L’isola del silenzio. Un libro Fandango sul ruolo della Chiesa nella dittatura argentina

di Paolo Calabrò. 5 febbraio 2012

«Impaludato nella mitra e negli ornamenti arcivescovili, la personalità di maggior rilievo della Chiesa argentina fu protagonista di un grandioso funerale di stato, coerente con quello che fu la sua vita. [Il cardinale] Caggiano ricevette gli onori militari di un vicepresidente della Nazione. Nella strada, le truppe schierate dinanzi alla Cattedrale presentarono le armi all’uomo che aveva dedicato la vita a esaltarle come strumenti benedetti di salvezza nazionale e spirituale».
Horacio Verbitsky, giornalista argentino di fama internazionale, ricostruisce – nel volume L’isola del silenzio (ed. Fandango, 2006), frutto del lavoro di 15 anni – il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, (continua…)

“Il quaderno di Maya”: l’ultimo romanzo di Isabel Allende

di Simona Gemma. 2 febbraio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Isabel Allende è una delle autrici più importanti e apprezzate della letteratura sudamericana.

I suoi romanzi hanno molteplici sfaccettature, raccontano storie di donne che cercano la propria verità attraverso un percorso introspettivo, un cammino a ritroso che si snoda tra realismo e surrealismo, tra dolore provato, vissuto, come la morte della figlia della scrittrice, e magia, visioni, esoterismo…

“La casa degli spiriti”, “Paula”, “Ritratto in seppia”, “La città delle bestie” sono solo alcune delle opere dove è possibile rintracciare questi aspetti, che fanno la cifra stilistica della Allende. (continua…)

Riflessioni sul linguaggio

di Paolo Calabrò. 2 febbraio 2012

(voce di Luca Grandelis)

«Le parole tecniche e scientifiche costituiscono ormai i due terzi del lessico totale italiano, e chi si prendesse la briga di scorrere in ordine alfabetico qualche decina di pagine di un dizionario enciclopedico contemporaneo ne avrebbe sicuramente l’impressione che in italiano ormai non ci sia nient’altro che termini tecnici».

Tra Chomsky e Searle, Carnap e De Mauro, le Riflessioni sul linguaggio dell’editore Fara (a cura di Alessandro Ramberti) propongono una panoramica di contributi italiani nell’ambito del linguaggio, dalla grammatica all’epistemologia. Cinque gli articoli presentati: “Modelli fonologici e rapporto forma/sostanza nei suoni della lingua” (G. Fiorentino); “Aspetti della formazione delle parole nei lessici scientifici” (L. Lorenzetti); “Quanto deve essere superficiale una teoria profonda?” (A. Ramberti); “La comprensione dei pronomi anaforici” (E. Di Domenico); “Struttura del sintagma nominale in arabo” (G. Lancioni).


A. Ramberti (a cura di), Riflessioni sul linguaggio, ed. Fara, 1993, pp. 130, euro 13.

Recensione di “Filosofia. Corso di sopravvivenza” di Girolamo de Michele

di Alessandro Cartoni. 1 febbraio 2012

Didattica del mondo possibile
(Breve nota al “corso di sopravvivenza” di Girolamo De Michele)

C’è qualcosa di intenso e seducente nell’ultimo libro di Girolamo De Michele: “Filosofia. Corso di sopravvivenza” (Ponte alle grazie, 2011) ed è il fatto che il testo non essendo né un manuale ufficiale, né un saggio filosofico, né tantomeno una raccolta di biografie o exempla esistenziali, alla fine finisce col riassumere tutto questo aggiungendovi una sua qualità etica che ne fa appunto una singolare proposta di “sopravvivenza”.

Partendo dal fatto che il sapere filosofico non è “sopra” la vita e la realtà ma vi sta dentro creandole e creandosi continuamente, l’autore  ci conduce attraverso una stratificazione a volte discontinua, a volte più omogenea, di epoche, problemi, autori e concetti nel tentativo efficace di mostrarci che il tempo del pensiero non  coincide mai con quello della storia del pensiero.

La temporalità “altra” del concetto

Il tempo filosofico è un tempo non storico, ma stratiforme. Questo vuol dire che la filosofia è una cosa molto diversa dalla storia della filosofia, nella quale i filosofi sono infilati come i grani di un rosario e la conoscenza si svolge dal più antico al più recente: col risultato di rendere inspiegabile il perché alcuni tra i più grandi (e secondo molti i due più grandi) sono stati i primi. (continua…)

Sostenere la genitorialità, strumenti per rinforzare le competenze educative

di Paolo Calabrò. 31 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

«Quale intervento educativo per i genitori meno equipaggiati dal punto di vista culturale, più fragili dal punto di vista psicologico, che vivono nei contesti sociali più sfavoriti? Un intervento che sostenga, non imponga e non modellizzi perché non si può davvero più pensare, nella nostra società postmoderna, che ci sia un unico modo, universalmente valido, di educare i bambini, e quindi di formare i loro genitori. Molto però si può fare per rinforzare la loro forza, sostenere la loro fatica, la loro creatività, la loro voglia di progredire».

