Counseling motivazionale. Cambiare per crescere con gli altri

di Paolo Calabrò. 16 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

«Il counseling motivazionale, un metodo clinico dalle solide basi empiriche, è oggetto di sempre maggior interesse nei percorsi terapeutici, nei servizi sociali e sanitari, nonché in ambito di ricerca. A questa crescita esponenziale di interesse si è accompagnata una domanda di nuove opportunità di apprendimento. A fronte di tale domanda sono stati elaborati diversi metodi. L’intervento da parte di formatori esperti nel counseling motivazionale è un importante strumento iniziale, ma troppo spesso non è possibile prevedere alcun momento di follow-up, né di feedback, a favore dei discenti. I libri tradizionali sul counseling motivazionale forniscono molti elementi di inquadramento generale, ma non altrettante opportunità per sperimentarli in pratica. I video, che permettono di osservare alcuni modelli applicativi, sono comunque strumenti osservativi fondamentalmente passivi. I siti internet interattivi e i materiali in DVD rappresentano delle soluzioni relativamente nuove, ma ancora poco sviluppate. Ciò che manca tra tutte queste risorse è un testo che faciliti l’apprendimento dei concetti di base e che permetta di mettere in pratica le relative abilità: da soli, con gli altri e con i clienti».

Un manuale Erickson per chi, lavorando con le persone, si trova sovente nella necessità di aiutarle a cambiare (questo è il fine della disciplina denominata counseling motivazionale). Nel libro – in cui l’autore prende spunto dalla propria esperienza sul campo – vengono proposti esercizi dal diverso grado di complessità, da svolgere singolarmente o in coppia e da applicare nella propria pratica professionale. Tra i principali argomenti: I fondamenti del counseling motivazionale – Le abilità DARS – L’ascolto riflessivo – Gestire la resistenza – Aprire una sessione – Condividere informazioni – Negoziare un piano di cambiamento.


D.B. Rosengren, Guida pratica al counseling motivazionale. Manuale per i professionisti sociali e sanitari, ed. Erickson, 2011, pp. 431, euro 29. Edizione italiana a cura di V. Scagliusi, M. Scaglia, V. Spiller, S. Venuti.

Carlo Gravino: “Il dio imperfetto”, Palomar, 2010

di Bartolomeo Di Monaco. 15 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Nelle scarne note di copertina si apprende che l’autore, classe 1958, ha al suo attivo un romanzo scritto nel 2003: “Le Storie e gli Eventi”.
Vive a San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, un paese che conosco grazie alle opere di un amico che vive a Lucca e che nacque proprio lì tanti anni fa, Dino La Selva, ora medico in pensione, figlio di Giovanni, che fu prefetto anche di Lucca, letterato pure lui (tradusse “I fiori del male” di Baudelaire). Chi sa se Gravino, molto più giovane, non lo abbia conosciuto in occasione dei suoi ritorni al paese, di cui ha molto narrato (“Fiabe di Capitanata” e “Racconti minimi di San Marco in Lamis e dintorni”, ad esempio).
Anche nel romanzo di Gravino si narra del ritorno al paese natale del protagonista Marco in occasione della morte della nonna aterna. È inverno, fa freddo, cade la neve: “Il vento faceva vibrare i vetri degli alti balconi e vi attaccava sopra schegge di nevischio.” Niente di più naturale abbandonarsi ai ricordi, srotolare la memoria. È ciò che accade a Marco, un uomo di successo che però ora è turbato dai rimorsi di non aver curato come doveva l’affetto che la nonna nutriva per lui.

