Vittorio Baccelli: “Il libro dell’opificio”, Tesseratto Editore, 2010

di Bartolomeo Di Monaco. 15 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Se cerchiamo un campione della letteratura fantastica, è necessario incontrarci con i racconti di Vittorio Baccelli, autore lucchese che ha passato già molte primavere, ma che ancora non riesce a frenare la sua effervescente fantasia. Di lui si accorse Claudio Marabini quando premiò un suo racconto come il migliore in un concorso nazionale indetto dal quotidiano La Nazione.Lasua produzione letteraria è sterminata ed elencare le sue opere riempirebbe molte righe di questa recensione. (continua…)

Niente più Flash sul sito Liber Liber

di Redazione. 14 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Abbiamo apportato varie modifiche al sito Internet Liber Liberhttp://www.liberliber.it/ al fine di renderne più semplice la navigazione e più snella la manutenzione (e aumentare così i ritmi di pubblicazione di nuove opere).

Le sezioni “audioteca” e “biblioteca” sono state rinominate “musica” e “libri”, inoltre è stata creata la sezione “audiolibri”, per una più veloce individuazione. I tre link relativi a queste nuove voci sono stati arricchiti nel menu da piccole icone, che li rendono più visibili. A proposito di menu, per consentire agli utenti di concentrarsi sulle sezioni più cliccate, le pagine delle “Iniziative speciali” (per lo più di servizio) sono state spostate all’interno della sezione “Progetti”.

Infine grazie alla web agency E-texthttp://www.e-text.it/ (che ringraziamo), le animazioni in Flash sono state sostituite da analoghe animazioni realizzate in HTML5. Le animazioni HTML5 sono perfettamente conformi agli standard W3C, inoltre sono più veloci da caricare e richiedono minore potenza di calcolo per essere visualizzate, consentendo una navigazione nel sito Liber Liber più agevole, anche con smartphone e tablet.

La libraia di Orvieto. Un romanzo di Valentina Pattavina

di Paolo Calabrò. 14 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

«Come un lupo, è l’istinto di sopravvivenza a spingermi talvolta verso altri umani, e non più in virtù di un amore innato, ma per studiarli e guardarmene». Nessuno può braccare un assassino meglio di un lupo, abituato a diffidare di ogni apparenza dopo aver a lungo studiato il comportamento degli uomini: lo sa bene Matilde Ferraris, protagonista del romanzo di Valentina Pattavina, La libraia di Orvieto (ed. Fanucci, 2010) la quale – coinvolta d’improvviso in un’indagine giornalistica su un caso di cronaca nera locale irrisolto da dieci anni – si troverà a scorgere indizi, interrogare testimoni, incasellare deduzioni fino a scoprire ciò che in cuor suo aveva sempre saputo, fin da piccola: che chi ha subìto il male è in grado di restituirne. Fino a cento volte tanto.
Tra personaggi discutibili e un po’ inquietanti (continua…)

“Nasco improvvisamente a Palermo”, di Pino Caruso

di Redazione. 12 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

In libreria “Nasco improvvisamente a Palermo”, il volume di Pino Caruso con gli sketch più esilaranti del popolare attore.

Gli sketch più esilaranti della televisione, gli Asterischi del Tg2, le scene tratte da Agrodolce, le pubblicità del Caffè Torrisi: questo e molto altro nel libro Nasco improvvisamente a Palermo di Pino Caruso, pubblicato per “A & B Editrice” (211 pagine, Acireale – Roma).

Ed è lo stesso Caruso, nelle prime pagine del volume, a presentarsi direttamente ai lettori: “Nasco improvvisamente a Palermo. Perché improvvisamente? Perché non me l’aspettavo, nessuno mi aveva avvertito. vengo al mondo, quindi, a tradimento, di notte (i bambini nascono quasi sempre di notte: li pigliano nel sonno) il 12 ottobre dell’anno di grazia del 1934. La mia era una famiglia povera, ma così povera che, nella scala sociale, dopo di noi, venivano soltanto gli animali da cortile…” (continua…)

Michael S. Hart è morto, il suo lavoro no

di Marco Calvo. 11 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Con il passare dei giorni, diventa sempre più evidente che con poche eccezioni (es. La Stampa) i media e le cerchie di intellettuali che collaborano alle pagine culturali dei principali quotidiani non hanno capito chi è stato il fondatore del progetto Gutenberg, Michael S. Hart.

