Per le biblioteche come bene comune, per una rivolta del saperedi Redazione. 10 ottobre 2011
CARTA BATTE FORBICE Martedì 11 ottobre 2011, dalle 17:00 alle 22:00, presso la Biblioteca Nazionale di Roma ci sarà un’assemblea pubblica indetta dai lavoratori della cultura, dal Valle Occupato, da TQ, e dai lavoratori della Biblioteca Nazionale. Assemblea pubblica alla Biblioteca Nazionale di Roma? Sì. Perché? Per rivivificare questo spazio per la cittadinanza, per riappropriarci di questo bene comune. In una crisi politica e sociale ogni giorno più clamorosa, un’indifferenza feroce, una rabbia contro il valore stesso dello studio e della conoscenza, colpisce le biblioteche, le scuole, le università, l’editoria, i lavoratori della cultura, dello spettacolo, gli studenti, e tutti coloro che ritengono fondamentale la cultura per una comunità che vuole dirsi tale. Per questo da mesi in Italia stanno sorgendo centinaia di iniziative tra studenti e lavoratori della conoscenza per chiedere non solo la difesa dei propri diritti, dell’articolo 3 della nostra costituzione (dove si scrive che l’istruzione è il motore fondamentale dell’inclusione sociale), ma per immaginare tutti insieme una grande cittadinanza attiva capace di pensare un futuro diverso. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 1 commento).
Rosso Africadi Alberto Carollo. 8 ottobre 2011
Ausilio Bertoli, Rosso Africa,
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Tour dei Mille: Milanodi Redazione. 7 ottobre 2011
Il Tour dei Mille arriva a Milano. Tag: Working Capital.
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La morte data. Dieci racconti di Mario Massimodi Paolo Calabrò. 7 ottobre 2011
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Rimirando con gli “Occhi di zagara”. La trasposizione di Paolo Diodati al pianoforte de “la pioggia nel pineto” sottolinea l’intensità poetica di Paola Sarciàdi Patrizia Garofalo. 6 ottobre 2011
«All’inizio fu la stanza dei bambini, con le finestre che davano sul giardino e oltre il giardino, il mare»
«Fai sempre in modo che l’uomo sia figlio dell’attimo in cui roccia e mare s’incontrano» (Heine)
Propongo, a distanza di oltre un anno, una seconda recensione del libro Occhi di zagara della poetessa Paola Sarcià (EIF, 2008, € 12,00) in quanto, oltre la valenza del testo, la presentazione è avvenuta accompagnata da La pioggia nel pineto nella trasposizione al pianoforte di Paolo Diodati.
Il mare, nella parola dell’autrice, assume una valenza fortemente musicale e come l’onda e il suo dissolversi, diventa paradigma dell’inarrestabile corso della vita e del tempo perso e ritrovato, nostalgico e inclemente, inaccessibile e segreto, nascita e morte, parola e silenzio. Una “battigia” semantica di parole, cancellate e riscritte sulla riva del dolore, segnano la sabbia di sangue e di rinascite in un non allineamento sentimentale ed artistico che denota, in questa silloge d’esordio, l’onestà artistica dell’autrice. La zagara è fiore forte, resiste al gelo pur nella fragilità del suo rugiadoso lacrimare ed ha occhi da poeta. Il fiore assunto a specularità di sé dalla poetessa viene a significare l’ossimoro dell’esistere nell’indissolubile connubio con gli abissi, il naufragio, la morte, la catarsi. Un libro di elaborazione del dolore nei confronti del quale l’autrice non si celebra né si offre vittima, con profumato-pianto diventa lei stessa la zagara che aspetta e nell’attesa si “ripensa” nel mondo dei sentimenti e del reale, suggerendo inconsapevolmente che il riscatto è proprio nello scriversi senza difese e rimozioni e il suo dare forma al dolore ne mantiene inalterati i solchi del tempo, le cicatrici e la loro rielaborazione emotiva. Paola Sarcià nell’accettazione di sé offre versi anche di un solo sintagma, imprigiona il tempo nell’urgenza dello scatto-immagine e, in modo icastico, ogni volta propone versi che incidono la pagina di una assoluta volontà di coscienza. Poesia quindi non immaginifica e sognata ma poesia dell’intelletto che ne contiene l’emozione. La silloge priva di memorialismo, di soggettivismo e personalizzazione costituisce un diario dell’anima; senza date di riferimento, titoli e senza pietismi persegue l’ipotesi di un “noi” come unici protagonisti del nostro attraversamento per mare. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
I linguaggi della folliadi Paolo Calabrò. 5 ottobre 2011
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Roma: pillole di libertà digitali, con Di Corinto, Infante, Vitadi Redazione. 5 ottobre 2011
![]() Il senatore Vincenzo Vita in una foto di Salvatore Contino Degli appuntamenti del Festival delle Libertà Digitali 2011 l’edizione di Roma ha il vantaggio di essere l’ultimo in ordine cronologico. Ci sarà così possibile prendere spunto dai temi emersi nelle altre città. Ci aiuteranno in questo compito Arturo Di Corinto, giornalista, docente e noto blogger; Carlo Infante, docente e promotore di alcune delle iniziative culturali più innovative e Vincenzo Vita, Senatore, vice presidente della Commissione cultura del Senato (e uno dei pochi politici attenti al mondo di Internet). Ci sarà spazio anche per interventi del pubblico e contributi multimediali. Ti aspettiamo venerdì 14 ottobre 2011, alle ore 15:00 in via Grotta di Gregna 27, Roma, presso la biblioteca Vaccheria Nardi. Per saperne di più: Festival delle Libertà Digitali – Roma Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
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