</strong></p>
<p><em> </em></p>
<p>Una poesia di segno positivo quella di Valeria Bellagamba, residente in Senigallia, apparsa alla poesia quasi per caso ed ora impegnata in grado maggiore di consapevolezza.</p>
<p>Nel panorama odierno è una rarità una poesia come quella di Valeria, intenta a scoprire esiti di speranza e umanità dove la maggior parte degli scrittori scorge solo contraddizioni e insanabili rotture in un universo di catastrofi più o meno annunciate.</p>
<p>La Bellagamba scorge nel mondo, e persino nell&#8217;uomo, un filo, magari esile, che lega l&#8217;essere e le esistenze. E la sua penna cuce sicure trame nel &#8220;textus&#8221; di vita e parole. E il dolore, il male? Sono forse essi che mettono a repentaglio questa profonda unità? In ogni caso la risposta è ancora una volta positiva poiché spinge alla compassione, non sconforto e disperazione.</p>
<p>Come le parole così le mani: &#8220;Le mani sicure/ si muovono veloci,/ riordinando i giorni/uno dopo l&#8217;altro&#8221;.</p>
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		<title>Emanuela Schiavoni: poesie</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2008/04/01/433/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 15:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe D'Emilio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testi on-line]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre poesie di Emanuela Schiavoni. PIETRA NELLA PAMPA … Tornerai a volare sopra la tua terra prima di lasciare definitivamente questo mondo? Osserverai ancora i tuoi campi, il tuo sole? Respirerai ancora il vento che scuote le fronde degli alberi &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2008/04/01/433/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre poesie di Emanuela Schiavoni.<span id="more-433"></span></p>
<p><strong>PIETRA NELLA PAMPA</strong></p>
<p><em>… Tornerai a volare sopra la tua terra prima di lasciare definitivamente questo mondo?<br />
Osserverai ancora i tuoi campi, il tuo sole?<br />
Respirerai ancora il vento che scuote le fronde degli alberi di casa tua ed ulula nelle gole della tua montagna, facendo volare i deltaplani?<br />
Ammirerai i tanti lavori fatti al tuo sangue vicino e lontano?<br />
Grazie di averci lasciato qualcosa di te,<br />
grazie per averci lasciato un’immagine di te,<br />
un ricordo,<br />
grazie perché so che sei esistito.<br />
Ora che non sei più qui ti posso sentire più vicino di prima,<br />
perché l’Amore azzera le distanze e ci rende vivi.</em><br />
8/9/2001 (in morte di zio Altero)</p>
<p><strong>NEBBIA</strong></p>
<p><em>Un uomo sparisce nella nebbia.<br />
La donna lo insegue, scarmigliata e stanca.<br />
L’uomo si volta, la guarda con occhi duri, penetranti e le dice: “Dimenticami”.<br />
Poi le volta le spalle e si allontana, fino a sparire di nuovo al suo sguardo.<br />
La donna crolla in ginocchio, piange e si strappa i capelli. Poi lo insegue di nuovo, si inoltra nella nebbia che lo ha inghiottito.<br />
Dal buio risuona una voce: ”Sparisci” “Mai! Ora ti vedo e posso ghermirti” risponde la donna. “Ora mi vedi, ma presto non mi vedrai più”<br />
“Ma io ti amo ancora!”<br />
“Ma io non ti ho mai amata”.<br />
La voce dell’uomo è ferma, decisa.<br />
“Non volevo farti del male, non voglio farti ancora del male, per questo sparisco”.<br />
“Come neve al sole?” geme la donna “Come neve, al sole di primavera? Il mondo torna libero dopo i rigori dell’inverno!”.<br />
L’uomo si volta, ed i suoi lineamenti sono dolci nella nebbia. Sorride. Solleva la mano sinistra in un cenno di saluto e se ne va.<br />
La donna rimane in piedi, sola, in mezzo ad un cerchio di luce libero dalla nebbia. Reclina il capo, muove il terreno con il piede destro, si volta e, lentamente,  si allontana nella nebbia dietro di sé. Per qualche istante la luce indugia nello spazio vuoto, poi la nebbia inghiotte tutto.</em><br />