A differenza che sui mezzi di comunicazione tradizionali, su Internet molti hanno dedicato spazio al suo lavoro e hanno reso merito alla sua capacità di guardare avanti. È stato detto, con una forzatura non così eccessiva, che Hart ha inventato l’e-book. Ma non c’è bisogno di ricorrere a immagini forti per dire che ha ispirato tantissimi progetti di biblioteca digitale nel mondo (ha sicuramente ispirato noi di Liber Liber) e che è stato fra i pochi a capire quanto Internet può favorire il lavoro collaborativo e disinteressato. Come pure non gli si può non essere grati per avere regalato al mondo uno dei primi esempi pratici di cultura veramente libera.

È stato anche detto che il suo contributo alla letteratura è stato molto più significativo di tanti premi Nobel. Un parere che sottoscrivo senza esitazioni.

Questa situazione mi fa tornare alla mente quei canuti opinionisti che si lamentano delle nuove generazioni, e del generale declino della cultura. Ai loro occhi nei bei tempi andati si producevano capolavori nel campo della musica, della letteratura e dell’arte in generale. Mentre oggi c’è solo la televisione, con le sue veline.

(continua…)

Il Tour dei Mille approda a Trieste il 20 settembre 2011

di Redazione. 9 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Dopo le tappe di Torino, Palermo, Napoli e Firenze Working Capital Premio Nazionale Innovazione arriva 20 settembre al Porto Vecchio di Trieste (Magazzino 26), per continuare il viaggio dell’innovazione.

Un appuntamento ricco di interventi e testimonianze, alla scoperta di progetti e iniziative in grado di cambiare il nostro Paese. Si parte alle 17,30, con la consueta conduzione di Riccardo Luna e Gianluca Dettori.

Durante la tappa triestina, Working Capital assegnerà fino a quattro contratti di ricerca del valore massimo di 30 mila euro ciascuno nei settori Bio&Nano e Green. (continua…)

Tra uomini e dei

di Bianca Rita Cataldi. 8 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Starcrossed di Josephine Angelini, Giunti Y, in libreria dal 7 settembre.

In principio furono gli dei dell’Olimpo. Divinità, certo, ma così vicine agli umani da carpirne le passioni, gli amori, le illusioni, i desideri. Poi vi erano i Semidei, coloro nei quali abitavano due anime: l’anima umana, così fragile e mortale, e l’anima divina. Dei e semidei, immobili nel loro Olimpo come le illustrazioni bidimensionali e un po’ sbiadite dei libri antichi. Sembrano appartenere ad un altro tempo, se non ad un’altra dimensione. Eppure… (continua…)

Salvateci dalla Taranta. Intervista a Sergio Fadini

di Paolo Calabrò. 7 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Conosco Sergio Fadini da oltre venticinque anni. Siamo stati scout insieme in un difficile quartiere di confine di Napoli e una volta abbiamo girato l’Irpinia a piedi, zaino in spalla, per dieci giorni. Ci sono quelli che si spostano di continuo perché sono incapaci di stare in qualunque luogo; quelli che vanno da una parte all’altra perché non sono mai contenti di niente, perché non hanno nulla da fare o perché si illudono di poter cambiare semplicemente cambiando la loro collocazione geografica. Sergio invece viaggia per amore. Ha vissuto praticamente in tutto il Sud Italia, e ogni volta che si stabiliva in un posto, quella era la sua casa. Lui si innamora delle città, della gente, delle culture; arriva da qualche parte, e non vorrebbe andarsene mai più. Per questo motivo, il suo sguardo è quello meno imparziale che esista: è lo sguardo dell’amante che fa di tutto affinché l‘altro possa dare il meglio di sé. D’altro canto, come quello di ogni amante, il suo occhio è quello più profondo e impietoso: riporta a galla ogni manchevolezza, ogni meschinità o insicurezza. Nel suo libro Salvateci dalla taranta (ed. ilmiolibro.it, 2011) parla di un viaggio attraverso i costumi, le tradizioni, le trasformazioni del Salento, una terra che ha tanto da offrire ma che probabilmente rischia di farlo nella maniera peggiore. Il suo non è un “racconto di viaggio”, né un pamphlet di teoria del turismo. Il suo libro – dall’impianto originale e accattivante, basato peraltro su una bibliografia trilingue che attinge tanto a Zygmunt Bauman quanto a Ernesto De Martino – cerca di spiegare, in una riflessione ampia che non si applica più al solo Salento ma alla realtà del turismo globale, perché e in che modo bisognerebbe soffermarsi a ripensare le difficoltà (e gli effetti collaterali) della “globalizzazione del locale” (contraddittoria fin dal nome) cui assistiamo ai nostri giorni.

Cominciamo con una domanda diretta: chi ci deve salvare dalla taranta? E soprattutto: perché?
Il titolo è volutamente ambivalente. Può essere letto come richiesta di intervento contro i mali della modernità, legandosi all’idea di neotarantismo; o come auspicio (continua…)

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