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	<title>Pagina Tre &#187; Segnalazioni libri</title>
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	<copyright>Copyright © Pagina Tre 2011 </copyright>
	<managingEditor>info@liberliber.itLiberLiber (Liber Liber)</managingEditor>
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		<title>Pagina Tre</title>
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	<itunes:subtitle>Pagina Tre, la rivista di Liber Liber</itunes:subtitle>
	<itunes:summary>Pagina Tre è una rivista sperimentale promossa dall’associazione culturale no profit Liber Liber (vedere http://www.liberliber.it/). Scopo dell’associazione, e della rivista, è favorire l’accesso alla cultura, nel senso più ampio dei termini. Favorire l’acceso: da un punto di vista tecnologico, semplificando dispositivi e programmi e introducendo accorgimenti che consentano l’accesso anche ai disabili; da un punto di vista economico, abbattendo o azzerando i costi; da un punto contenutistico, valorizzando le opere meno note.</itunes:summary>
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		<title>Intelligenze multiple in classe. Un libro Erickson sulla didattica</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Calabrò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) La scuola vive oggi una delle situazioni più difficili degli ultimi decenni, sia per la scarsa attenzione che le si dedica con continui e indiscriminati tagli economici, sia per il senso di disagio e smarrimento dei &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2012/02/08/5824/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<div style="padding-left: 30px"><em><img class="alignright size-full wp-image-5826" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2012/02/intelligenze-multiple.jpg" alt="" width="130" height="183" />La scuola vive oggi una delle situazioni più difficili degli ultimi decenni, sia per la scarsa attenzione che le si dedica con continui e indiscriminati tagli economici, sia per il senso di disagio e smarrimento dei professionisti che vi operano, non sufficientemente sostenuti nello svolgimento della loro azione educativa. A ciò si aggiungano la complessità dei contesti cui la scuola deve far fronte e i molteplici bisogni educativi degli studenti, che richiedono l’elaborazione di nuove strategie e modalità di intervento adeguate. In questa situazione, personalizzare le proposte di insegnamento-apprendimento attraverso una didattica efficace è una delle sfide più difficili, ma allo stesso tempo indispensabili, che la scuola si trova ad affrontare.</em></div>
<p>Riconoscere le potenzialità degli studenti, diversificare l’azione formativa e garantire a ciascuno opportunità di successo: questo è l’obiettivo della <strong>“teoria delle intelligenze multiple”,</strong> basata sull’attenzione verso le peculiarità di ogni singolo discente e sulla valorizzazione delle stesse. Cioè: prendersi cura del ragazzo, senza appiattire o smussare le sue specificità, bensì sollecitandole. Questo libro è <strong>un contributo teorico e pratico</strong> per utilizzare la teoria delle intelligenze multiple nei contesti scolastici. Con la <strong>Presentazione di Mindy Kornhaber</strong>, docente all’Università della Pennsylvania e ricercatrice presso l’Università di Harvard.</p>
<p><strong>Giuseppina Gentili,</strong> insegnante e formatrice multimediale, si è laureata con una tesi sperimentale sull’applicazione della teoria delle intelligenze multiple nei contesti scolastici presso l’Università degli Studi di Macerata, dove, in seguito, ha fatto parte del comitato scientifico organizzatore delle annuali Summer School <strong>sulla teoria di Howard Gardner.</strong> Attualmente, oltre a insegnare, si occupa del coordinamento dei gruppi di ricerca-azione IMAS e svolge attività di formazione per il Centro Studi Erickson di Trento.</p>
<hr />
<p><strong>G. Gentili,</strong> <em>Intelligenze multiple in classe. Modelli, applicazioni ed esperienze per una didattica efficace</em>, ed. Erickson, 2011, pp. 150, euro 16,50.</p>
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La scuola vive oggi una delle situazioni più difficili degli ultimi decenni, sia per la scarsa attenzione che le si dedica con continui e indiscriminati tagli economici, sia per il senso di disagio e smarrimento dei profess[...]</itunes:subtitle>
		<itunes:summary> (voce di Luca Grandelis)
La scuola vive oggi una delle situazioni più difficili degli ultimi decenni, sia per la scarsa attenzione che le si dedica con continui e indiscriminati tagli economici, sia per il senso di disagio e smarrimento dei professionisti che vi operano, non sufficientemente sostenuti nello svolgimento della loro azione educativa. A ciò si aggiungano la complessità dei contesti cui la scuola deve far fronte e i molteplici bisogni educativi degli studenti, che richiedono l’elaborazione di nuove strategie e modalità di intervento adeguate. In questa situazione, personalizzare le proposte di insegnamento-apprendimento attraverso una didattica efficace è una delle sfide più difficili, ma allo stesso tempo indispensabili, che la scuola si trova ad affrontare.
Riconoscere le potenzialità degli studenti, diversificare l’azione formativa e garantire a ciascuno opportunità di successo: questo è l’obiettivo della “teoria delle intelligenze multiple”, basata sull’attenzione verso le peculiarità di ogni singolo discente e sulla valorizzazione delle stesse. Cioè: prendersi cura del ragazzo, senza appiattire o smussare le sue specificità, bensì sollecitandole. Questo libro è un contributo teorico e pratico per utilizzare la teoria delle intelligenze multiple nei contesti scolastici. Con la Presentazione di Mindy Kornhaber, docente all’Università della Pennsylvania e ricercatrice presso l’Università di Harvard.
Giuseppina Gentili, insegnante e formatrice multimediale, si è laureata con una tesi sperimentale sull’applicazione della teoria delle intelligenze multiple nei contesti scolastici presso l’Università degli Studi di Macerata, dove, in seguito, ha fatto parte del comitato scientifico organizzatore delle annuali Summer School sulla teoria di Howard Gardner. Attualmente, oltre a insegnare, si occupa del coordinamento dei gruppi di ricerca-azione IMAS e svolge attività di formazione per il Centro Studi Erickson di Trento.

