Sulle tracce del sogno dell’uomo. Intervista a Maria Roberta Cappellinidi Paolo Calabrò. 10 febbraio 2012
Un libro dedicato al sogno dell’uomo. Qual è questo sogno, espresso fin dal titolo? Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
Passaggio d’epoca. Intervista a Pietro Barcellonadi Paolo Calabrò. 1 febbraio 2012
Ha scritto che l’Italia è diventata “un Paese gelatinoso a causa del deficit di politica”. Che vuol dire? Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
La nebbia negli occhi. Intervista a Rita Montanaridi Matteo Bianchi. 7 gennaio 2012
Da una rosa può venir fuori un drago. Durante la presentazione presso la Sala Agnellidella Biblioteca Comunale Ariostea della sua ultima raccolta in versi, Le piume del tempo (Este Edition, 2011), la scrittrice Rita Montanari ha rievocato ai presenti in che modo il tragitto compiuto per anni tutte le mattine mentre si recava al Liceo scientifico di Codigoro, abbia influenzato il suo lirismo. Alla guida dell’auto che attraversava la strada fiancheggiata dai platani, in mezzo alla nebbiosa campagna, vacua e colma al tempo stesso di ricordi e aspettative. Proiezioni velate in cui abbandonarsi, o ricaricarsi prima di affrontare la routine quotidiana. Uno spazio atemporale per sé, per il proprio io interiore. La nebbia e il non-tempo di Ferrara che hanno scosso le vene e la penna di altri autori di queste terre, dal celebre Roberto Pazzi, al più giovane e acuto Matteo Pazzi, entrambi visionari, ma ben aggrappati al rosso dei cotti delle mura cittadine. Un tono umanista chela Montanari ha trattato anche nelle prose giovanili.
Tag: Este Edition, Le piume del Tempo, Matteo Bianchi, Matteo Pazzi, poesia, Rita Montanari, Roberto Pazzi.
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Consoft Sistemi: innovazione… nella paritàdi Luca Grandelis. 29 novembre 2011
D: Direttore, lei è al vertice di un gruppo che da tempo si può definire “Grande Azienda”. Il timone è suo – in questo ruolo o in ruoli analoghi – dalla nascita dell’azienda. Un’azienda che ha superato egregiamente sino ad oggi le innumerevoli crisi di mercato (globale o specifico del settore), incrementando il proprio fatturato ed affermandosi sempre più nell’ambito specifico dell’ICT. Questo lo sappiamo tutti. L’obiettivo dell’intervista però è un altro, che conosciamo io e lei, ma che vorrei i lettori scoprissero pian piano. Rimaniamo quindi un po’ sul vago… inizi col dirmi qualcosa della sua azienda. R: E’ un po’ difficile per me fare la misteriosa, ma potrei iniziare dicendole che ogni azienda ha delle peculiarità che la caratterizzano , che la identificano, che in qualche modo rappresentano il DNA aziendale, l’anima aziendale; rimangono sempre nell’azienda anche quando questa cresce, cambia, evolve. Loro rimangono, più o meno visibili, e sono lo strato duro ed immutabile. D: Quindi quali sono le peculiarità della Consoft Sistemi? R: Una è quella tecnologica, siamo nati come azienda tecnologicamente all’avanguardia e continuiamo ad essere così; siamo sempre affascinati dagli aspetti innovativi, investiamo per essere sempre sull’innovazione, non ci piace “stare fermi”. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
Blanchard close. Un nuovo libro di Matteo Chiavaronedi Paolo Calabrò. 29 settembre 2011
Blanchard Close: è il nome di una strada londinese a dare il titolo al suo libro. Ma è poi davvero solo una via residenziale della zona di Bromley? Quali prospettive schiudono queste due parole? Commenta questo articolo (ora ci sono: 1 commento).
Da Platone a “Lost”. Un colloquio sulla “pop filosofia” con Simone Regazzonidi Matteo Veronesi. 27 settembre 2011
D. La novità, è stato detto, è tale solo nella misura in cui è in relazione all’esistenza di una grandezza passata. E l’asserto potrebbe valere per ogni avanguardia che non si esaurisca nel gesto arbitrario e provocatorio. Forse, vale anche per una avanguardia filosofica come la pop filosofia, che opera un trattamento della novità trasvalutando le tradizionali categorie del pensiero attraverso l’istituzione di un pensiero che si realizzi per contaminazione. Che la pop filosofia che lei pratica non prescinda dai maestri del passato è evidente, sebbene l’obiettivo non fosse quello di legittimarsi o di delegare una reggenza ad altro ma di incrociarsi con la popular culture, ambito che, come lei afferma, è divenuto indispensabile per una filosofia che non sia solo autoreferenziale. L’innovazione allora sta nella maniera di assumere la tradizione filosofica, nel farla interagire con le cose con le quali la cultura di massa quotidianamente si confronta. Che stima ha lei del senso comune, come si figura il lettore non specialista alle prese con i suoi libri, di non facilissima lettura? Se, come lei stesso scrive, la pop filosofia è crossover in senso lato, dunque anche per il fatto che essa giunga “a un pubblico che di norma non legge filosofia”? (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 1 commento).
