“Veniamo al fatto, signori miei”. Trame pirandelliane di Beatrice Stasi

di Patrizia Garofalo. 17 maggio 2012

(voce di Luca Grandelis)

“Soddisfo, scrivendo, a un bisogno di sfogo, prepotente. Scarico la mia professionale impassibilità e mi vendico, anche; e con me vendico tanti, condannati come me a non essere altro, che una mano che gira una manovella”

Beatrice Stasi, “Veniamo al fatto, signori miei”. Trame pirandelliane dai “Quaderni di Serafino Gubbio operatore” a “Ciascuno a suo modo”, Progredit, Bari 2012, pp. 128, € 15,00, ISBN: 978-88-6194-121-2

Svelamento dell’impostura

Trame, orditi di vita, dell’operatore Gubbio che guarda distaccato il mondo. «E-va-po-rar-si in dilatazioni, diciamo così, liriche sopra le necessità brutali della vita».

Ma ‘trame’ al plurale sottende già da subito la consapevole o inconsapevole impostura all’interno della quale Beatrice Stasi crea una serie di affascinanti, convincenti e intriganti ipotesi. L’attenzione all’operatore, a detta dello stesso, verso un mondo che non gli appartiene convince sempre meno e l’autrice ne coglie gesti, movimenti, parole spezzate, risposte troppo frettolose per essere vere, protagonista/scrittore, rappresentazione e realtà dei fatti si suggeriscono l’un l’altro, si rincorrono e soprattutto si riscrivono a nuove ‘investigazioni’. E non necessita il rimando a Borges per accogliere la sua ‘congetturalità’, la fusione di più realtà, di polisemie interne all’apparente dipanarsi di un racconto che ne nasconde cento altri. Fino a farsi silenzio, mutismo, ricomposizione di un sé che espia nella non comunicazione il non aver saputo «dar da mangiare alle macchine».

La ricerca di Beatrice Stasi non ci presenta il consueto Pirandello anti-progressista ma lo proietta in una visione nuova in cui l’uomo, ogni uomo, convive con il lupo, il male, l’oscurità, l’abisso, l’incubo, l’inconfessato e l’inconfessabile. La ricerca si proietta quindi suggerendo l’attesa di un altro linguaggio oltre la parola consueta troppo spesso prigioniera di insincerità.

Beatrice Stasi è autrice di interessanti studi e insegna Letteratura Italiana all’università del Salento. Questo testo scorre, rapido, profondo, con inquadratura cinematografica della parola e della sua sequenzialità ed è molto importante sottolineare come i suoi scritti vengano spesso a connotarsi nel più profondo senso di una rilettura originale che vive di luce propria senza accademismi.

Stefano Quintarelli 4 President

di Marco Calvo. 16 maggio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Stefano QuintarelliLiber Liber, e questo esperimento di rivista on-line di nome Pagina Tre, non parteggiano per nessuna parte politica. Ma qui vorrei segnalare una candidatura apartitica, nata su Internet, per la presidenza dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Il candidato che mi augurerei ottenesse la carica di presidente di questa cruciale istituzione è Stefano Quintarelli.

Il motivo è presto detto: è una persona onesta, e competente.

Per il resto, lascio a voi giudicare. Una ricerca online fornirà abbondanti risultati; qualcosa di recente sull’argomento si trova qui: http://www.lastampa.it/….

Chi fosse già persuaso, può firmare la petizione qui: http://www.firmiamo.it/stefano-quintarelli-4-president/

Adolescenza e psicologia in un saggio di Albert Bandura

di Paolo Calabrò. 15 maggio 2012

(voce di Luca Grandelis)

«Si possono fare molte cose per esercitare un controllo intenzionale sul proprio sviluppo e sulla propria vita, ma ci sono anche molti elementi fortuiti nel corso che una vita prende; spesso si imbocca una nuova traiettoria per circostanze accidentali. Ma la presenza di elementi fortuiti non significa assenza di ogni possibilità di controllo: gli imprevisti possono essere volti a proprio vantaggio in molti modi. Le persone possono crearsi delle chances conducendo una vita attiva che aumenta la probabilità di incontri inaspettati, oppure coltivando gli interessi, le convinzioni e le competenze personali».

Adolescenti e autoefficacia, di Albert Bandura (ed. Erickson, 2012, collana “I mattoncini”) esamina le dinamiche adolescenziali da una prospettiva agentiva, per la quale gli uomini hanno la facoltà di incidere in maniera concreta e inedita sulla realtà della propria vita e del proprio ambiente tramite quattro capacità fondamentali: (continua…)