G. Gentili, Intelligenze multiple in classe. Modelli, applicazioni ed esperienze per una didattica efficace, ed. Erickson, 2011, pp. 150, euro 16,50.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Liber Liber</itunes:author>
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		<title>Ultimi quaranta secondi della storia del mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 18:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe D'Emilio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stefano Santarsiere, ULTIMI QUARANTA SECONDI DELLA STORIA DEL MONDO, Abelbooks, 2011 &#8220;Eppure, pensò il commissario, qualcosa doveva pur esserci, ben nascosta nelle pieghe di quella vita apparentemente normale. Qualcosa di inafferrabile agli occhi di un uomo come lui, abituato alla &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2012/02/07/5822/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano Santarsiere, ULTIMI QUARANTA SECONDI DELLA STORIA DEL MONDO, Abelbooks, 2011</p>
<p>&#8220;Eppure, pensò il commissario, qualcosa doveva pur esserci, ben nascosta nelle pieghe di quella vita apparentemente normale. Qualcosa di inafferrabile agli occhi di un uomo come lui, abituato alla città, alla luce del sole, ai fatti che si presentano per come sono. Era come con gli altri paesani. Proprio quando sembrava che tutto scorresse normalmente, nella consueta e secolare tranquillità, senza la minima increspatura… proprio allora era segno che sotto la superficie si nascondeva un mondo brulicante di attività ambigue e pericolose.&#8221;<span id="more-5822"></span></p>
<p>È una mattina di agosto quando don Pietro Miraglia, l’amato parroco di un paese lucano, viene assassinato a colpi di martello nei giardini della scuola elementare. A indagare è il commissario Antonio Sparagno, sul quale pesa una vecchia indagine di camorra che ne ha compromesso la carriera e causato il trasferimento nell’odiata Basilicata. Ma l’omicidio rivela al poliziotto un volto imprevedibile di quelle comunità in apparenza tranquille. Diversi personaggi dimostrano legami con la vita (e la morte) della vittima: ad esempio Giovanni Belisario, insegnante vedovo, alle prese con un difficile equilibrio tra il figlio Carlo e l’enigmatica cognata Elena; Roberto Bradadich, giovane in crisi esistenziale che ha abbandonato la città per tornare al passato; Mimmo Coppola, spregiudicato giornalista che vuole sfruttare la tragedia per lanciare la sua emittente.</p>
<p>Alla vicenda fa da sfondo un pugno di paesi, legati insieme da un tessuto di boschi e campi, ma anche pozzi di petrolio, masserie diroccate, santuari oggetto di fanatiche venerazioni. Un mondo pervaso da una secolare lotta tra Fedi contrapposte, schierate intorno a una misteriosa quanto antichissima Madonna Nera.</p>
<p>Indagine poliziesca, racconto esoterico, libro di denuncia, Ultimi quaranta secondi della storia del mondo è soprattutto un romanzo spietato, in cui nessuno è al sicuro; un meccanismo che scava nelle menti dei protagonisti e nel passato remoto dell’umanità, rivelandoci che il destino può compiere un cammino lunghissimo, prima di venire a bussare alla nostra porta.<br />
Ultimi quaranta secondi della storia del mondo (di Stefano Santarsiere)<br />
Thriller &#8211; edizioni Abelbooks<br />
pagine: 391<br />
prezzo 4,99 €<br />
ISBN 9788897513292<br />
Anno: 2011</p>
<p>È possibile scaricare le prime 38 pagine del romanzo: <a href="http://www.santarsiere.it/interno/Ultimi_quaranta_secondi-Preview.pdf">qui</a>.</p>
<p>Il libro è acquistabile esclusivamente in versione e-book; formati: epub, pdf, mobi (compatibile kindle) al costo di 4,99 €</p>
<p>È disponibile nelle seguenti librerie online:</p>
<p>Biblet store<br />
Bol.it<br />
MediaWorld<br />
Libreria Rizzoli<br />
Bookrepublic<br />
DeaStore.com<br />
Libreriauniversitaria.it<br />
Webster.it<br />
Ultimabooks<br />
Amazon</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sito dell’autore: <a href="http://www.santarsiere.it ">http://www.santarsiere.it </a><br />
Blog dell’autore: <a href="http://santarsiere.blogspot.com/">http://santarsiere.blogspot.com/</a></p>
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		<title>Riflessioni sul linguaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Calabrò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Segnalazioni libri]]></category>
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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) «Le parole tecniche e scientifiche costituiscono ormai i due terzi del lessico totale italiano, e chi si prendesse la briga di scorrere in ordine alfabetico qualche decina di pagine di un dizionario enciclopedico contemporaneo ne avrebbe &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2012/02/02/5809/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<div style="padding-left: 30px"><em><img class="alignright size-full wp-image-5810" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2012/02/riflessioni.jpg" alt="" width="212" height="212" />«Le parole tecniche e scientifiche costituiscono ormai i due terzi del lessico totale italiano, e chi si prendesse la briga di scorrere in ordine alfabetico qualche decina di pagine di un dizionario enciclopedico contemporaneo ne avrebbe sicuramente l’impressione che in italiano ormai non ci sia nient’altro che termini tecnici».</em></div>
<p>Tra Chomsky e Searle, Carnap e De Mauro, le <strong><em>Riflessioni sul linguaggio</em> dell’editore Fara</strong> (a cura di Alessandro Ramberti) propongono una panoramica di contributi italiani nell’ambito del linguaggio, dalla grammatica all’epistemologia. Cinque gli articoli presentati: “Modelli fonologici e rapporto forma/sostanza nei suoni della lingua” (G. Fiorentino); “Aspetti della formazione delle parole nei lessici scientifici” (L. Lorenzetti); “Quanto deve essere superficiale una teoria profonda?” (A. Ramberti); “La comprensione dei pronomi anaforici” (E. Di Domenico); “Struttura del sintagma nominale in arabo” (G. Lancioni).</p>
<hr />
<p><strong>A. Ramberti (a cura di),</strong> <em>Riflessioni sul linguaggio,</em> ed. Fara, 1993, pp. 130, euro 13.</p>
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«Le parole tecniche e scientifiche costituiscono ormai i due terzi del lessico totale italiano, e chi si prendesse la briga di scorrere in ordine alfabetico qualche decina di pagine di un dizionario enciclopedico contemporaneo ne avrebbe sicuramente l’impressione che in italiano ormai non ci sia nient’altro che termini tecnici».
