Blanchard close. Un nuovo libro di Matteo Chiavarone

di Paolo Calabrò. 29 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Matteo Chiavarone (www.matteochiavarone.com) è nato e vive a Roma. Scrittore prolifico, cofondatore di Flanerì (www.flaneri.com), ha collaborato con diverse realtà editoriali (ha curato tra le altre cose la collana Lab City Lights per il marchio Perrone Lab). L’abbiamo intervistato a proposito del suo ultimo libro di poesie, Blanchard Close (ed. G. Perrone, 2011).

Blanchard Close: è il nome di una strada londinese a dare il titolo al suo libro. Ma è poi davvero solo una via residenziale della zona di Bromley? Quali prospettive schiudono queste due parole?
Blanchard Close è una piccola via di un quartiere, Bromley, che uno delle tante zone residenziali dell’Hinterland londinese. Si tratta di un microcosmo a sé, lontano dalle luci della città e dal turismo ma capace di rappresentare una geografia autonoma, come una esemplificazione della globalizzazione che spinge da un lato modi di fare americani e dall’altro persone da ogni parte di mondo. I substrati precedenti scompaiono con il nuovo che avanza… Quella via è una strada chiusa, quelle che da noi si chiamerebbero “senza uscita”. Quando mi è capitato di soggiornarci mi ha dato questo senso di chiusura, di fine di un’epoca. Che nel caso particolare diventa politica, sociale e persino sentimentale (lì simbolicamente si consumò una mia importante relazione). Non ci sono prospettive in quelle due parole ma lontano da esse: dobbiamo girarci dall’altra parte e intraprendere un nuovo percorso umano, un percorso da affrontare collettivamente senza paure del diverso e del futuro. (continua…)

Attività in onore di Girolamo Simoncelli

di Giuseppe D'Emilio. 28 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Il Centro Cooperativo Mazziniano di Senigallia promuove per domenica 2 ottobre 2011 un pomeriggio di studio in onore di Girolamo Simoncelli (1817-1852), patriota ed eroe della Repubblica romana nonché “martire laico” della città.  Alle 17.00 in via Chiostergi, 10, sul retro della “Pascoli”, verrà deposta sul cippo dedicato a Simoncelli una corona di fiori; seguirà la lettura, ad opera di Mauro Pierfederici, di una bella poesia dedicata a Simoncelli da Mercantini, che fu attivo patriota e suo amico durante la stagione repubblicana; infine, presso la Sala “Chiostergi” del Centro Mazziniano il prof. Guido Carletti, dell’Istituto di Storia del Risorgimento di Ancona, presenterà il volume Piccolo, profondo Risorgimento (Liberilibri, 2011, pp. 192), ultima opera di Marco Severini, storico dell’Università di Macerata nonché biografo di Simoncelli.

La voce di Wikipedia dedicata al Simoncelli: http://it.wikipedia.org/wiki/Girolamo_Simoncelli_(patriota)

Da Platone a “Lost”. Un colloquio sulla “pop filosofia” con Simone Regazzoni

di Matteo Veronesi. 27 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Pop filosofia, a cura di Simone Regazzoni, il nuovo melangolo, Genova 2010.
Prologo di Simone Regazzoni e saggi di Jadel Andreetto, Simone Regazzoni, Girolamo De Michele, Francesco Vitale, Peter Szendy, Lorenzo Fabbri, Tommaso Ariemma, Giulio Itzcovich, Laura Odello, Francesca R. Recchia Luciani.

D. La novità, è stato detto, è tale solo nella misura in cui è in relazione all’esistenza di una grandezza passata. E l’asserto potrebbe valere per ogni avanguardia che non si esaurisca nel gesto arbitrario e provocatorio. Forse, vale anche per una avanguardia filosofica come la pop filosofia, che opera un trattamento della novità trasvalutando le tradizionali categorie del pensiero attraverso l’istituzione di un pensiero che si realizzi per contaminazione. Che la pop filosofia che lei pratica non prescinda dai maestri del passato è evidente, sebbene l’obiettivo non fosse quello di legittimarsi o di delegare una reggenza ad altro ma di incrociarsi con la popular culture, ambito che, come lei afferma, è divenuto indispensabile per una filosofia che non sia solo autoreferenziale. L’innovazione allora sta nella maniera di assumere la tradizione filosofica, nel farla interagire con le cose con le quali la cultura di massa quotidianamente si confronta. Che stima ha lei del senso comune, come si figura il lettore non specialista alle prese con i suoi libri, di non facilissima lettura? Se, come lei stesso scrive, la pop filosofia è crossover in senso lato, dunque anche per il fatto che essa giunga “a un pubblico che di norma non legge filosofia”? (continua…)

