Perché non ci sei più? Un nuovo volume Erickson sull’esperienza del lutto nei bambini

di Paolo Calabrò. 29 dicembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

A tutti i genitori e a tutti gli educatori è capitato, almeno una volta, di sentirsi chiedere da un bambino che li fissava con sguardo incredulo: “ma è morto per sempre? Poi torna?”. Quasi sempre noi adulti ci troviamo spiazzati davanti a una domanda tanto comune quanto rivoluzionaria, di fronte alla quale non possiamo mentire. Accettare la morte è un apprendimento importante e tutti i bambini hanno in sé le risorse per farlo. Siamo noi genitori che spesso vacilliamo.
A. Pellai e B. Tamborini

Perché non ci sei più?, di Alberto Pellai e Barbara Tamborini, è un libro delle edizioni Erickson rivolto a genitori, educatori ed insegnanti, finalizzato a fornire gli strumenti per guidare il bambino nella difficile esperienza della morte. Dall’impostazione grafica molto curata e dal linguaggio semplice e diretto, il libro si divide in quattro parti: (continua…)

Il Vangelo di un utopista. Un libro di don Andrea Gallo

di Paolo Calabrò. 28 dicembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Gesù è la vera vite. Ci sono molte vigne menzognere che si danno da fare per dominare, per imporre, per spogliare l’uomo di ciò che gli spetta. La nuova cultura neoliberista, capitalista, tende a ubriacare tutti con la sua propaganda di consumo, con il suo desiderio di piacere che si ottiene a spese dei poveri. Contro le false viti, il Vangelo ci invita a trasformarci – con Gesù e uniti a lui – in buona vite, offrendo a tutti gli uomini e le donne del mondo il vero vino della gioia della vita piena.
don Andrea Gallo

Don Andrea Gallo, uomo di cultura e prete genovese, scrive il suo ultimo Il Vangelo di un utopista (ed. Aliberti, 2011) per spiegare il proprio convincimento fondamentale: il Vangelo di Cristo non è un’utopia (qualcosa di immaginario, di irrealizzabile), bensì qualcosa di molto concreto, che dovrebbe prendere corpo nella vita quotidiana di ogni cristiano. Rispetto al mondo così com’è oggi, tuttavia, il cristiano è un utopista: perché pretende di portare la giustizia e la pace in una realtà pervasa dallo sfruttamento e dal conflitto (in genere chiamato: competizione). Il libro affronta i temi della famiglia umana, della pace, della sobrietà e della Costituzione, riservando un ultimo capitolo alle figure di De André e di Balducci. Con la Prefazione di Loris Mazzetti.


Don Andrea Gallo, Il Vangelo di un utopista, ed. Aliberti, 2011, pp. 90, euro 9,90.

Educazione e Pace. La pedagogia della memoria di Laura Tussi

di Paolo Calabrò. 27 dicembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Laura Tussi, docente e giornalista con cinque lauree specialistiche nell’ambito della formazione degli adulti e della consulenza pedagogica e con già cinque libri pubblicati sui temi dell’interculturalità e della nonviolenza, dà oggi alle stampe il suo sesto volume, per i tipi della Mimesis, dal titolo Educazione e pace. Dalla Shoah al dialogo interculturale.
Da sempre attiva nel settore dell’antifascismo, Tussi continua a portare avanti le sue iniziative dedicate alla memoria della Shoah, emblema della discriminazione violenta, riunite sotto il nome “Per non dimenticare” (che mettono insieme la presenza e l’opera di personaggi come Moni Ovadia e don Andrea Gallo, e che hanno permesso di raccogliere una gran quantità di materiali multimediali, anche in collaborazione con la RAI). (continua…)

Parole come foglie. Sulla figura e l’opera di Luigi Riem

di Paolo Calabrò. 23 dicembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Kairon gnothi, conosci il momento, diceva Pittaco di Mitilene, ed ogni momento è sempre unico. Il tempo non è uno schermo fisso sul quale si proietta la nostra vita, come successione di immagini ferme; ogni uomo è il suo tempo, la sua esperienza è unica, non ‘traducibile’, né trasferibile, per questo il ricordo ci fa rientrare nel tempo, personalissimo e poetico, del vissuto, fatto di incontri significativi e di momenti irripetibili e incomparabili, che a loro volta hanno a che fare con il dialogo e l’apertura all’umano.