Tra Chomsky e Searle, Carnap e De Mauro, le Riflessioni sul linguaggio dell’editore Fara (a cura di Alessandro Ramberti) propongono una panoramica di contributi italiani nell’ambito del linguaggio, dalla grammatica all’epistemologia. Cinque gli articoli presentati: “Modelli fonologici e rapporto forma/sostanza nei suoni della lingua” (G. Fiorentino); “Aspetti della formazione delle parole nei lessici scientifici” (L. Lorenzetti); “Quanto deve essere superficiale una teoria profonda?” (A. Ramberti); “La comprensione dei pronomi anaforici” (E. Di Domenico); “Struttura del sintagma nominale in arabo” (G. Lancioni).

A. Ramberti (a cura di), Riflessioni sul linguaggio, ed. Fara, 1993, pp. 130, euro 13.</itunes:summary>
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		<title>Sostenere la genitorialità, strumenti per rinforzare le competenze educative</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2012/01/31/5754/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Calabrò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) «Quale intervento educativo per i genitori meno equipaggiati dal punto di vista culturale, più fragili dal punto di vista psicologico, che vivono nei contesti sociali più sfavoriti? Un intervento che sostenga, non imponga e non modellizzi &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2012/01/31/5754/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<div style="padding-left: 30px"><em><img class="alignright size-full wp-image-5755" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2012/01/genitorialità.jpg" alt="" width="130" height="183" />«Quale intervento educativo per i genitori meno equipaggiati dal punto di vista culturale, più fragili dal punto di vista psicologico, che vivono nei contesti sociali più sfavoriti? Un intervento che sostenga, non imponga e non modellizzi perché non si può davvero più pensare, nella nostra società postmoderna, che ci sia un unico modo, universalmente valido, di educare i bambini, e quindi di formare i loro genitori. Molto però si può fare per </em>rinforzare la loro forza<em>, sostenere la loro fatica, la loro creatività, la loro voglia di progredire».</em></div>
<p><strong>Un kit dell’editrice Erickson</strong> completo di libro (100 pp.), di DVD, di oltre 200 carte illustrate utilizzabili da educatori, operatori psicosociali, insegnanti e formatori per il sostegno a tutti i genitori con figli da 0 a 11 anni in situazioni “a rischio”, con deficit (ad es. intellettivo) o con una sindrome particolare (ad es., <a href="//www.paginatre.it/online/2011/11/07/5225/">ADHD</a>) o anche semplicemente con quei genitori che vivono in una situazione di “normalità” ma hanno voglia di confrontarsi sul loro ruolo.</p>
<hr />
<p><strong>S. Lavigneur, S. Coutu e D. Dubeau,</strong> <em>Sostenere la genitorialità. Strumenti per rinforzare le competenze educative,</em> ed. Erickson, 2011, euro 55. Libro+DVD+schede a colori indivisibili. Edizione italiana a cura di P. Milani, S. Serbati e M. Ius.</p>
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		<itunes:summary> (voce di Luca Grandelis)
«Quale intervento educativo per i genitori meno equipaggiati dal punto di vista culturale, più fragili dal punto di vista psicologico, che vivono nei contesti sociali più sfavoriti? Un intervento che sostenga, non imponga e non modellizzi perché non si può davvero più pensare, nella nostra società postmoderna, che ci sia un unico modo, universalmente valido, di educare i bambini, e quindi di formare i loro genitori. Molto però si può fare per rinforzare la loro forza, sostenere la loro fatica, la loro creatività, la loro voglia di progredire».
Un kit dell’editrice Erickson completo di libro (100 pp.), di DVD, di oltre 200 carte illustrate utilizzabili da educatori, operatori psicosociali, insegnanti e formatori per il sostegno a tutti i genitori con figli da 0 a 11 anni in situazioni “a rischio”, con deficit (ad es. intellettivo) o con una sindrome particolare (ad es., ADHD) o anche semplicemente con quei genitori che vivono in una situazione di “normalità” ma hanno voglia di confrontarsi sul loro ruolo.

S. Lavigneur, S. Coutu e D. Dubeau, Sostenere la genitorialità. Strumenti per rinforzare le competenze educative, ed. Erickson, 2011, euro 55. Libro+DVD+schede a colori indivisibili. Edizione italiana a cura di P. Milani, S. Serbati e M. Ius.</itunes:summary>
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		<title>Super Santos, il nuovo libro di Saviano</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 15:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Segnalazioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>

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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) Edito dalla Feltrinelli, collana Zoom, il nuovo libro di Saviano prende il nome da un pallone, il Super Santos, usato dai ragazzi per giocare calcio da strada. Un racconto denso di rabbia e malavita addolcito dalla &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2012/01/16/5653/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5654" title="Super Santos" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2012/01/super-santos-150x224.jpg" alt="" width="150" height="224" /></p>
<p>Edito dalla Feltrinelli, collana Zoom, il nuovo libro di Saviano prende il nome da un pallone, il Super Santos, usato dai ragazzi per giocare calcio da strada. Un racconto denso di rabbia e malavita addolcito dalla speranza, quella dei quattro giovani protagonisti.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Quattro amici, quattro ragazzini che diventeranno uomini in una terra in cui crescere è un lusso da pagare caro. La passione per il calcio vissuta nelle strade di Gomorra, inseguendo un pallone arancio fuoco. Roberto Saviano, ispirato da una vicenda realmente accaduta, mette in scena un racconto perfetto, preciso come una punizione messa a segno, straziante come un rigore sbagliato.</p>
<p>Il libro uscirà il 19 gennaio e sarà disponibile in instant book al link: <a href="http://www.ebookvanilla.it/super-santos.html">http://www.ebookvanilla.it/super-santos.html</a>.</p>
<p><strong>Super Santos</strong>, di Roberto Saviano<br />
ISBN: 9788858850312<br />
Feltrinelli<br />
Euro 0,99</p>
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Edito dalla Feltrinelli, collana Zoom, il nuovo libro di Saviano prende il nome da un pallone, il Super Santos, usato dai ragazzi per giocare calcio da strada. Un racconto denso di rabbia e malavita addolcito dalla speranz[...]</itunes:subtitle>
		<itunes:summary> (voce di Luca Grandelis)

Edito dalla Feltrinelli, collana Zoom, il nuovo libro di Saviano prende il nome da un pallone, il Super Santos, usato dai ragazzi per giocare calcio da strada. Un racconto denso di rabbia e malavita addolcito dalla speranza, quella dei quattro giovani protagonisti.
