Futura Francesca

di Redazione. 24 ottobre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il nuovo gioco online di Telecom Italia.

Sta arrivando il futuro. Sta arrivando Futura Francesca!

Futura Francesca è un gioco online che ti permette di scrivere il seguito dello spot Telecom Italia 2011. Potresti davvero vedere la tua storia diventare un video spot per il web, e vincere un Olipad!

Come sarà il futuro? Quali tecnologie ci aiuteranno a raccontare le nostre emozioni? Decidilo tu. Racconta la vita di una bambina appena nata, le sue avventure, le sue tecnologie, le sue emozioni. C’è sempre una nuova Francesca, sempre un nuovo futuro dietro l’angolo. Trova tu la strada! (continua…)

Michael S. Hart è morto, il suo lavoro no

di Marco Calvo. 11 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Con il passare dei giorni, diventa sempre più evidente che con poche eccezioni (es. La Stampa) i media e le cerchie di intellettuali che collaborano alle pagine culturali dei principali quotidiani non hanno capito chi è stato il fondatore del progetto Gutenberg, Michael S. Hart.

A differenza che sui mezzi di comunicazione tradizionali, su Internet molti hanno dedicato spazio al suo lavoro e hanno reso merito alla sua capacità di guardare avanti. È stato detto, con una forzatura non così eccessiva, che Hart ha inventato l’e-book. Ma non c’è bisogno di ricorrere a immagini forti per dire che ha ispirato tantissimi progetti di biblioteca digitale nel mondo (ha sicuramente ispirato noi di Liber Liber) e che è stato fra i pochi a capire quanto Internet può favorire il lavoro collaborativo e disinteressato. Come pure non gli si può non essere grati per avere regalato al mondo uno dei primi esempi pratici di cultura veramente libera.

È stato anche detto che il suo contributo alla letteratura è stato molto più significativo di tanti premi Nobel. Un parere che sottoscrivo senza esitazioni.

Questa situazione mi fa tornare alla mente quei canuti opinionisti che si lamentano delle nuove generazioni, e del generale declino della cultura. Ai loro occhi nei bei tempi andati si producevano capolavori nel campo della musica, della letteratura e dell’arte in generale. Mentre oggi c’è solo la televisione, con le sue veline.

(continua…)

Liber Liber saluta Michael S. Hart

di Redazione. 6 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

È morto Michael S. Hart, fondatore del progetto Gutenberg, la prima biblioteca digitale ad accesso gratuito su Internet, fondata già nel 1971. Il progetto Gutenberg ha ispirato molte iniziative simili nel mondo, compresi noi di Liber Liber.

Michael S. Hart è morto “giovane” per la durata della vita media attuale, a soli 64 anni. Ma il suo amore per i libri, e i suoi ideali, ce lo faranno ricordare per sempre.

La notizia della sua morte avrà poca eco sulla stampa; non perché il contributo di Hart sia di poco conto, ma solo perché viviamo in un sistema di media che non sa dare spazio al mondo no profit. Per fortuna ci sono milioni di persone, su Internet e fuori, che si dedicano al volontariato, e che capiscono e apprezzano il lavoro di Michael S. Hart. (continua…)

Amari assiomi sull’odierna industria editoriale

di Matteo Veronesi. 8 agosto 2011

1. Se è vero che ogni anno le circa tremila case editrici italiane sfornano circa cinquantamila nuovi titoli (il dato è di qualche anno fa, e forse va rivisto al rialzo), allora è lecito supporre, sulla base di un calcolo di massima fondato su rapide occhiate ai settori di uno di quei grandi supermercati che sono ormai diventate le grosse librerie (in uno di quegli immensi deserti di carta senza piste e senza oasi, ancora più aridi e soffocanti nell’afa agostana incombente sulla città semideserta), che meno di un decimo di essi approdi sugli scaffali delle distribuzione e della vendita (“distribuzione e vendita”, proprio come se si trattasse di prodotti alimentari o d’altra natura – “materiali librari”, dunque, come dice il gergo biblioteconomico, destinati al consumo, alla metabolizzazione, alla marcescenza, alla degradazione, all’espulsione, alla dispersione).