L’Incal – l’integrale. Un classico del fumetto d’autore

di Paolo Calabrò. 26 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Difficile aggiungere qualcosa alle parole di Giuseppe Montesano su «l’Unità» a proposito de L’Incal (ed. MagicPress, 2011) di Moebius e Jodorowsky: “inutile girarci attorno: L’Incal è un capolavoro”. A meno di trent’anni dalla sua prima pubblicazione (che qui viene riproposta in versione integrale, contenente tutte e sei le parti uscite dal 1981 al 1986), L’Incal è un piccolo classico del fumetto sci-fi. A cominciare dagli autori di fama internazionale (non solo nell’ambito dei fumetti).
Il protagonista è John Difool (John il folle, pronunciato in un inglese sguaiato adatto all’epoca sciatta in cui è ambientata l’opera), un detective di infima categoria (di serie “R”, sottolinea lui più di una volta), che si ritrova suo malgrado a vivere avventure mirabolanti e terribilmente pericolose, che mettono a repentaglio la sua vita e quella dell’intera galassia. La sua è simbolicamente (continua…)

Neuropsichiatria e guerra: Gaetano Boschi

di Andrea Scartabellati. 19 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Leonardo Raito
Gaetano Boschi
Sviluppi della neuropsichiatria di guerra (1915-1918)
Biblioteca di testi e studi
Carocci, Roma 2010, pp. 144, € 15,50
ISBN 9788843054541

Dalla Introduzione:
“Ferrara, inverno 1928-29. Seduto allo scrittoio del suo studio, immerso nella nebbia della bassa padana, un famoso neurologo sta completando l’introduzione all’opera destinata a lasciare un segno indelebile nella sua produzione scientifica. Quel neurologo era Gaetano Boschi, e l’opera che si accingeva a completare sarebbe stata pubblicata, col titolo La guerra e le arti sanitarie, dalla Mondadori. (…)”.

Presentazione: La Prima guerra mondiale è stata un grande conflitto moderno, caratterizzata dallo scontro epocale tra la limitatezza dell’individualità umana e il prodotto dei massimi progressi tecnologici e scientifici applicati in campo militare. Ne scaturì un conflitto drammatico, destinato a lasciare una traccia indelebile sui diversimilioni di soldati che vissero l’esperienza della trincea. L’impatto mentale della guerra risultò evidente dall’ampia casistica delle malattie mentali conseguenti, la cui identificazione e cura produssero sviluppi anche in campo medico. Gaetano Boschi, neurologo, docente universitario e vicedirettore del Manicomio provinciale di Ferrara, fondò nella città emiliana il primo ospedale militare per malati di nevrosi di guerra, e fu quindi un osservatore privilegiato degli sviluppi della neuropsichiatria applicata. (continua…)

Caccia alle emozioni. Un libro per i bambini della scuola primaria

di Paolo Calabrò. 16 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

In genere sono i grandi a voler insegnare ai piccoli ogni cosa; capita di rado di incontrare una bambina che – dopo aver imparato a conoscere e a gestire le proprie emozioni – voglia condividere con altri bambini la propria esperienza. Ecco perché l’incontro con Martina, protagonista del libro Caccia alla emozioni, è prezioso: perché, una volta tanto, è una bambina a parlare agli altri bambini. E un po’ anche a cantare con loro.
Il volume è il “Diario delle emozioni” di Martina, nel quale la piccola prende nota di tutti i passi che ha seguito per indagare, affrontare e superare la paura, la rabbia e il disgusto. Per questo la protagonista si definisce esploratrice e detective; per molto tempo è “andata a caccia” delle sue emozioni fino a portarle alla luce. Dove ogni misconoscenza si dissolve.
Nel capitolo dedicato alla paura, ad esempio, racconta di quella volta che ha avuto paura dello “sgrunfo”, che lei sentiva fare “sgrunf, sgrunf” nella stanza accanto. Fino a che non è riuscita a superare ogni difficoltà per andare a vedere di persona… e scoprire che lo sgrunfo non era un mostro, ma il fratellino addormentato che ronfava. Continua con l’esame della paura del buio, la paura di perdersi, la differenziazione tra le paure “inutili” (quelle citate) e quelle “utili” (come ad esempio (continua…)