(10/2/2002)</p>
<p><strong>LA CARTA E LE FOGLIE</strong></p>
<p><em>Siamo fogli di carta buttati al vento.<br />
Chissà se qualche mano ci intercetterà e ci raccoglierà.<br />
E se ciò avvenisse, cosa ne sarebbe di noi?<br />
Verremmo stracciati subito?<br />
Oppure, lisciate le pieghe, verremmo conservati in un cassetto segreto,<br />
in un mondo segreto,<br />
in un giardino segreto.<br />
Tra le pagine di un quaderno segreto.<br />
E riletti ogni tanto, di soppiatto,<br />
senza che nessuno sappia della nostra presenza, oltre chi sta leggendo.<br />
Un giorno altre mani &#8211; o forse le stesse, invecchiate e stanche o consapevoli e decise &#8211; ci prenderebbero con forza e,<br />
non comprendendo più il nostro valore, ci brucerebbero<br />
E noi urleremmo, invocando le mani che ci scrissero,<br />
quelle che ci affidarono al vento,<br />
quelle che ci conservarono nel cuore.<br />
</em>(13/3/2002) (only to you from me, A message of love).</p>
<p>Emanuela Schiavoni nasce ad Ancona, dove vive, nel 1977. Dopo la laurea in Archeologia consegue l&#8217;abilitazione per l&#8217;insegnamento. Attualmente insegna lettere alle scuole medie. Legge da sempre, di tutto, dalla mitologia classica alla poesia (con una predilezione per quella del Novecento), dal Fantasy al giallo, al noir, all&#8217;avventura. Ama spaziare in tutti i generi e trovare sempre nuove strade di espressione. Scrive poesie da vent&#8217;anni, solo quando ne sente l&#8217;ispirazione e ne ha pubblicate alcune sulla rivista &#8220;Il falco letterario&#8221;. L&#8217;ente &#8220;Parco del Conero&#8221; ed il Comune di Camerano hanno pubblicato il suo &#8220;Il popolamento antico della zona del Conero e di Camerano&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Tre poesie</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2008/01/06/354/</link>
		<comments>http://www.paginatre.it/online/2008/01/06/354/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 11:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe D'Emilio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testi on-line]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paginatre.it/online/?p=354</guid>
		<description><![CDATA[Tre poesie inedite di Alessandro Cartoni. PRATICAMENTE DOVUNQUE vagine e perizomi formato famiglia sparati a pioggia praticamente dovunque colano dentro a passo di rap ad ogni ora del giorno mi sveglio e il rotocalco infinito è già lì la scena &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2008/01/06/354/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tre poesie inedite di Alessandro Cartoni.</em><span id="more-354"></span></p>
<p><em>PRATICAMENTE DOVUNQUE</em></p>
<p>vagine e perizomi<br />
formato famiglia<br />
sparati  a pioggia<br />
praticamente dovunque<br />
colano dentro<br />
a passo di rap<br />
ad ogni ora del giorno</p>
<p>mi sveglio<br />
e il rotocalco infinito<br />
è già lì<br />
la scena già pronta<br />
il copione aperto a pag 9<br />
anche il gobbo al suo posto<br />
dentro il buco del palco</p>
<p>dall’alba al tramonto<br />
spezzoni di iperrealtà<br />
nuotano errabondi<br />
nel grigiore della specie</p>
<p>io e te<br />
null’altro che animule<br />
in un mondo di comparse<br />
che non conoscono regia<br />
né animazione</p>
<p>carcasse d’animali<br />
vibrano dentro gli elettrostimolatori<br />
nei canali commerciali<br />
mostri, bingo e videotape<br />
saturano gli schermi<br />
crollano le Torri<br />
traslocano le anime<br />
si moltiplicano le immagini<br />
e gli specchi deformanti<br />
sulle montagne afgane<br />
piovono protesi artificiali<br />
mentre gli anchor men<br />
sorridono ancora<br />
con le loro facce da fumetto</p>
<p>intanto cerco vecchi nastri<br />
che mi parlino di me<br />
chi sei?<br />
chi sono?<br />
l’io è un altro<br />
il vento nasce morto<br />