Quattro amici, quattro ragazzini che diventeranno uomini in una terra in cui crescere è un lusso da pagare caro. La passione per il calcio vissuta nelle strade di Gomorra, inseguendo un pallone arancio fuoco. Roberto Saviano, ispirato da una vicenda realmente accaduta, mette in scena un racconto perfetto, preciso come una punizione messa a segno, straziante come un rigore sbagliato.
Il libro uscirà il 19 gennaio e sarà disponibile in instant book al link: http://www.ebookvanilla.it/super-santos.html.
Super Santos, di Roberto Saviano
ISBN: 9788858850312
Feltrinelli
Euro 0,99</itunes:summary>
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		<title>Counseling motivazionale. Cambiare per crescere con gli altri</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2012/01/16/5650/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 08:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Calabrò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) «Il counseling motivazionale, un metodo clinico dalle solide basi empiriche, è oggetto di sempre maggior interesse nei percorsi terapeutici, nei servizi sociali e sanitari, nonché in ambito di ricerca. A questa crescita esponenziale di interesse si &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2012/01/16/5650/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<p style="padding-left: 30px"><em><img class="alignright size-full wp-image-5651" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2012/01/counseling.jpg" alt="" width="130" height="183" />«Il counseling motivazionale, un metodo clinico dalle solide basi empiriche, è oggetto di sempre maggior interesse nei percorsi terapeutici, nei servizi sociali e sanitari, nonché in ambito di ricerca. A questa crescita esponenziale di interesse si è accompagnata una domanda di nuove opportunità di apprendimento. A fronte di tale domanda sono stati elaborati diversi metodi. L’intervento da parte di formatori esperti nel counseling motivazionale è un importante strumento iniziale, ma troppo spesso non è possibile prevedere alcun momento di follow-up, né di feedback, a favore dei discenti. I libri tradizionali sul counseling motivazionale forniscono molti elementi di inquadramento generale, ma non altrettante opportunità per sperimentarli in pratica. I video, che permettono di osservare alcuni modelli applicativi, sono comunque strumenti osservativi fondamentalmente passivi. I siti internet interattivi e i materiali in DVD rappresentano delle soluzioni relativamente nuove, ma ancora poco sviluppate. Ciò che manca tra tutte queste risorse è un testo che faciliti l’apprendimento dei concetti di base e che permetta di mettere in pratica le relative abilità: da soli, con gli altri e con i clienti».</em></p>
<p><strong>Un manuale Erickson</strong> per chi, lavorando con le persone, si trova sovente nella necessità di aiutarle a cambiare (questo è il fine della disciplina denominata <strong>counseling motivazionale</strong>). Nel libro &#8211; in cui l’autore prende spunto dalla propria esperienza sul campo &#8211; vengono proposti esercizi dal diverso grado di complessità, da svolgere singolarmente o in coppia e da applicare nella propria pratica professionale. Tra i principali argomenti: I fondamenti del counseling motivazionale &#8211; Le abilità DARS &#8211; L’ascolto riflessivo &#8211; Gestire la resistenza &#8211; Aprire una sessione &#8211; Condividere informazioni &#8211; Negoziare un piano di cambiamento.</p>
<hr />
<p><strong>D.B. Rosengren,</strong> <em>Guida pratica al counseling motivazionale. Manuale per i professionisti sociali e sanitari,</em> ed. Erickson, 2011, pp. 431, euro 29. Edizione italiana a cura di V. Scagliusi, M. Scaglia, V. Spiller, S. Venuti.</p>
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		<itunes:summary> (voce di Luca Grandelis)
«Il counseling motivazionale, un metodo clinico dalle solide basi empiriche, è oggetto di sempre maggior interesse nei percorsi terapeutici, nei servizi sociali e sanitari, nonché in ambito di ricerca. A questa crescita esponenziale di interesse si è accompagnata una domanda di nuove opportunità di apprendimento. A fronte di tale domanda sono stati elaborati diversi metodi. L’intervento da parte di formatori esperti nel counseling motivazionale è un importante strumento iniziale, ma troppo spesso non è possibile prevedere alcun momento di follow-up, né di feedback, a favore dei discenti. I libri tradizionali sul counseling motivazionale forniscono molti elementi di inquadramento generale, ma non altrettante opportunità per sperimentarli in pratica. I video, che permettono di osservare alcuni modelli applicativi, sono comunque strumenti osservativi fondamentalmente passivi. I siti internet interattivi e i materiali in DVD rappresentano delle soluzioni relativamente nuove, ma ancora poco sviluppate. Ciò che manca tra tutte queste risorse è un testo che faciliti l’apprendimento dei concetti di base e che permetta di mettere in pratica le relative abilità: da soli, con gli altri e con i clienti».
Un manuale Erickson per chi, lavorando con le persone, si trova sovente nella necessità di aiutarle a cambiare (questo è il fine della disciplina denominata counseling motivazionale). Nel libro &#8211; in cui l’autore prende spunto dalla propria esperienza sul campo &#8211; vengono proposti esercizi dal diverso grado di complessità, da svolgere singolarmente o in coppia e da applicare nella propria pratica professionale. Tra i principali argomenti: I fondamenti del counseling motivazionale &#8211; Le abilità DARS &#8211; L’ascolto riflessivo &#8211; Gestire la resistenza &#8211; Aprire una sessione &#8211; Condividere informazioni &#8211; Negoziare un piano di cambiamento.