Renata Viganò: “L’Agnese va a morire”, Einaudi, 1949

di Bartolomeo Di Monaco. 15 maggio 2012

Chi si ricorda di Renata Viganò? Nata a Bologna il 17 giugno 1900, vi morì il 23 aprile 1976; fu scrittrice precoce. Quando aveva 13 anni pubblicò “Ginestra in fiore”, una raccolta di poesie e nel 1916 “Piccola fiamma”. I suoi studi, per ragioni economiche, si fermarono al liceo ela Viganò si impiegò come infermiera negli ospedali della sua città, non mancando però di coltivare la sua passione per la letteratura. Collaborò a molti giornali. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, militò nella Resistenza come staffetta e infermiera (è lei la “Contessa” alla quale Agnese porterà uno dei suoi messaggi) e da questa esperienza trasse lo spunto per il romanzo di cui ci occuperemo, che nello stesso anno vinse il premio Viareggio. Dal libro fu tratto un film dal titolo omonimo, con la regia di Giuliano Montaldo.
Altri suoi libri dedicati alla Resistenza furono “Donne della Resistenza” del 1955 e “Matrimonio in brigata” del 1976.
Siamo all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943. L’Agnese è una lavandaia e un giorno che ritorna a casa trainando la carriola piena dei panni lavati, incontra un giovane soldato e lo conduce a casa sua, dove l’attende il marito Palita, per sfamarlo. Ma i tedeschi stanno cercando i disertori: “tutti quelli che hanno fatto festa il 25 luglio li porteranno in Germania.” Tenere in casa il giovane è un rischio. Viene a dirglielo la Minghina che abita lì accanto. “In casa mia tengo chi voglio.” è la sua risposta. (continua…)

Guerra. Dalla menzogna all’ipocrisia in un nuovo libro Chiarelettere

di Paolo Calabrò. 14 maggio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Se proprio volete capire come mai ancora oggi – nell’era dell’arma totale nucleare e degli slogan come “oggi le vere guerre sono quelle economiche” – la guerra continui a prosperare e a mietere vittime ovunque, ebbene, non domandatene al primo che capita. Chiedetelo piuttosto a Fabio Mini, autore di Perché siamo così ipocriti sulla guerra?, appena edito da Chiarelettere.
Mini, classe ‘42, generale dicorpo d’armata e capo di stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa, laureato in Scienze Strategiche e in Negoziato Internazionale, ha partecipato personalmente alle missioni nei Balcani e in Kosovo, e ha svolto la funzione di addetto militare a Pechino: è la persona più adatta a svelare i retroscena delle tattiche sul campo e i risvolti politici e diplomatici delle guerre più recenti. (continua…)

Concerto di Riccardo Muti per il settimo anniversario di Pontificato di Papa Benedetto XVI

di Redazione. 11 maggio 2012

L’11 maggio dalle ore 18:00 verrà eseguito nell’aula Paolo VI del Vaticano il concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti, che celebra il settimo anniversario di Pontificato di Papa Benedetto XVI.

Telecom Italia è partner del Teatro dell’Opera di Roma nella realizzazione del concerto offerto dal Presidente della Repubblica, che verrà trasmesso in live streaming su www.telecomitalia.com.

Qui tutte le info: http://www.telecomitalia.com/tit/it/about-us/events-initiatives/concerto-vaticano.html.

Il concerto rimarrà disponibile su telecomitalia.com in streaming on demand fino al 31 dicembre 2012.

Scuola e nuove tecnologie

di Paolo Calabrò. 10 maggio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Non basta mettere un computer in ogni aula per fare una scuola al passo coi tempi; ma un’educazione al passo coi tempi deve saper trarre giovamento dalle novità tecnologiche a disposizione per migliorare la didattica, soprattutto in presenza di alunni con disabilità. Flavio Fogarolo, curatore del volume Il computer di sostegno. Ausili informatici a scuola (ed. Erickson), spiega in otto capitoli (scritti con il contributo di Barbara Porcella, Roberto Cuzzocrea e Walter Casamenti) che il PC può essere un importante strumento di supporto all’apprendimento con disabilità visiva, uditiva, motoria e che l’informatica può rivelarsi un sostegno in ogni caso, perché flessibile verso le esigenze didattiche, cognitive, posturali di ogni studente e in grado di potenziare la comunicazione. Il CD-rom contiene: software per la disabilità, video dimostrativi, indicazioni e suggerimenti pratici). (continua…)

Ho letto un e-book (e non è stata una bella esperienza)

di Paolo Calabrò. 9 maggio 2012

(voce di Luca Grandelis)

Uno strano silenzio. Siamo soli nell’universo? (ed. Codice, 2012) è un libro serio, equilibrato, documentato e ben scritto, come tutti i libri di Paul Davies, che cerca di rispondere in maniera scientifica alla domanda: esiste vita aliena? L’ho ricevuto gentilmente dall’editore Codice via BookRepublic (che organizza con molta semplicità il download dell’e-book, dopo avervi inserito un exlibris personalizzato) e l’ho letto tramite l’ePub-reader add-on di Mozilla Firefox: ecco in breve la mia esperienza.
ePubReader è facile da installare e da utilizzare ed è personalizzabile quanto basta. Tuttavia la lettura non è agevole come si spererebbe (forse la mia difficoltà è imputabile alla mancanza di familiarità con i libri elettronici):
- si inciampa in improvvisi “a capo”, con lettera minuscola, evidentemente errati (non ho modo di sapere se il problema sia presente anche nel libro stampato);
- non si riesce a risalire al numero di pagina originale (problema non secondario, in particolare per le citazioni; alla domanda che gli ho rivolto via mail l’autore mi ha risposto dopo 3 giorni che questo problema è insito nel formato .epub, che non contiene i numeri di pagina originali); (continua…)

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