Consoft Sistemi: innovazione… nella parità

di Luca Grandelis. 29 novembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Oggi vi voglio parlare di un esempio di innovazione sui generis, in special modo perché coinvolge una azienda che di mestiere fa innovazione “classica”. Si tratta del Gruppo Consoft, un insieme di aziende di informatica e domotica che oltre alla crescita continua di fatturato e dimensioni, ha alle spalle 25 anni di avanguardia nella cultura sociale; una vera “innovazione culturale in ambito tecnologico”, considerando che si parla di un gruppo interamente italiano!
Niente di meglio – per capire di cosa si tratta – che sentire le parole del Direttore Generale della Consoft Sistemi: Cristina Bonino.

D: Direttore, lei è al vertice di un gruppo che da tempo si può definire “Grande Azienda”. Il timone è suo – in questo ruolo o in ruoli analoghi – dalla nascita dell’azienda. Un’azienda che ha superato egregiamente sino ad oggi le innumerevoli crisi di mercato (globale o specifico del settore), incrementando il proprio fatturato ed affermandosi sempre più nell’ambito specifico dell’ICT. Questo lo sappiamo tutti. L’obiettivo dell’intervista però è un altro, che conosciamo io e lei, ma che vorrei i lettori scoprissero pian piano. Rimaniamo quindi un po’ sul vago… inizi col dirmi qualcosa della sua azienda.

R: E’ un po’ difficile per me fare la misteriosa, ma potrei iniziare dicendole che ogni azienda ha delle peculiarità che la caratterizzano , che la identificano, che in qualche modo rappresentano il DNA aziendale, l’anima aziendale; rimangono sempre nell’azienda anche quando questa cresce, cambia, evolve. Loro rimangono, più o meno visibili, e sono lo strato duro ed immutabile.

D: Quindi quali sono le peculiarità della Consoft Sistemi?

R: Una è quella tecnologica, siamo nati come azienda tecnologicamente all’avanguardia e continuiamo ad essere così; siamo sempre affascinati dagli aspetti innovativi, investiamo per essere sempre sull’innovazione, non ci piace “stare fermi”. (continua…)

Un nuovo libro gratuito e libero ogni 3 tre giorni: da 17 anni. Liber Liber festeggia

di Redazione. 28 novembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Liber Liber è nata ufficialmente il 28 novembre 1994. In 17 anni di lavoro abbiamo pubblicato più di 2.300 e-book (con una media di un nuovo e-book gratuito ogni tre giorni), 4.800 brani musicali e decine di audiolibri in costante crescita.

Grazie a tutti i volontari, ai sostenitori e agli utenti di questa mediateca. Nelle prossime ore annunceremo le iniziative che abbiamo in programma per il 2012 e quelle che realizzeremo a brevissimo.

http://www.liberliber.it/

Lavorare con gli utenti musulmani. Un manuale Erickson per la pratica sociale

di Paolo Calabrò. 28 novembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

A fronte del dato di fatto che l’islam è oggi la religione che tende a crescere più rapidamente nel mondo occidentale, sembra esserci penuria di testi che affrontino le esigenze delle famiglie musulmane, e le poche fonti a disposizione sono spesso di carattere troppo generico per potersene servire in sede pratica. Lo rilevano Sarah Ashencaen Crabtree, Fatima Husain e Basia Spalek nel loro Lavorare con gli utenti musulmani. Manuale per gli operatori dei servizi sociali e sanitari (ed. Erickson, 2010). Carenza in letteratura che si trasforma ovviamente in difficoltà per gli operatori sociali.
Perché quello dell’operatore sociale è un tipo di lavoro per il quale non bastano né l’indole personale né la motivazione, e nemmeno l’indispensabile preparazione generale: occorre anche la preparazione specifica per il contesto in cui si opera. Per trattare con le famiglie musulmane occorre cioè prendere conoscenza con le abitudini, le problematiche, le aspettative di quelle persone. (continua…)

Valerio Evangelisti: One big union

di Giuseppe D'Emilio. 28 novembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

È finalmente disponibile  - attesissimo come al solito – il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti, edito da Mondadori.