Un kit dell’editrice Erickson completo di libro (100 pp.), di DVD, di oltre 200 carte illustrate utilizzabili da educatori, operatori psicosociali, insegnanti e formatori per il sostegno a tutti i genitori con figli da 0 a 11 anni in situazioni “a rischio”, con deficit (ad es. intellettivo) o con una sindrome particolare (ad es., ADHD) o anche semplicemente con quei genitori che vivono in una situazione di “normalità” ma hanno voglia di confrontarsi sul loro ruolo.


S. Lavigneur, S. Coutu e D. Dubeau, Sostenere la genitorialità. Strumenti per rinforzare le competenze educative, ed. Erickson, 2011, euro 55. Libro+DVD+schede a colori indivisibili. Edizione italiana a cura di P. Milani, S. Serbati e M. Ius.

Le lacrime di Nietzsche, romanzo biografico di Irvin Yalom

di Paolo Calabrò. 29 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

«Breuer traeva motivo di orgoglio da molte delle proprie qualità personali. Era leale e generoso. La sua genialità diagnostica era addirittura leggendaria: a Vienna era il medico personale di grandi scienziati, artisti e filosofi come Brahms, Brücke e Brentano. A quarant’anni era già conosciuto in tutta Europa, distinti cittadini di ogni parte dell’Occidente precorrevano grandi distanze per venire a consulto da lui. Tuttavia, più di ogni altra cosa traeva orgoglio dalla propria integrità: non una sola volta in vita sua aveva commesso un atto disdicevole».
Jozef Breuer è il migliore, potremmo dire oggi con piglio americaneggiante. Ineccepibile dal punto di vista professionale come da quello personale; fiero dei mezzi della medicina del suo tempo, che padroneggia ben consapevole dei loro limiti; abituato a trattare i casi più disperati e atipici, ogni giorno a contatto con la morte. Così la sua eccezionale vita – di medico, marito, padre – scorre tranquillamente, ordinata, senza scossoni. (continua…)

LA MONTAGNA DI ORESTE FORNO

di Marco Dalla Torre. 26 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

ORESTE FORNO, L’altra montagna (quella che porta più in alto delle cime), Bellavite Editore, Missaglia (LC) 2011, pp. 160, € 13,00. Codice ISBN: 978-88-7511-174-8

Il sole radente di un pomeriggio di novembre illumina il volto di Oreste. Seduti attorno, un gruppo di ragazzini dello Zeta Club che da Milano abbiamo portato in diga, da lui . Sono uomini che si faranno, nonostante ora abbiano tutte le intemperanze e le impertinenze dei giovani ‘metropolitani’. Oreste, iniziando a raccontare, li ha progressivamente avvinti, e ora sentono il freddo in un crepaccio dello Shisha Pangma. È bello vederli così, in silenzio finalmente, assorti e in tumulto nel loro intimo…

L’altra montagna
Lo stesso effetto ha prodotto su di me la lettura dell’ultimo libro di Forno, in cui per altro quello stesso incidente del 1985 viene raccontato (pp. 54-63). Un incidente grave, ma non sufficiente ad aprire totalmente gli occhi: «L’avere visto la morte in faccia non aveva influito più di tanto su di me. Era stato un incidente come ne possono capitare tanti, e quando le ferite si furono rimarginate la mia vita riprese come prima» (p. 62). La montagna, come la vita, bisogna saperla guardare e l’acutezza della vista è questione di maturità interiore più che di diottrie.
In fondo questo mi pare il tema profondo del libro: un lungo apprendistato della capacità visiva del cuore. (continua…)

Conversazioni sull’educazione, di Zygmunt Bauman e Riccardo Mazzeo

di Paolo Calabrò. 23 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Conversazioni sull’educazione (ed. Erickson, 2012) è un libro scritto a quattro mani dal grande sociologo Zygmunt Bauman e dall’intellettuale Riccardo Mazzeo, tra l’altro traduttore dal francese della filosofa Michela Marzano e dall’inglese dello stesso Bauman. L’opera – incentrata sul ruolo dell’educazione “nello scenario della realtà inquietante in cui si trovano calati i nostri figli” – è divisa in venti brevi capitoli che spaziano dalle problematiche del consumo a quelle della disoccupazione, dalle difficoltà dei giovani a quelle dei disabili, passando per le odierne rivolte inglesi e nordafricane e per le riflessioni di autori come Lacan, Zizek, Bateson, Morin. (continua…)

Percezioni

di Paolo Calabrò. 21 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Qualche sera fa sono stato in compagnia di un detective alla ricerca di un lavoro. Era teso, in attesa, concentrato sul pensiero del cliente che avrebbe dovuto incontrare. Neanche poteva immaginare che di lì a poco gli sarebbe capitato fra i piedi – è il caso di dirlo – una novità che gli avrebbe cambiato la giornata. E la carriera. Forse la vita. In verità, in quel momento, non lo sapevo neanche io. (continua…)

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