D.B. Rosengren, Guida pratica al counseling motivazionale. Manuale per i professionisti sociali e sanitari, ed. Erickson, 2011, pp. 431, euro 29. Edizione italiana a cura di V. Scagliusi, M. Scaglia, V. Spiller, S. Venuti.</itunes:summary>
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		<title>TRA-DIS-CO Trame di disprezzo coerente e licantropo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 22:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Carollo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) Nina Nasilli, TRA·DIS·CO trame di disprezzo coerente e licantropo (Book Editore – Poesia, 2010, pp. 103, € 14,50, ISBN 978-88-7232-654-1) Nina Nasilli è un nome d&#8217;arte, e questa è già una prima indicazione importante per tentare &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2012/01/10/5618/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<p>Nina Nasilli, <em>TRA·DIS·CO trame di disprezzo coerente e licantropo</em><br />
(Book Editore – Poesia, 2010, pp. 103, € 14,50,<br />
ISBN 978-88-7232-654-1)</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/Nasilli.-Tradisco_cover.jpg" alt="" width="120" height="177" />Nina Nasilli è un nome d&#8217;arte, e questa è già una prima indicazione importante per tentare di orientarsi nel dedalo del suo esercizio poetico. L&#8217;artista nasce a Rovigo nel 1968; a sette anni scrive le sue prime poesie; nel 1992 conclude il suo ciclo di studi a Padova, una laurea in lettere antiche col massimo dei voti. Seguono anni di profonda inquietudine, dove l&#8217;urgenza espressiva la porta a dipingere le proprie liriche. Espone a Gand, Parigi, Madrid, persino in Australia, Singapore, Shangai e New York.<span id="more-5618"></span><br />
Se è piuttosto comune  per il critico accostare l&#8217;artista ad un demiurgo che crea universi paralleli con la propria materia sensibile e l&#8217;uso specializzato e virtuoso delle tecniche acquisite, il paragone è tanto più ficcante nel caso di Nasilli. TRA·DIS·CO è infatti un ecosistema in perfetto equilibrio con i mondi che, contigui, lo alimentano ed irrorano di una luce obliqua che ne accentua forme e volumi, pieni e vuoti, barbagli ed ombre.<br />
C&#8217;è un desiderio (quasi) puerile e (quasi) infantile nella simmetria ordinatrice delle poesie di questa raccolta, nelle epigrafi o “dichiarazioni d&#8217;intenti” che presiedono ciascuna sezione, nelle fila ordinate (come un corpo di legionari stanziato lungo cardi e decumani) dei componimenti – nella prima sezione gli incipit col tra, quelli col dis nella seconda e i co nella terza. Ma l&#8217;ordine è solo apparente; l&#8217;armonia incantatrice di queste parole/immagini ha il fascino di una sirena che seduce e fa perdere la bussola. Dietro e sopra la bellezza dei versi e il loro rincorrersi giocoso avvertiamo il dolore e la sospensione, una mai sopita melanconia, come in un disegno di Chagall o di Mirò: «Discolpa è la cifra/ di quel &#8216;a mia&#8217; che non si dice/ ma è sempre sotteso e preme/ invincibile e teso/ &#8211; incurabile stento -/ nel buio tormento/ brulicante ed opaco/ che trepida dietro/ a quello degli occhi/ fondo indistinto:/ perdonati se puoi/ l&#8217;anima mala/ l&#8217;anima strana».</p>
<p>Non c&#8217;è una volontà deliberata nella poesia di Nina Nasilli. Nina è come un&#8217;antenna pronta a captare, a ricevere i segnali di inaspettate quanto disarmanti epifanie del quotidiano, a riverberare le proprie percezioni e sentimenti. Sul piano formale la parola è invece consapevolmente ricercata, creata ex-novo, svincolata e depurata dei suoi referenti semantici e del suo impiego prosaico e strumentale per mettere il sale sulla coda di una verità intensamente avvertita quanto misteriosa e proteiforme. Ma lasciamo parlare l&#8217;interessata: «(&#8230;) credo che sempre per avvicinarci alla verità dobbiamo amplificare, confondere e attivare tutti i nostri sensi, credo che per coglierla dobbiamo riprendere confidenza con l&#8217;immaginazione che crea le cose, credo che a causa della fatica talvolta frustrante di questa ricerca di verità sia nato il linguaggio, sia nata la filosofia, come a coprire il vuoto e tessere una rete per attaccarsi e raggiungere le estreme parti dell&#8217;affollato mondo dei pensieri, sempre affollato.»</p>
<p>Determinante, per Nina, l&#8217;incontro, nel 1996, con Ottiero Ottieri, una delle figure letterarie più significative del Novecento, al quale il libro è dedicato. Ottieri, figura singolare ed extra-ordinaria, tesse le lodi della sua scrittura in <em>Nuovi argomenti</em>, diviene mentore e spirito guida di Nina &#8211; il nome di lei è quasi una sua derivazione adenoidale, nella medesima replicazione e scansione sillabica, sorta di scherzo nenia o filastrocca. Ad Ottieri non è sconosciuta l&#8217;attitudine squisitamente post-moderna al ludus, al gioco e al ritornello musicale, come non difetta alla talentuosa Nina. Traslato/ Ai margini/ di sé/ il potere tragico/ e comico/ della parola -/ il suo naturale/ aspetto/ mescola gli effetti/ e i nessi causali:/ antidoti fasulli contro il tempo/ necessari alla vita per respirare. Sono agili e brevilinee le poesie di questo libello; versi sciolti che si contano su due mani, più un distico finale, congedo e insieme invito a voltar pagina, a reiterare il bisogno di dire ancora, di ri-suonare, perché di voci e risonanze è composto TRA·DIS·CO, silloge dove «le parole hanno per qualche istante preceduto le cose, senza sostituirle». Parola di Nina Nasilli.</p>
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Nina Nasilli, TRA·DIS·CO trame di disprezzo coerente e licantropo
(Book Editore – Poesia, 2010, pp. 103, € 14,50,
ISBN 978-88-7232-654-1)
Nina Nasilli è un nome d&#8217;arte, e questa è già una prima indicazione importante [...]</itunes:subtitle>
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Nina Nasilli, TRA·DIS·CO trame di disprezzo coerente e licantropo
(Book Editore – Poesia, 2010, pp. 103, € 14,50,
ISBN 978-88-7232-654-1)
Nina Nasilli è un nome d&#8217;arte, e questa è già una prima indicazione importante per tentare di orientarsi nel dedalo del suo esercizio poetico. L&#8217;artista nasce a Rovigo nel 1968; a sette anni scrive le sue prime poesie; nel 1992 conclude il suo ciclo di studi a Padova, una laurea in lettere antiche col massimo dei voti. Seguono anni di profonda inquietudine, dove l&#8217;urgenza espressiva la porta a dipingere le proprie liriche. Espone a Gand, Parigi, Madrid, persino in Australia, Singapore, Shangai e New York.
Se è piuttosto comune  per il critico accostare l&#8217;artista ad un demiurgo che crea universi paralleli con la propria materia sensibile e l&#8217;uso specializzato e virtuoso delle tecniche acquisite, il paragone è tanto più ficcante nel caso di Nasilli. TRA·DIS·CO è infatti un ecosistema in perfetto equilibrio con i mondi che, contigui, lo alimentano ed irrorano di una luce obliqua che ne accentua forme e volumi, pieni e vuoti, barbagli ed ombre.