Dalla quarta di copertina:

Robert Coates, di origine nordirlandese, non è realmente cattivo. È legato alla famiglia, assiduo alle funzioni religiose, saggiamente conservatore. Condivide però molti dei pregiudizi che circolano, negli Stati Uniti, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Ciò lo induce a diventare fin da giovanissimo una Labor Spy: uomo di mano di una delle tante agenzie che infiltrano informatori nel movimento operaio americano ai suoi inizi. In questa veste, assiste e partecipa a scontri sociali di inusitata violenza. Scioperi che si prolungano mesi, stragi di operai, duelli degni di un film western. Prende parte, soprattutto, all’epopea degli Industrial Workers of the World: il sindacato rivoluzionario che cerca di organizzare precari, vagabondi, immigrati, braccianti, disoccupati, manovali a giornata. Con lo scopo di dare vita alla One Big Union: il solo, grande sindacato che rechi in sé il modello della società a venire. (continua…)

Filosofia e pace. Teoria e prassi umane oltre la “guerra infinita”

di Paolo Calabrò. 23 novembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Quando una parola, un concetto, un’aspirazione sono tanto storicamente abusati e confusi – come è accaduto con il termine “pace” – la prima cosa da fare per non equivocare è sgomberare il campo dalle ambiguità, dai singificati malintesi accumulatisi nel tempo fino a far quasi sembrare che una cosa possa essere o contenere tutto e il contrario di tutto.
Prima di entrare nel vivo della trattazione del volume Filosofia e pace. Profili storici e problematiche attuali, a cura di Ilaria Malaguti (ed. Fara, 2000), iniziamo dunque con qualche chiarimento: (continua…)

La prassi e la teoria. Un libro di Rosa Calcaterra su Dewey

di Paolo Calabrò. 16 novembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Si accusa spesso la filosofia di perdersi in speculazioni sul sesso degli angeli, che nulla hanno a che fare con la vita concreta; al contempo, si accusano i filosofi di starsene sempre con la testa fra le nuvole – citando l’abusato e probabilmente apocrifo aneddoto di Talete che cadde nel pozzo – come se veramente si trattasse di una categoria di buontemponi che possono permettersi il lusso del pensiero mantenendosi a debita distanza dalla quotidianità.
Accusa ingiusta, se è vero che la filosofia ha avuto sovente e fin dalle origini esigenze e ambizioni pratiche; atteggiamento riassumibile nel celebre frammento in cui Aristotele spiega – riferendosi al pensiero tutto – che “è inutile quella scienza medica che non si applichi al corpo malato”. In questa nutritissima schiera di filosofi con i piedi per terra si annovera John Dewey, che dedicò gran parte dei propri sforzi intellettuali a sanare una delle più profonde ferite dell’Occidente cartesiano: la dicotomia fra pensiero e azione o, se si preferisce, fra teoria e prassi. (continua…)

Domenico Giuliotti: “Raccontini rossi e neri” (1937)

di Bartolomeo Di Monaco. 15 novembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Definito da Giuseppe Prezzolini “cattolico belva” per il suo cattolicesimo mistico e intransigente, polemista appassionato e irruento, amico di Giovanni Papini (insieme al quale scrisse “Dizionario dell’omo salvatico” – nel senso di “uomo che si salva” -, 1923) e di Federico Tozzi (si parla di una influenza reciproca), Giuliotti fu un protagonista della letteratura del primo Novecento. Alcune sue opere: “L’ora di Barabba”, del 1920, che resta forse il libro più celebre; “Tizzi e fiamme”, del 1925; “Polvere dell’esilio”, del 1929; “San Francesco”, del 1932; “Il ponte sul mondo”, del 1932; “Le due luci: santità e poesia”, del 1933; “Il merlo sulla forca: Francesco Villon”, del 1934; “Pensieri di un malpensante”, del 1936; “Jacopone da Todi”, del 1939; “Penne, pennelli, scalpelli”, del 1942. Fu anche poeta.