L’autore racconta con una scrittura quieta, rotonda e mai superflua: “La notte incuteva timore alla nonna; lei apparteneva a un tempo nel quale l’oscurità era popolata di presenze misteriose, che calavano nella valle dai più nascosti dirupi delle montagne per vagare tra le stradine del paese e mischiarsi alle mille ombre dipinte dal chiarore della luna.
La memoria può colmare la solitudine, ma nello stesso tempo, allorché appare, registra una ferita, una sconfitta, una resa. Ancor più se essa ci afferra nel momento in cui il confronto della nostra vita è con la morte. Essa misura il nostro coraggio o la nostra vigliaccheria. Ci mette a nudo. (continua…)

Fenomenologia della scoperta. Epistemologia a tuttotondo dall’editore Bruno Mondadori

di Paolo Calabrò. 13 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Ricco di spunti, di aperture, di connessioni, si presenta il libro di Mauro Maldonato (a cura di) dal titolo Fenomenologia della scoperta (ed. B. Mondadori, 2011). Un progetto che parte dalla domanda – inevasa da millenni – sul significato della scoperta (soprattutto scientifica, ma non solo) con l’ambizione di indagarne ogni risvolto, seguendone i percorsi e intessendone le relazioni con l’invenzione, l’intuizione, la coscienza, la metafora, l’immaginazione, l’emozione.
Si potrebbe parlare a lungo dei tanti saggi contenuti, che spaziano tra la medicina e l’economia, la filosofia della scienza e la linguistica, tra i quali spiccano – oltre a quello del curatore – gli studi del genetista Edoardo Boncinelli, dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, di Giuseppe Gembillo, esperto della complessità e docente all’Università di Messina, Edoardo Massimilla, docente di filosofia all’Università Federico II di Napoli. (continua…)

Nasce la collana Garamond “Cambiamo modello”

di Redazione. 12 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Comunicato Stampa

L’associazione statigeneralinnovazione.it e la casa editrice Garamond hanno siglato un accordo per la nascita della collana “Cambiamo modello”, curata dall’associazione.

Obiettivo principale della collana è creare un luogo di confronto e proposta sui nodi principali legati alla profonda trasformazione che è necessaria per l’innovazione del Paese e l’uscita dalla crisi. L’iniziativa si colloca nel costante impegno di Garamond per sostenere l’innovazione negli approcci e nelle pratiche quotidiane, a partire dal mondo della Scuola.

Gli ebook permetteranno anche di dare un’ampia diffusione ai contenuti elaborati dai gruppi di lavoro operanti nell’ambito dell’iniziativa Stati Generali dell’Innovazione: proposte, ricerche, studi, buone pratiche che potranno essere così fruibili facilmente anche a chi non partecipa attivamente ai gruppi di lavoro e non accede ai materiali in continua evoluzione pubblicati sulla piattaforma web dell’associazione. (continua…)

“Il fuoco bisogna di legna”e le molteplici connotazioni della poesia

di Patrizia Garofalo. 11 gennaio 2012

Sulla 38. Testi di Nicola Scinetti, foto di Marcello Mariana, in Almanaccone 2012, Edizioni Labos (www.tellusfolio.it)

Se il fuoco ha bisogno di legna per non diventare cenere e morire così come la vita, se il fuoco lo si cerca nell’inventario di ieri schedato nelle mani della fotografia di Mariana e nelle parole scheggiate di Scinetti, è vero anche che da altri fuochi ubriachi necessita allontanarsi. La Madama scruta da vicino e brucia, non solo l’autista ce l’ha con se stesso… anche La Madama. E c’è in giro anche chi getta la speranza nel fuoco. Sulla statale 38 “deserta come la strada verso il sonno”, ricordi di foto in bianco e nero, delle vecchie 600, dei santini protettori regalati da mogli e fidanzate “appiccicati sopra la leva del cambio” iniziano il percorso. Dallo specchietto retrovisore tutto si rimpicciolisce man mano che si va avanti sulla 38 che, oltre che una pistola, è la statale dello Stelvio. Tutto sembra ormai inghiottito dal buio, tra poco non esisterà più neanche La Madama, la protesta, le mani dietro la schiena. “Quando qualcosa ti crea molto dolore, prova a mettere il cannocchiale dalla parte della lente che allontana” scriveva Pirandello ed è così… forse. Non ci sono punti di riferimento da quando hanno messo le rotonde, nessuna indicazione di uscita, una ruota impazzita, un girare a vuoto mentre il lampione acceca. “C’è chi non guarda. E va oltre…/ Sono pazzo. Sono felice”. (continua…)

