Fortapàscdi Franco Pecori. 16 aprile 2009
![]() Fortàpasc Titolo: Fortapàsc di: Marco Risi, anno 2008 I mostri del nostro tempo sono tutt’altro che comici. Fanno paura. Se provi a raccontarli rischi la vita. E guai se pretendi, da giornalista, di non fare semplicemente l’”impiegato”, aspettando che le notizie arrivino da sole in redazione. Se ti muovi, se sei curioso e vai sul campo, è facile che trovi delle sorprese, brutte il più delle volte. (continua…) Nessun commento.
A prova di spiadi Franco Pecori. 23 settembre 2008
Titolo originale: Burn After Reading Con: Brad Pitt, George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Matt Walton, Logan Kulick, Richard Jenkins. Leggero ma non troppo. Il terzo capitolo della “Trilogia dell’idiota” dedicata alla bravura di George Clooney (Fratello, dove sei?, 2000 e Prima ti sposo, poi ti rovino, 2003) continua nella critica sociale già espressa in chiave drammatica in No country for old men (Oscar 2008). Cambiato il registro (qui siamo nella commedia), non si attenua l’ironia, anzi si tinge a tratti di finissimo sarcasmo. La cinepresa è puntata sulle incoscienze degli americani, sui loro tic indicativi di una multiforme alienazione che rende paradossali certi loro modi di essere, nelle situazioni usuali riferite sia alla quotidianità spicciola sia ai livelli più impegnati e segreti dell’Intelligence. (continua…) Nessun commento.
Un giorno perfettodi Franco Pecori. 12 settembre 2008
Un po’ di ironia non guasterebbe. Questo Mastandrea è troppo rigido, con la faccia seria e cattiva, non vede l’ora di concludere tragicamente la propria vicenda di marito respinto. E con la sua legnosità condiziona il racconto, esaltando per contrappasso la sciaguratezza della moglie (Ferrari), sbattendola persino fuori ruolo, via per una tangente paradossale che finisce per svuotare la portanza del contenuto (l’origine è il romanzo “stregato” di Melania Mazzucco, 2003). Il film sembra divorato dall’attualità, le situazioni si consumano in una sorta di rispetto totale dei riferimenti tematici esterni, esigentissimi verso una sceneggiatura perfettamente misurata sul grado di comprensibilità convenzionale generalista. (continua…) Nessun commento.
E venne il giornodi Franco Pecori. 16 giugno 2008
Il cammino di Shyamalan (Signs, The Village, Lady in the wather) è talmente unidirezionale nella sua vaghezza da rendere poco misterioso il mistero, la misteriosa necessità degli umani di dover contare sull’amore, l’amore che unisce e che pulisce, per fronteggiare i problemi del mondo. Via gli egoismi e i sospetti, il futuro tornerà ad esserci amico solo se sapremo recuperare il tesoro che è dentro di noi. Non dovremo arrenderci alla minaccia, dovremo invece cercare di comprenderla, con l’aiuto della scienza e soprattutto non perdendo la fiducia nella continuità della vita. (continua…) Nessun commento.
Oncedi Franco Pecori. 9 giugno 2008
Al suo terzo lungometraggio (November Afternoon, 1977, On The Edge, 2001), l’irlandese Carney accentua la sua scelta di metodo nel senso del cinema d’autore dalle tipiche caratteristiche “indipendenti”, nella concezione e nella fattura. Sceneggiatura tenue e quasi inesistente a vantaggio di un’autonomia dello svolgimento filmico, che di momento in momento produce il proprio senso in funzione di ciò che davanti al cineocchio accade per una sola volta. E’ il mito della “cattura”, se non della “realtà”, almeno del “materiale profilmico” più o meno improvvisato e lasciato vivere di per sé. (continua…) Nessun commento.
Il divodi Franco Pecori. 30 maggio 2008
Un altro “amico di famiglia” ? Il paragone ci può stare, fatte le debite differenze e proporzioni tra il precedente film di Sorrentino, L’amico di famiglia appunto (2006), e questa sarcastica e, in diverso modo, surreale “biografia” di Giulio Andreotti. Se l’usuraio Geremia (il bravo Giacomo Rizzo) riteneva, perfino con una punta di esistenzialismo, di svolgere nell’Agro Pontino un’attività socialmente utile, Andreotti (il bravissimo Toni Servillo), fermo e chiuso nel suo potere “divino” (poté dire a Papa Wojtyla: «Se permette, Santità, Lei non conosce il Vaticano») sembra recitare – e forse ne è convinto – il ruolo di chi, per la salvezza del suo Paese (continua…) Nessun commento.
Sanguepazzodi Franco Pecori. 27 maggio 2008
Pensava di fare finalmente il film che non gli era mai riuscito di fare, Sanguepazzo, ma il sogno restò tale. Nato a Costantinopoli, nel 1906, da un commerciante palermitano e da una ricca libanese, il tenente della Decima Mas Osvaldo Valenti fu “giustiziato” a Milano dai partigiani, all’alba del 30 aprile 1945, cinque giorni dopo la Liberazione, insieme alla sua amante, Luisa Ferida. Era stato un attore famoso negli anni del fascismo (continua…) Nessun commento.
|