Tra metafisica e storia. Intervista a Stefano Santasiliadi Paolo Calabrò. 10 giugno 2011
![]() Santasilia, Tra metafisica e storia Stefano Santasilia si è laureato in filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Successivamente ha conseguito la Licenza in Filosofia e Mistica presso l’Ateneo Sant’Anselmo in Urbe e il dottorato in “Culture dei Paesi di Lingue Iberiche e Iberoamericane” presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. I suoi interessi di ricerca vertono sull’antropologia filosofica, sulla filosofia spagnola e ispanoamericana, e sulla filosofia della religione. Autore di saggi su alcuni esponenti del pensiero ispanico e francese, ha curato, insieme a Giuseppe Cacciatore e Pio Colonnello, il volume Ermeneutica tra Europa e America Latina (Armando, Roma 2008). Ha trascorso periodi di studio presso la Universidad Autónoma de Madrid, la Universidad Intercontinental de México e la Universidad Nacional Autónoma de México. Ha partecipato a numerosi congressi in Italia, Spagna e Messico. Ha tenuto cicli di lezioni e seminari nelle Università di Città del Messico e di Morelia. Attualmente collabora con la cattedra di Filosofia Teoretica presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università della Calabria. Lo abbuiamo intervistato a proposito del suo ultimo libro, Tra metafisica e storia. L’idea dell’uomo in Eduardo Nicol (ed. Le Càriti, 2010). Prof. Santasilia, la sua formazione inizia dalla mistica: si è laureato in filosofia con una tesi sulla mistica in Thomas Merton, perfezionando gli studi al Sant’Anselmo di Roma, conseguendo anche la licenza in Filosofia e Mistica con una tesi sull’influenza di Meister Eckhart nella fenomenologia di Michel Henry. Come nasce successivamente il Suo interesse per la filosofía hispánica? Per rispondere in maniera esaustiva e diretta al suo quesito, credo sia necessario riprendere una distinzione, nonché questione, fondamentale riguardante appunto la definizione filosofía hispánica. Se con essa intendiamo individuare solo una distinzione di carattere storiografico, ossia ci rivolgiamo ad autori di origine spagnola o latinoamericana, allora posso con certezza risponderle che tale interesse è sorto proprio a partire dai miei studi sulla mistica: lavorando su Thomas Merton e sulla lettura che questi effettua delle opere di San Giovanni della Croce e Teresa d’Avila, il mio interesse si è progressivamente spostato su alcuni autori del siglo de oro e, infine, sul pensiero spagnolo in generale. Di qui, lavorando su alcune ricognizioni storiografiche, nello specifico le opere di José Luis Abellán, ho rivolto la mia attenzione ad alcuni autori dell’esilio, tra cui appunto Eduardo Nicol. Il filo rosso che lega tali tappe nel mio itinerario di ricerca è sicuramente individuabile nelle questioni della “fondazione della soggettività” e del “limite”. Se, invece, si vuole intendere filosofía hispánica come una maniera peculiare di pensare, differente da altre “filosofie nazionali o regionali”, allora non posso che rimandare al giudizio che lo stesso Eduardo Nicol dà rispetto a tali considerazioni, ossia che non siamo più nel campo della filosofia, bensì dell’ideologia; utile, magari da un punto di vista politico o storiografico, ma completamente fuorviante dal punto di vista filosofico. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
Il sapere affettivo. Intervista a Pietro Barcellonadi Paolo Calabrò. 5 giugno 2011
![]() P. Barcellona, Il sapere affettivo Pietro Barcellona, già membro del Consiglio superiore della magistratura e deputato alla Camera, è professore emerito di Filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: Elogio del discorso inutile (Dedalo, 2010); Incontro con Gesù (Marietti, 2010); Viaggio nel Bel Paese. Tra nostalgia e speranza (Città aperta, 2010); (con F. Ventorino), L’ineludibile questione di Dio (Marietti, 2010); L’oracolo di Delfi e l’isola delle capre (Marietti, 2009); Il furto dell’anima. La narrazione post-umana (Dedalo, 2008). L’abbiamo intervistato a proposito del suo ultimo libro, Il sapere affettivo, edito da Diabasis nella collana Asteroidi (2011). Il “sapere affettivo”: una nuova forma di sapere, o la riscoperta di qualcosa d’antico? Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
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