C&#8217;è un desiderio (quasi) puerile e (quasi) infantile nella simmetria ordinatrice delle poesie di questa raccolta, nelle epigrafi o “dichiarazioni d&#8217;intenti” che presiedono ciascuna sezione, nelle fila ordinate (come un corpo di legionari stanziato lungo cardi e decumani) dei componimenti – nella prima sezione gli incipit col tra, quelli col dis nella seconda e i co nella terza. Ma l&#8217;ordine è solo apparente; l&#8217;armonia incantatrice di queste parole/immagini ha il fascino di una sirena che seduce e fa perdere la bussola. Dietro e sopra la bellezza dei versi e il loro rincorrersi giocoso avvertiamo il dolore e la sospensione, una mai sopita melanconia, come in un disegno di Chagall o di Mirò: «Discolpa è la cifra/ di quel &#8216;a mia&#8217; che non si dice/ ma è sempre sotteso e preme/ invincibile e teso/ &#8211; incurabile stento -/ nel buio tormento/ brulicante ed opaco/ che trepida dietro/ a quello degli occhi/ fondo indistinto:/ perdonati se puoi/ l&#8217;anima mala/ l&#8217;anima strana».
Non c&#8217;è una volontà deliberata nella poesia di Nina Nasilli. Nina è come un&#8217;antenna pronta a captare, a ricevere i segnali di inaspettate quanto disarmanti epifanie del quotidiano, a riverberare le proprie percezioni e sentimenti. Sul piano formale la parola è invece consapevolmente ricercata, creata ex-novo, svincolata e depurata dei suoi referenti semantici e del suo impiego prosaico e strumentale per mettere il sale sulla coda di una verità intensamente avvertita quanto misteriosa e proteiforme. Ma lasciamo parlare l&#8217;interessata: «(&#8230;) credo che sempre per avvicinarci alla verità dobbiamo amplificare, confondere e attivare tutti i nostri sensi, credo che per coglierla dobbiamo riprendere confidenza con l&#8217;immaginazione che crea le cose, credo che a causa della fatica talvolta frustrante di questa ricerca di verità sia nato il linguaggio, sia nata la filosofia, come a coprire il vuoto e tessere una rete per attaccarsi e raggiungere le estreme parti dell&#8217;affollato mondo dei pensieri, sempre affollato.»
Determinante, per Nina, l&#8217;incontro, nel 1996, con Ottiero Ottieri, una delle figure letterarie più significative del Novecento, al quale il libro è dedicato. Ottieri, figura singolare ed extra-ordinaria, tesse le lodi della sua scrittura in Nuovi argomenti, diviene mentore e spirito guida di Nina &#8211; il nome di lei è quasi una sua derivazione adenoidale, nella medesima replicazione e scansione sillabica, sorta di scherzo nenia o filastrocca. Ad Ottieri non è sconosciuta l&#8217;attitudine squisitamente post-moderna al ludus, al gioco e al ritornello musicale, come non difetta alla talentuosa Nina. Traslato/ Ai margini/ di sé/ il potere tragico/ e comico/ della parola -/ il suo naturale/ aspetto/ mescola gli effetti/ e i nessi causali:/ antidot[...]</itunes:summary>
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		<title>Architetture utopiche. Saggi sulla (im)perferzione a cura di Gianfranco Bertagni</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Calabrò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) L’uomo è per sua essenza proteso al futuro: un futuro inteso non solo storicamente, ma anche come riserva di senso che trascende e che attira a sé. La sensazione, tutt’altro che di estraneità, è di riconoscimento &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2012/01/10/5609/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<p style="padding-left: 30px"><em><img class="alignright size-full wp-image-5610" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2012/01/architetture.jpg" alt="" width="212" height="212" />L’uomo è per sua essenza proteso al futuro: un futuro inteso non solo storicamente, ma anche come riserva di senso che trascende e che attira a sé. La sensazione, tutt’altro che di estraneità, è di riconoscimento di del “luogo proprio per eccellenza”, ciò che è pienamente corrispondente con la natura più intima, il riposo che dà quiete. Ma è ancora lontano: da attendere, da costruire, da compiere. Sempre eternamente. Questa è la dimensione propria dell’utopia.</em></p>
<p>Quinto numero della collana <strong>”Arcipelago”,</strong> dell’editore <strong>Fara</strong>, il volume <em><strong>Architetture utopiche</strong></em>, curato da <strong>Gianfranco Bertagni</strong> è dedicato all’eterna ricerca della perfezione (l’utopia, appunto) e alle sue tensioni, difficoltà, “effetti collaterali”. Tra i saggi raccolti: “L’Atlantide di Platone” (G. Zamagni); “La città felice. Un’utopia realistica” (V. Rossi Ercolani); “Utopia e storia dei sistemi punitivi. Letture da M. Foucault” (M. Cianciosi); “Mandala. Il non luogo della cultura tibetana” (C. Bellini); “Utopia reale, utopia metafisica. Zolla, Eliade, Stolz” (G. Bertagni). Stampato con il contributo dell’Università di Bologna.</p>
<hr />
<p>G. Bertagni (a cura di), <em>Architetture utopiche,</em> ed. Fara, 2000, pp. 160, euro 11,36.</p>
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L’uomo è per sua essenza proteso al futuro: un futuro inteso non solo storicamente, ma anche come riserva di senso che trascende e che attira a sé. La sensazione, tutt’altro che di estraneità, è di riconoscimento di del “lu[...]</itunes:subtitle>
		<itunes:summary> (voce di Luca Grandelis)
L’uomo è per sua essenza proteso al futuro: un futuro inteso non solo storicamente, ma anche come riserva di senso che trascende e che attira a sé. La sensazione, tutt’altro che di estraneità, è di riconoscimento di del “luogo proprio per eccellenza”, ciò che è pienamente corrispondente con la natura più intima, il riposo che dà quiete. Ma è ancora lontano: da attendere, da costruire, da compiere. Sempre eternamente. Questa è la dimensione propria dell’utopia.