Raccontini rossi e neri” è del 1937.

I racconti, dalla scrittura ancora piacente, leggera e limpida, mostrano un Giuliotti un po’ diverso, lontano dalle sue furie di vigoroso polemista; desideroso, al contrario, di una apertura alla vaghezza e al sogno, anche se, come avverte lo stesso autore nella premessa, coltivati sul filo dell’abisso.

Ambientati talvolta in un’epoca lontana, eroica e leggendaria, essi ci lasciano intuire una vocazione intima, cullata forse da sempre e resa finalmente nell’età adulta (era nato a Luciana, nei presso di Terrazzano, nel 1877; morì a Greve in Chianti nel 1956), quando la forte esperienza della vita lo conduce ad una aspirazione meno compromessa e più fantasiosa.

Fatti che appartengono al mito – simili ai tanti ereditati dalla classicità – e al mondo della favola, sono narrati con la chiave di chi si proponga di aprirci le porte di una verità nascosta dalla polvere invadente dell’apparenza. Alessandro il Grande, Pipino il Breve (del quale scrive – è anche un esempio del suo stile brillante -: “Quand’ebbe vent’anni diventò re e prese moglie. Gli appiccicarono un graticcio che non gli faceva figlioli. E a lui, per l’appunto, come re, i figlioli gli ci volevano.”, e in riferimento al cui matrimonio si narra della sventurata Berta, figura che assomiglia un po’ a Biancaneve e un po’ a Cenerentola), il rapimento di Calliroe per sacrificarla a Bacco, e così via, sono più che l’espressione di una storia; sono il sogno che si dibatte per liberarsi delle ombre e prendere il volo sopra la stessa vita. (continua…)

Blues in Apartment. Il primo disco dei Driftin’

di Paolo Calabrò. 14 novembre 2011

“Driftin’… andare alla deriva, ma con stile! Si nasce da una prospettiva e nel tempo si tenta di apportarvi la propria connotazione caratteristica. Così nasce The Driftin’, progetto blues anglo-napoletano, radicato nella nostra terra mentre guarda il mondo da una prospettiva blues. Luogo di forza acustica e ironia scanzonata, si inserisce in quel solco aperto dall’old blues e ripreso nelle sue contemporanee interpretazioni, per assumere il volto delle affascinanti e ironiche letture della Napoli Blues. The Driftin’ è un po’ andare alla deriva ridendo e con quell’autoironia che da sempre ci contraddistingue come persone, come musicisti, come popolo”.

Così si presentano i Driftin’, duo casertano che suona il blues. E che ha appena pubblicato il suo primo album, scaricabile gratis da internet all’indirizzo http://www.driftin.it/. Presentiamo qui un’intervista doppia in stile “Le Iene”. Cui manca il video, ma non la simpatia. Buona lettura. (continua…)

Salvezza e impegno

di Paolo Calabrò. 14 novembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Frutto del contributo di quasi cinquanta autori e delle riflessioni proposte nell’ambito dei due Convegni “Scrittura e impegno” (Faenza, 13 marzo 2010) e “Poesia e salvezza” (Fonte Avellana, 8 e 9 maggio 2010), ricco e sfaccettato si presenta il volume curato da Alessandro Ramberti dal titolo Salvezza e impegno (ed. Fara, 2010).
Si va dal poemetto al saggio, dalla suggestione alla favola per adulti. Tra i tanti, due sono i saggi che mi hanno colpito in particolare: quello di Alessandro Barban dal titolo “È possibile parlare ancora della salvezza” e quello di Antonio Spadaro: “Da che cosa ci ‘salva’ la letteratura?”.
Barban, monaco camaldolese e priore del monastero di Fonte Avellana, prende le mosse dal processo di secolarizzazione per affermare che la salvezza nell’aldilà oggi non interessa più a nessuno: ciò che solo conta è l’al di qua, al punto che perfino il concetto di salvezza ne viene trasformato, ridotto a mero benessere, al più a felicità. Parlare oggi della salvezza è divenuto dunque complicato a partire dal linguaggio, (continua…)

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