in questa bonaccia<br />
di transistor incantati<br />
prospetti informativi<br />
e pupazzate elettroniche</p>
<p>OK<br />
alla fine smetterò anch’io<br />
di fare chiasso<br />
e abbraccerò il silenzio<br />
nessun fantasma<br />
nessuna libidine<br />
nessuna memoria</p>
<p>per il mio trentottesimo compleanno<br />
mi turerò le orecchie<br />
mi taglierò la lingua<br />
mi bucherò gli occhi<br />
m’infilerò dei tappi in gommapiuma<br />
nel naso<br />
riempirò tutti gli orifizi<br />
compreso l’ano<br />
non lascerò nessun varco</p>
<p>ma soprattutto smetterò di ricordare</p>
<p><em>COME UN FETO</em></p>
<p>la luce di settembre<br />
ritorna leggera<br />
sulla città affaticata<br />
piccoli bagliori<br />
occhieggiano dalle strade bagnate</p>
<p>oggi il verde delle foglie<br />
ha un tono fresco e selvaggio</p>
<p>esistono momenti<br />
in cui il sangue cattivo<br />
sembra farsi più chiaro<br />
e la grazia s’impone<br />
sullo sporco del mondo</p>
<p>i gatti tornano nei prati<br />
a stendersi al sole<br />
leccandosi il pelo</p>
<p>le bacche dei ginepri stillano<br />
della pioggia recente<br />
vasti lembi d’azzurro<br />
s’accampano<br />
tra le fronde e i cornicioni grigi</p>
<p>oggi<br />
non ho bisogno d’altro<br />
socchiudo le palpebre<br />
rallento il respiro<br />
e come un feto<br />
rimango disteso<br />
nella trasparenza<br />
dell’aria</p>
<p><em>L’ULTIMO INFERNO</em></p>
<p>quando arrivò l’ultimo inferno<br />
decise che la prova<br />
poteva considerarsi<br />
conclusa</p>
<p>spostò una sedia<br />
vicino alla finestra<br />
fece scendere le tapparelle<br />
e cominciò ad aspettare</p>
<p>gli occhi gli bruciavano<br />
i nervi sfrigolavano<br />
come fili elettrici scoperti</p>
<p>quando arrivò l’ultimo inferno<br />
erano le sei di pomeriggio<br />
la casa era vuota<br />
i letti disfatti<br />
la luce diafana<br />
le strade gocciolanti<br />
di stanchezza</p>
<p>aveva già ingoiato<br />
le sue pasticche di sertralina<br />
tutto sembrava la suo posto<br />
non era troppo tardi<br />
né troppo freddo<br />
il cielo ordinariamente grigio<br />
gli alberi ancora alberi<br />
gli uomini orribilmente uomini</p>
<p>quando arrivò l’ultimo inferno<br />
capì che non era<br />
come gli inferni precedenti<br />
non emanava odore di zolfo<br />
non c’erano dannati<br />
né giudici soprannaturali<br />
nemmeno castighi visibili</p>
<p>quando arrivò l’ultimo inferno<br />
aveva già indossato i pantaloni del pigiama<br />
e dimenticato ogni termine di paragone<br />
pensò ai palloncini scoppiati<br />
ai numeri di un’agenda perduta<br />
ai pezzi di cielo oscurati dalle antenne<br />
ai laghi sporchi colmi di melma<br />
alla rogna dei cani</p>
<p>l’ultimo inferno<br />
non aveva<br />
né voce, né odore<br />
nessuna forma concreta</p>
<p>si era appiattito su tutto<br />
l’ultimo inferno<br />
covava tra le pieghe dei muri<br />
nei carrozzini dei neonati<br />
si spandeva nell’aria<br />
dentro le canzoni della radio<br />
si mescolava ai carburanti<br />
nei serbatoi delle auto<br />
nelle suburbane<br />
nelle lattine della birra<br />
nei tranci di vitello<br />
si raggrumava<br />
nei resti dei pasti<br />
negli ospedali<br />
nelle celle frigorifere<br />
negli obitori<br />
si liquefaceva nei sorrisi<br />
nelle cartucce delle stampanti<br />
dentro i cavi telefonici</p>
<p>quando arrivò l’ultimo inferno<br />
capì d’improvviso<br />
che era l’unica cosa<br />
davvero sua<br />
l’unica<br />
che aspettava da anni</p>
<p>Allora</p>
<p>finalmente<br />
smise di preoccuparsi<br />
si lavò i denti<br />
si tolse i calzini di cotone<br />
spense la lampada<br />
e cominciò finalmente<br />
a dormire</p>
<p><em>Un&#8217;intervista ad Alessandro Cartoni: <a href="http://www.paginatre.it/online/?p=258 ">http://www.paginatre.it/online/?p=258 </a></em></p>
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