Quinto numero della collana ”Arcipelago”, dell’editore Fara, il volume Architetture utopiche, curato da Gianfranco Bertagni è dedicato all’eterna ricerca della perfezione (l’utopia, appunto) e alle sue tensioni, difficoltà, “effetti collaterali”. Tra i saggi raccolti: “L’Atlantide di Platone” (G. Zamagni); “La città felice. Un’utopia realistica” (V. Rossi Ercolani); “Utopia e storia dei sistemi punitivi. Letture da M. Foucault” (M. Cianciosi); “Mandala. Il non luogo della cultura tibetana” (C. Bellini); “Utopia reale, utopia metafisica. Zolla, Eliade, Stolz” (G. Bertagni). Stampato con il contributo dell’Università di Bologna.

G. Bertagni (a cura di), Architetture utopiche, ed. Fara, 2000, pp. 160, euro 11,36.</itunes:summary>
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		<title>Minorenni in vendita. Un libro sul traffico di esseri umani in Europa</title>
		<link>http://www.paginatre.it/online/2012/01/03/5566/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 10:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Calabrò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[traffico di esseri umani]]></category>

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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) Ionela ha quindici anni e lavora come schiava del sesso. Questo è più o meno tutto quel che so di lei, ma mi basta e avanza: devo salvarla a tutti i costi. È stato un avvocato &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2012/01/03/5566/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<p style="padding-left: 30px"><em><img class="alignright size-full wp-image-5567" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2012/01/iana.jpg" alt="" width="168" height="250" />Ionela ha quindici anni e lavora come schiava del sesso. Questo è più o meno tutto quel che so di lei, ma mi basta e avanza: devo salvarla a tutti i costi. È stato un avvocato a darmi l’allarme, stamattina. Mi ha detto al telefono di essere stato contattato da una signora spagnola, una certa Peppi, preoccupata per la sorte di un’adolescente rumena rapita da una banda di trafficanti. Stando alle sue informazioni, Ionela è adesso in pugno a una famiglia di zingari, composta dalla madre, due figli e una figlia. All’inizio, se non ho capito male, questa madre, una ruffiana piuttosto avanti con gli anni, ha proposto a Ionela di ospitarla a casa propria, dato che i suoi genitori litigavano di continuo, per poi prenderla a lavorare con sé al mercato. In capo a tre mesi la babuska le ha annunciato: «vitto e alloggio non sono mica gratis. Mi sei già costata un sacco di soldi, è ora che mi ripaghi il tuo debito. I miei figli ti hanno trovato un lavoro in Turchia. Partirai domani». Una volta in Turchia, Ionela è stata picchiata e minacciata di morte, dopodiché si è piegata a fare ciò che le chiedevano: andare a letto con degli sconosciuti.</em><br />
I. Matei</p>
<p><strong>Iana Matei,</strong> rumena specializzata in sociologia, si è sempre occupata dei ragazzi di strada, fin da quando &#8211; costretta a fuggire dal proprio Paese alla fine del regime comunista &#8211; è emigrata in Australia e ha fondato l’organizzazione “Reaching Out”. Una volta rientrata in Romania, ha scoperto ben presto che anche lì c’erano “ragazze di strada” bisognose di assistenza, ragazzine di tredici-quattordici anni costrette a prostituirsi da organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani. È questa la storia che l’autrice racconta nel suo libro <strong><em>Minorenni in vendita</em></strong> (ed. Corbaccio, 2011): un racconto che fa piazza pulita dei luoghi comuni sulle donne che battono il marciapiede perché non hanno voglia di lavorare, sul mestiere più vecchio del mondo e sulle “slave” che “certe cose ce le hanno nel sangue”. Per il suo impegno internazionale Iana Matei ha ricevuto nel 2006 il riconoscimento come “Eroina dell’anno” dal Dipartimento di Stato americano, nel 2007 ha ricevuto “l’Abolitionist Award” dalla Camera dei Lord inglese e nel 2010 è stata nominata «Europea dell’anno».</p>
<hr />
<p>I. Matei (scritto in collaborazione con Anne Berthod), <em>Minorenni in vendita,</em> ed. Corbaccio, 2011, pp 240, euro 16,60.</p>
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		<itunes:summary> (voce di Luca Grandelis)
Ionela ha quindici anni e lavora come schiava del sesso. Questo è più o meno tutto quel che so di lei, ma mi basta e avanza: devo salvarla a tutti i costi. È stato un avvocato a darmi l’allarme, stamattina. Mi ha detto al telefono di essere stato contattato da una signora spagnola, una certa Peppi, preoccupata per la sorte di un’adolescente rumena rapita da una banda di trafficanti. Stando alle sue informazioni, Ionela è adesso in pugno a una famiglia di zingari, composta dalla madre, due figli e una figlia. All’inizio, se non ho capito male, questa madre, una ruffiana piuttosto avanti con gli anni, ha proposto a Ionela di ospitarla a casa propria, dato che i suoi genitori litigavano di continuo, per poi prenderla a lavorare con sé al mercato. In capo a tre mesi la babuska le ha annunciato: «vitto e alloggio non sono mica gratis. Mi sei già costata un sacco di soldi, è ora che mi ripaghi il tuo debito. I miei figli ti hanno trovato un lavoro in Turchia. Partirai domani». Una volta in Turchia, Ionela è stata picchiata e minacciata di morte, dopodiché si è piegata a fare ciò che le chiedevano: andare a letto con degli sconosciuti.
I. Matei
Iana Matei, rumena specializzata in sociologia, si è sempre occupata dei ragazzi di strada, fin da quando &#8211; costretta a fuggire dal proprio Paese alla fine del regime comunista &#8211; è emigrata in Australia e ha fondato l’organizzazione “Reaching Out”. Una volta rientrata in Romania, ha scoperto ben presto che anche lì c’erano “ragazze di strada” bisognose di assistenza, ragazzine di tredici-quattordici anni costrette a prostituirsi da organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani. È questa la storia che l’autrice racconta nel suo libro Minorenni in vendita (ed. Corbaccio, 2011): un racconto che fa piazza pulita dei luoghi comuni sulle donne che battono il marciapiede perché non hanno voglia di lavorare, sul mestiere più vecchio del mondo e sulle “slave” che “certe cose ce le hanno nel sangue”. Per il suo impegno internazionale Iana Matei ha ricevuto nel 2006 il riconoscimento come “Eroina dell’anno” dal Dipartimento di Stato americano, nel 2007 ha ricevuto “l’Abolitionist Award” dalla Camera dei Lord inglese e nel 2010 è stata nominata «Europea dell’anno».