Luigi Riem (11 novembre 1920 – 13 novembre 1991) è stato uomo e poeta, educatore, giornalista, comunicatore, studioso, esponente della cultura, della politica, della società di Pordenone e del suo territorio, oltre che della regione Friuli Venezia Giulia. Laureato in Lettere all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, formatosi alla scuola di Natalino Sapegno, è stato docente in diversi Istituti superiori e Preside della Scuola media di Azzano Decimo, che attraverso il suo intenso lavoro di innovatore diventa sede di riferimento delle trasformazioni a livello nazionale nel campo della sperimentazione didattica (il tempo prolungato, socializzazione e recupero differenziato dei casi di alunni con diverse abilità, compresenza in classe di più docenti e molto altro). Per questo suo impegno ha ricevuto nel 1989 la Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione, quale benemerito della scuola; per il suo alto impegno verso lo sviluppo fisico e psichico dei giovani ha poi ricevuto la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica al merito della Sanità. Oltre che nella scuola, ha lavorato nelle pubbliche relazioni come capo dell’ufficio stampa delle industrie Zanussi, oltre a collaborare con giornali come l’«Avanti!» e il «Messaggero Veneto» (ricevendo la Medaglia d’oro dell’Associazione nazionale della stampa).

Questo volume in ricordo dell’opera di Luigi Riem è parte del progetto promosso dal Circolo della stampa di Pordenone e da un gruppo di amici e familiari che hanno avuto modo di amarlo e apprezzarlo.


A. Riem Natale, G. Riem (a cura di), Parole come foglie, parole da sfogliare. Luigi Riem e il suo tempo, ed. Forum, 2010, pp. 200, euro 20.

Pensare in modo nuovo. Due libri Erickson di Edward De Bono

di Paolo Calabrò. 22 dicembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

“Perché c’era bisogno di un libro come questo?” si chiede Edward De Bono in apertura del suo ultimo Fai girare la testa (ed. Erickson, 2011). Poche pagine più tardi dà anche la risposta: “la filosofia e la psicologia sono di natura analitica e descrittiva. Non sono operative. Non forniscono strumenti di pensiero concreti”. Secondo il docente dell’Università dell’Arizona non sono stati studiati abbastanza i metodi del pensiero umano. Soprattutto, non sono stati approntati nuovi metodi per potenziare e perfezionare il pensiero. Da questa constatazione, dai tanti anni di studio e dai numerosi volumi pubblicati matura l’ambizione di De Bono: fornire niente di meno che «un nuovo software per il pensiero». (continua…)

I video degli Stati Generali dell’Innovazione

di Redazione. 21 dicembre 2011

Da Paolo Gentiloni (PD) che propone postazioni pubbliche per i cittadini con minore familiarità con la Rete, a Guido Scorza (avvocato, giornalista) che promuove gli “Open Data”, i dati prodotti con risorse pubbliche, per aumentare la trasparenza della PA e consentire lo sviluppo di nuove forme di impresa.

Nella sezione video del sito Internet degli Stati Generali dell’Innovazione, anche gli interventi di Linda Lanzillotta (PD) e di Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento Europeo.

Qui Paolo Gentiloni parla dei micropagamenti:

Qui gli altri video.

Sesso, guerra e morte in Sigmund Freud

di Paolo Calabrò. 21 dicembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

La pretesa di una vita sessuale uguale per tutti [...] ignora tutte le differenze, innate e acquisite nella costituzione sessuale degli esseri umani, e priva un considerevole numero di persone del godimento sessuale, diventando così fonte di grave ingiustizia.
S. Freud

Un altro volume della piacevole quanto maneggevole collana “Elementi” dell’editore PianoB, dal titolo Sesso, guerra, morte, dedicato agli scritti di taglio più filosofico di Sigmund Freud. Cinque i saggi proposti: “Caducità”, “Sessualità e civiltà”, “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”, “Sulla guerra e sulla morte”, “Perché la guerra?” (carteggio con Albert Einstein).


