“Storia di Roma. Ottavo libro.”di Redazione. 14 giugno 2011
Pubblicato “Storia di Roma. Ottavo libro. La monarchia militare (Parte seconda). Cesare” di Theodor Mommsen. Dall’incipit del libro: “Marco Crasso aveva figurato da più anni fra i capi del «mostro dalle tre teste» senza farne effettivamente parte. Egli serviva di contrappeso ai veri autocrati Pompeo e Cesare, o, per dir meglio, egli con Cesare figurava nella bilancia contro Pompeo. Questa parte di collega soprannumerario non era molto onorevole; ma Crasso non prendeva le cose tanto pel sottile quando si trattava di fare il proprio interesse. Egli era commerciante e mercanteggiava.“ Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“Sonetti romagnoli”di Redazione. 13 giugno 2011
Pubblicato “Sonetti romagnoli” di Olindo Guerrini. Dall’incipit del libro: “S’aví pazenzia d’ lezer ste librett Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“I cattivi pastori”di Redazione. 10 giugno 2011
Pubblicato “I cattivi pastori” di Octave Mirbeau. Dall’incipit del libro: “La prima volta che vedemmo Ottavio Mirbeau, o, piuttosto, che lo udimmo, tra il brusìo d’una pubblica riunione, fu nel periodo dell’«affare Dreyfus». Presiedeva un comizio. Ci diede l’impressione di un energico e di un solido. Le sue sopracciglia pronunciatissime, le mascelle possenti, il collo taurino, i baffi enormi spioventi che gli adombrano la bocca stretta; tutto un insieme di lineamenti rigidi gli compongono una fisionomia burbera di vecchio capitano in riposo o di lottatore da fiera.“ Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“Historia di Papa Alessandro”di Redazione. 9 giugno 2011
Pubblicato “Historia di Papa Alessandro, e di Federico Barbarossa Imperatore” di autore anonimo. Dall’incipit del libro: “Signore a te io vengo per aiuto Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“Relazione di un viaggio a Costantinopoli”di Redazione. 8 giugno 2011
Pubblicato “Relazione di un viaggio a Costantinopoli di Giambattista Casti nel 1788 scritta da lui medesimo” di Giovanni Battista Casti. Dall’incipit del libro: “Partii da Venezia col bajlo Foscarini il dì 30 giugno del 1788, e in dieci giorni si giunse a Corfù, isola fertile, e ricca specialmente in olj squisiti. La città non è nè bella, nè ben fabbricata, ma cinta di buone fortificazioni, difesa da due rispettabili castelli, e fornita di bella e copiosa artiglieria. Ella è capitale di tutto il levante veneto, e residenza de’ principali capi dell’armata di terra, e di mare. Tutto il tempo che ivi si restò fu impiegato in complimenti d’etichetta, e in cerimonie di rappresentanza, come colà è antichissimo uso di fare all’arrivo di ciascun bajlo.“ Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“I mille”di Redazione. 7 giugno 2011
Pubblicato “I mille. Da Genova a Capua” di Giuseppe Bandi. Dall’incipit del libro: “Vuoi tu, dunque, amico caro, ch’io ti racconti quel che videro i miei occhi ed udirono i miei orecchi nell’avventurosa corsa che facemmo da Genova a Marsala ne’ primi giorni di maggio del 1860, quando saltò in testa a Garibaldi il ticchio di fare quella che parve da principio una gran pazzia, e fu giudicata di poi opera egregia e principalissima tra le sue più belle?“ Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“Ceneri e faville”di Redazione. 6 giugno 2011
Pubblicato “Ceneri e faville” di Pietro Gori. Dall’incipit del libro: “Come al suo nascere, così pure innanzi di morire il nostro giornale manda a te, o popolo, la parola del saluto e dell’incitamento. L’Amico del Popolo, cade, non vinto, ravvolto nelle pieghe della sua bandiera. Cade, ma non muore. Un re, che il Giusti chiamò il Savoiardo dai rimorsi giallo, e che i cortigiani spudoratamente appellaron magnanimo, elargì nel 1848 una legge sulla stampa, mutilatrice di quel cencio di libertà – se è permesso contaminare la santa parola – nello statuto promessa.“ Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“Gli Elogi del porco”di Redazione. 1 giugno 2011
Pubblicato “Gli Elogi del porco” di Giuseppe Ferrari. Dall’incipit del libro: “Eccovi o giudiciosi Lettori, un Furto Poetico. Questa volta l’Amicizia e l’inviolabile Dritto di fedeltà sono stati oggetti per me di lieve momento. Una siffatta tradigione usata ad un Amico per il pubblico bene, e per i vantaggi della Repubblica Letteraria mi fa anzi superbo. Le Opere magistrali degli Eruditi, e de’ Vati egregi non debbono giacere inutilmente sconosciute fra obblio, e la polvere. I Dotti hanno ragione di goderne. I due seguenti Berneschi Capitoli meritavano le Stampe. Sono figli felici di non vulgare Ingegno, e noto a tutti. L’Abbate Giuseppe Ferrari Segretario in Casa Rangone ne fu l’Autore.“ Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
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