I. Matei (scritto in collaborazione con Anne Berthod), Minorenni in vendita, ed. Corbaccio, 2011, pp 240, euro 16,60.</itunes:summary>
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		<title>Perché non ci sei più? Un nuovo volume Erickson sull’esperienza del lutto nei bambini</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 16:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Calabrò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Segnalazioni libri]]></category>
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		<description><![CDATA[(voce di Luca Grandelis) A tutti i genitori e a tutti gli educatori è capitato, almeno una volta, di sentirsi chiedere da un bambino che li fissava con sguardo incredulo: “ma è morto per sempre? Poi torna?”. Quasi sempre noi &#8230; <a href="http://www.paginatre.it/online/2011/12/29/5542/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (voce di <a href="http://www.lucagrandelis.it/">Luca Grandelis</a>)</p>
<p style="padding-left: 30px"><img class="alignright size-full wp-image-5543" src="http://www.paginatre.it/online/wp-content/uploads/2011/12/pellai.jpg" alt="" width="130" height="183" /><em>A tutti i genitori e a tutti gli educatori è capitato, almeno una volta, di sentirsi chiedere da un bambino che li fissava con sguardo incredulo: “ma è morto per sempre? Poi torna?”. Quasi sempre noi adulti ci troviamo spiazzati davanti a una domanda tanto comune quanto rivoluzionaria, di fronte alla quale non possiamo mentire. Accettare la morte è un apprendimento importante e tutti i bambini hanno in sé le risorse per farlo. Siamo noi genitori che spesso vacilliamo.</em><br />
A. Pellai e B. Tamborini</p>
<p><strong><em>Perché non ci sei più?</em>,</strong> di <strong>Alberto Pellai e Barbara Tamborini,</strong> è un libro delle edizioni Erickson rivolto a genitori, educatori ed insegnanti, finalizzato a fornire gli strumenti per guidare il bambino nella difficile esperienza della morte. Dall’impostazione grafica molto curata e dal linguaggio semplice e diretto, il libro si divide in quattro parti: <span id="more-5542"></span>1. Cosa sapere &#8211; <em>Dieci domande per capire il lutto</em> 2. Cosa fare (per i genitori) &#8211; <em>Strumenti e spunti per attivare il dialogo sulla morte tra genitori e figli e accompagnare l’elaborazione del lutto in un bambino</em> 3. Cosa fare (per educatori e insegnanti) &#8211; <em>Strumenti e spunti per attivare il dialogo sulla morte a scuola e accompagnare l’elaborazione del lutto in una classe</em> 4. Cosa dice l’esperienza &#8211; <em>Paolo e Teresa: due esperienze di lutto e perdita nella scuola primaria.</em><br />
Con allegato il DVD RAI contenente l’episodio della Melevisione dal titolo “La sposa di Grifo”.</p>
<p><strong>Alberto Pellai,</strong> medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, lavora come ricercatore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Milano, dove si occupa di prevenzione in età evolutiva. Conduce corsi di formazione per genitori e docenti, e nel 2004 ha ricevuto dal Ministero della Salute la medaglia d’argento al merito della Sanità Pubblica. Ha scritto molti libri per bambini, genitori, insegnantie operatori socio-sanitari.</p>
<p><strong>Barbara Tamborini,</strong> psicopedagogista, autrice di numerosi testi educativi per l’età evolutiva, da anni conduce laboratori nella scuola primaria e secondaria. Ha maturato esperienza sui temi della conduzione dei gruppi e dell’educazione socio-affettiva.</p>
<hr />
<p>A. Pellai e B. Tamborini, <em>Perché non ci sei più? Accompagnare i bambini nell’esperienza del lutto,</em> ed. Erickson, 2011, pp. 132, euro 16,50.</p>
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A tutti i genitori e a tutti gli educatori è capitato, almeno una volta, di sentirsi chiedere da un bambino che li fissava con sguardo incredulo: “ma è morto per sempre? Poi torna?”. Quasi sempre noi adulti ci troviamo spiazzati davanti a una domanda tanto comune quanto rivoluzionaria, di fronte alla quale non possiamo mentire. Accettare la morte è un apprendimento importante e tutti i bambini hanno in sé le risorse per farlo. Siamo noi genitori che spesso vacilliamo.
A. Pellai e B. Tamborini
Perché non ci sei più?, di Alberto Pellai e Barbara Tamborini, è un libro delle edizioni Erickson rivolto a genitori, educatori ed insegnanti, finalizzato a fornire gli strumenti per guidare il bambino nella difficile esperienza della morte. Dall’impostazione grafica molto curata e dal linguaggio semplice e diretto, il libro si divide in quattro parti: 1. Cosa sapere &#8211; Dieci domande per capire il lutto 2. Cosa fare (per i genitori) &#8211; Strumenti e spunti per attivare il dialogo sulla morte tra genitori e figli e accompagnare l’elaborazione del lutto in un bambino 3. Cosa fare (per educatori e insegnanti) &#8211; Strumenti e spunti per attivare il dialogo sulla morte a scuola e accompagnare l’elaborazione del lutto in una classe 4. Cosa dice l’esperienza &#8211; Paolo e Teresa: due esperienze di lutto e perdita nella scuola primaria.
Con allegato il DVD RAI contenente l’episodio della Melevisione dal titolo “La sposa di Grifo”.
Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, lavora come ricercatore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Milano, dove si occupa di prevenzione in età evolutiva. Conduce corsi di formazione per genitori e docenti, e nel 2004 ha ricevuto dal Ministero della Salute la medaglia d’argento al merito della Sanità Pubblica. Ha scritto molti libri per bambini, genitori, insegnantie operatori socio-sanitari.
Barbara Tamborini, psicopedagogista, autrice di numerosi testi educativi per l’età evolutiva, da anni conduce laboratori nella scuola primaria e secondaria. Ha maturato esperienza sui temi della conduzione dei gruppi e dell’educazione socio-affettiva.

A. Pellai e B. Tamborini, Perché non ci sei più? Accompagnare i bambini nell’esperienza del lutto, ed. Erickson, 2011, pp. 132, euro 16,50.</itunes:summary>
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