2. Alla luce di ciò, e visto che, a tutt’oggi, purtroppo, poco più di un decimo circa del mercato librario passa attraverso i canali più liberi, diretti e diversificati della rete, dell’editoria digitale o della vecchia vendita per corrispondenza, è possibile confermare, e razionalizzare, l’intuitiva percezione che almeno il novanta per cento dei libri stampati (e la quasi totalità di quelli contraddistinti da un qualche valore culturale, e dunque da un certo grado di complessità, e per ciò stesso rivolti ad un pubblico esiguo ed elitario) appartenga alla cosiddetta “editoria sovvenzionata”, ovvero prefinanziata da un ente pubblico, dai feudali fondi “ex settanta per cento” gestiti dai baroni accademici con criteri non sempre trasparenti ed equi (e spesso destinati ad un sottobosco di piccole case editrici cresciute all’ombra degli atenei, e sovente di proprietà di amici e parenti degli stessi prelodati baroni), o, più semplicemente e più frequentemente, dagli autori medesimi. (continua…)

Anche Wikimedia Italia risponde alla SIAE

di Redazione. 15 luglio 2011

(voce di Luca Grandelis)

Anche l’associazione Wikimedia Italia replica alle 10 domande poste dalla SIAE un paio di giorni fa sulla questione AGCOM (vedi). Il tenore sottilmente ironico delle domande di Wikimedia Italia contiene in sé riflessioni di grande interesse. Ecco le dieci contro-domande:

  1. Perché la SIAE continua a non distinguere tra proprietà intellettuale e sua remunerazione, facendo credere che quest’ultima sia obbligatoria e impedendo all’autore di scegliere se e come farsi pagare?
  2. Perché la SIAE continua a parlare di “furto” della proprietà intellettuale (cioè lo spacciare per propria l’opera creata da altri), quando in realtà spesso si tratta solo di virtuale ed eventuale mancato incasso delle royalties?
  3. Perché la SIAE ritiene che l’immissione illegale di opere protette da copyright non possa essere perseguita e punita dalla magistratura (unico organo costituzionalmente preposto all’amministrazione della giustizia), come ogni altro illecito, e plaude al provvedimento AGCOM che porta in pratica alla giustizia fai da te? (continua…)

La SIAE sulla Luna

di Marco Calvo. 14 luglio 2011

(voce di Luca Grandelis)

Ieri la SIAE ha rilasciato un comunicato sul provvedimento AGCOM per il diritto d’autore.

Il contenuto è sorprendente; non ho il tempo per commentarlo integralmente, e forse non è neanche interessante farlo. Mi limito ai primi due punti, che sono comunque rappresentativi. Scrive la SIAE:

1. Perché il diritto d’autore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato?

2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale? Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?

(continua…)

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Liber Liber su RAI Report

di Redazione. 8 aprile 2011

Nella prossima puntata di Report faranno cenno anche di Liber Liber. Se siete curiosi, come noi, di vedere come viene percepito il nostro lavoro, sintonizzatevi su RAI 3 domenica 10 aprile alle 21:30.

Ecco intanto l’anteprima della puntata (a cura di RAI Report):

“Condividi” e “connetti” sono le parole del momento su tutte le piattaforme sociali: Facebook, Youtube, Twitter, Foursquare, LinkedIn… Ce ne sono ormai a decine e anche chi aveva delle remore si sta iscrivendo.

Tra gli Italiani che vanno su internet, 1 su 2 usa Facebook e il suo fondatore Mark Zuckerberg a 26 anni si è fatto un gruzzolo di 7 miliardi di dollari. Anche Larry Page e Sergey Brin avevano 26 anni quando hanno fondato Google e oggi si son messi da parte 15 miliardi di dollari a testa. E’ una nuova corsa all’oro nel Far West digitale. Milioni di Gigabytes delle nostre informazioni personali scalpitano per uscire dai corral delle fattorie di server californiane. (continua…)

Come nasce un caso giornalistico

di Luciano Giustini. 13 gennaio 2011

Alcune sere fa mi è capitato di leggere su Facebook un invito pubblicitario (almeno, era nella colonna dell’advertising) a consultare un articolo su tech.fanpage.it riguardante una delibera che ci avrebbe coperto di ridicolo di fronte al mondo intero, relativa a Youtube ed altre piattaforme di tv service, in merito all’obbligo di rispetto di alcune regole proprie della tv. Leggendo l’articolo, effettivamente il testo sembrava parlar chiaro, con molti link a dimostrare la tesi presentata.

L’incipit fortemente polemico:

“YouTube è una TV: le delibere Agcom indignano i media internazionali”

E’ davvero svilente scorrere i titoli dei principali blog tecnologici (inglesi e statunitensi) e constatare, dolorosamente, che le decisioni prese dalle istituzioni italiane in materia di Internet e tecnologia fanno ridere i polli, indignano gli addetti ai lavori e gettano nello sconforto i web-journalist che, ormai, non sanno più come commentare le notizie senza offendere la sensibilità di chi ha preso certe decisioni (continua…)

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