TRA-DIS-CO Trame di disprezzo coerente e licantropo

di Alberto Carollo. 10 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Nina Nasilli, TRA·DIS·CO trame di disprezzo coerente e licantropo
(Book Editore – Poesia, 2010, pp. 103, € 14,50,
ISBN 978-88-7232-654-1)

Nina Nasilli è un nome d’arte, e questa è già una prima indicazione importante per tentare di orientarsi nel dedalo del suo esercizio poetico. L’artista nasce a Rovigo nel 1968; a sette anni scrive le sue prime poesie; nel 1992 conclude il suo ciclo di studi a Padova, una laurea in lettere antiche col massimo dei voti. Seguono anni di profonda inquietudine, dove l’urgenza espressiva la porta a dipingere le proprie liriche. Espone a Gand, Parigi, Madrid, persino in Australia, Singapore, Shangai e New York. (continua…)

Architetture utopiche. Saggi sulla (im)perferzione a cura di Gianfranco Bertagni

di Paolo Calabrò. 10 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

L’uomo è per sua essenza proteso al futuro: un futuro inteso non solo storicamente, ma anche come riserva di senso che trascende e che attira a sé. La sensazione, tutt’altro che di estraneità, è di riconoscimento di del “luogo proprio per eccellenza”, ciò che è pienamente corrispondente con la natura più intima, il riposo che dà quiete. Ma è ancora lontano: da attendere, da costruire, da compiere. Sempre eternamente. Questa è la dimensione propria dell’utopia.

Quinto numero della collana ”Arcipelago”, dell’editore Fara, il volume Architetture utopiche, curato da Gianfranco Bertagni è dedicato all’eterna ricerca della perfezione (l’utopia, appunto) e alle sue tensioni, difficoltà, “effetti collaterali”. Tra i saggi raccolti: “L’Atlantide di Platone” (G. Zamagni); “La città felice. Un’utopia realistica” (V. Rossi Ercolani); “Utopia e storia dei sistemi punitivi. Letture da M. Foucault” (M. Cianciosi); “Mandala. Il non luogo della cultura tibetana” (C. Bellini); “Utopia reale, utopia metafisica. Zolla, Eliade, Stolz” (G. Bertagni). Stampato con il contributo dell’Università di Bologna.


G. Bertagni (a cura di), Architetture utopiche, ed. Fara, 2000, pp. 160, euro 11,36.

La nebbia negli occhi. Intervista a Rita Montanari

di Matteo Bianchi. 7 gennaio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Da una rosa può venir fuori un drago.
R.M.

Rita Montanari. Foto di Nicola Nagliati

Durante la presentazione presso la Sala Agnellidella Biblioteca Comunale Ariostea della sua ultima raccolta in versi, Le piume del tempo (Este Edition, 2011), la scrittrice Rita Montanari ha rievocato ai presenti in che modo il tragitto compiuto per anni tutte le mattine mentre si recava al Liceo scientifico di Codigoro, abbia influenzato il suo lirismo.

Alla guida dell’auto che attraversava la strada fiancheggiata dai platani, in mezzo alla nebbiosa campagna, vacua e colma al tempo stesso di ricordi e aspettative. Proiezioni velate in cui abbandonarsi, o ricaricarsi prima di affrontare la routine quotidiana. Uno spazio atemporale per sé, per il proprio io interiore. La nebbia e il non-tempo di Ferrara che hanno scosso le vene e la penna di altri autori di queste terre, dal celebre Roberto Pazzi, al più giovane e acuto Matteo Pazzi, entrambi visionari, ma ben aggrappati al rosso dei cotti delle mura cittadine. Un tono umanista chela Montanari ha trattato anche nelle prose giovanili.

Che cos’è la nebbia che tanto insegue e ritorna nella poetica degli artisti di pianura e come l’accoglie Ferrara? (continua…)

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