“La patria è un’arancia”, di Felix Luis Viera

di Patrizia Garofalo. 16 settembre 2011

Felix Luis Viera, La patria è un’arancia, traduzione di Gordiano Lupi, prefazione di Patrizia Garofalo, collana “Letteratura Cubana Contemporanea”, Edizioni Il Foglio letterario, Piombino 2010, pp. 200, € 15,00, ISBN: 9788876063138

«L’opera d’arte è infinitamente più grande di chi la compone e quello stesso, nel produrla, ubbidisce a sollecitazioni che non sono nel suo povero corpo. Ogni artista vorrebbe fare un capolavoro al giorno e lo fa, invece, quando meno se ne accorge; a questo punto viene da chiedersi: “chi comanda allora?. L’arte è Dio stesso che continua la sua opera attraverso l’uomo, nel quale ha l’interprete intelligente e la parola» (Salvatore Fiume in La risata del fauno)

«Mio padre portava ogni sera la patria nella borsa del pane…/ Mia madre muore ogni sera nei miei incubi ad occhi aperti…/ Io mordo solo il flauto, mastico il fiore…»

 

Desachado” indica una melanconia dolorosa che pur cela e prelude nella coscienza della solitudine, un’avvertibile ipotesi di ricerca.

Heidegger indicherà con questa accezione il termine, in realtà intraducibile, una percezione più dilatata ed ampia di nostalgia, una meditazione e un ascolto dell’io nel silenzio, dilavati dal dolore impetuoso e dall’immediatezza del dramma.

Da questo sentire in Viera nasce un poetare ampio, aderente ai pensieri, trascinante, commosso, affabulante che amplia in un disvelamento cosmico, la crudezza della sorte contingente. Dalla deriva del reale la sua poesia si offre a cogliere un irreversibile dolore umano persino nelle piante: «nel giardino irrigano la polvere nell’acqua/ e il prato e i fiori, vomitati dalla polvere/ sembrano sorridere per un istante, sembrano tirati fuori dal sepolcro per un istante/ e la terra emette un breve fremito d’allegria/ prima che la polvere torni a schiacciarla» e negli animali «e il cane sembrò comprenderti/ comprese la sua cagna umanità, la tua umanità canina,/ e quasi ti baciò come si bacia un cane fratello/ e diventaste amici» e nel perdono anche per ideologie sbagliate e sogni irrisolti, vanificati e strappati via dalle menzogne: «dopo un sogno vano/ è naturale che oggi ci sentiamo spaventati./ Fu un errore/ che la Storia registrerà come il peggiore e al tempo stesso il più candido./ Perdono».

(continua…)

La religiosità degli increduli. Riflessioni nel “cortile dei gentili”

di Paolo Calabrò. 15 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

«Se qualcuno cerca la verità umilmente senza stancarsi, può capitare che creda di non trovare nulla o che, credendo di svegliarsi, sogni tuttavia, e la verità già dimori in lui». Con questa citazione del filosofo francese Maurice Bellet si apre il libro di Duccio Demetrio dal titolo La religiosità degli increduli. Per incontrare i “gentili” (ed. Messaggero di Padova, 2011), quinto volume della collana “Il cortile dei gentili”, diretta da Ugo Sartorio, che ospita tra gli altri un contributo di Roberto Mancini.
Collana cattolica espressamente dedicata al dialogo, l’incontro, lo scambio con i non-cattolici; nel cui alveo (continua…)

Vittorio Baccelli: “Il libro dell’opificio”, Tesseratto Editore, 2010

di Bartolomeo Di Monaco. 15 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Se cerchiamo un campione della letteratura fantastica, è necessario incontrarci con i racconti di Vittorio Baccelli, autore lucchese che ha passato già molte primavere, ma che ancora non riesce a frenare la sua effervescente fantasia. Di lui si accorse Claudio Marabini quando premiò un suo racconto come il migliore in un concorso nazionale indetto dal quotidiano La Nazione.Lasua produzione letteraria è sterminata ed elencare le sue opere riempirebbe molte righe di questa recensione. (continua…)

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