S. Freud, Sesso, guerra, morte, ed. PianoB, 2011, pp. 110, euro 10.

Gianna Manzini: “La sparviera” (1956)

di Bartolomeo Di Monaco. 15 dicembre 2011

(voce di Luca Grandelis)
Toscana (di Pistoia, dove nacque il 24 marzo 1896; morì a Roma il 31 agosto 1974), Gianna Manzini, lasciato il marito, si trasferisce a Roma, divenendo la compagna di Enrico Falqui, critico letterario tra i più noti in quegli anni. Il suo primo romanzo, “Tempo innamorato” è del 1928 e suscita subito l’attenzione della critica; viene recensito da Emilio Cecchi e perfino André Gide si interessa di lei. Diventa collaboratrice di “Solaria”. Fa anche la giornalista, soprattutto interessandosi di moda, e scrive su “Oggi”. Con gli pseudonimi di Pamela e Vanessa tiene una rubrica fissa su “La Fiera Letteraria. Sarà però l’incontro con il giovane Pasolini a dare una svolta alla sua carriera letteraria, facendola uscire da un certo provincialismo che aveva contraddistinto i suoi primi lavori. Nel 1956 esce “La Sparviera, che si aggiudica il Premio Viareggio insieme con “Le parole sono pietre” di Carlo Levi. Del 1971 è l’altro suo importante romanzo, “Ritratto in piedi”, che vincerà il Premio Campiello. I due romanzi, così distanti cronologicamente, sono assai legati tra loro, riscontrando ne “La Sparviera, soprattutto nell’ultima parte, le premesse per il romanzo dedicato al padre.

La Sparvieraè il nome che Giovanni Sermonti, il protagonista, sin da bambino dà ai suoi attacchi di tosse: “ti picchia e nessuno può aiutarti, né la mamma, né la maestra, né l’amico coraggioso più grande di te; nessuno può nemmeno punire chi ti offende e ti pesta, perché per rimpiattarsi, non gli son bastati i tuoi vestiti; t’è entrato sotto la pelle, sotto le costole.”;Che nessuno gli ricordi la tosse. Lui la chiama ‘la Sparviera.’” Apparentemente guarito, dopo un anno di cure, tornato a casa ha perduto gli amici; e i suoi genitori (Giuliana e Domenico), la madre specialmente (“la vacca”), fanno di tutto per riconquistarglieli. Sul romanzo, va notato, pesa l’esperienza negativa dei genitori dell’autrice, che si separarono, lei ancora bambina, scegliendo strade ideologiche diverse. Gianna avrà sempre caro il ricordo del padre Giuseppe, che sarà il protagonista del romanzo del 1971, “Ritratto in piedi”. (continua…)

Crepuscolare è aurorale: “Twilight. Filosofia della vulnerabilità” di Monia Andreani

di Elisabetta Brizio. 13 dicembre 2011

“È il crepuscolo”, mormorò Edward, lo sguardo
puntato a ovest, verso un orizzonte coperto di
nubi. (…). Per noi è il momento più sicuro della
giornata”, disse, rispondendo alla domanda silenziosa
del mio sguardo. “L’ora più leggera, ma in un certo
senso, anche la più triste… la fine di un altro giorno,
il ritorno della notte. L’oscurità è troppo prevedibile,
non credi?”. E sorrise malinconico.

Stephenie Meyer, Twilight

Ultimo libro di Monia Andreani (uscito lo scorso novembre per la ev editrice), Twilight. Filosofia della vulnerabilità muove il lettore verso una pluralità di riflessioni con l’iperbolica trasposizione della figura del vampiro di ultima generazione, il quale, se allegorizza la paralisi di una postmodernità arrestata in moti non tendenziali, allo stesso tempo costituisce l’ipotesi per una solidarietà peculiare, diminuita del supporto di legami originari di parentela. Il libro si svolge in documentatissime argomentazioni di carattere filosofico (che tramano con quelle di ordine storico, sociologico, antropologico, psicologico, etico, bioetico, politico) che si intersecano a interludi di finissima analisi con la fabulazione della saga di Twilight – opera con la quale le pagine della Andreani sottilmente interagiscono. Una contaminazione di livelli espressivi, dunque, ma essenzialmente una pregnante assimilazione – come ha detto l’autrice – per un possibile deciframento e una focalizzazione circostanziale di una visione del mondo ancora per molti aspetti celata, benché largamente stratificata. (continua…)

Avanti »